Documento n. 1817

Titolo convenzionale

18 maggio 1916

Incipit

E ai diaciaotto maggio

Idioma

trentino

Modalità esecutiva

Voce femminile

Genere

Derivazione colta

Argomento / Occasione / Funzione

Prima guerra mondiale

Media allegati

Audio

Presentazione

«Il testo (con le sue varianti) si riferisce all’evacuazione di Brentonico, dopo che furono aperte le ostilità tra Austria e Italia, venne rapidamente occupato dall’esercito italiano, che impedì così lo sgombero totale della popolazione da parte delle autorità imperiali e l’invio verso la Boemia, la Moravia (Zadra-Leoni 1981)»…«Questa difficile situazione, in cui viene a cessare ogni libertà e possibilità di comunicazione nonché di rifornirsi di generi alimentari, dura fino al 18 ottobre, fino a che le truppe italiane non occupano saldamente tutto il territorio comunale»…«Ma con il maggio 1916 arriva l’ordine di evacuazione»…«La popolazione raggiunta la ferrovia venne sparpagliata in tutta Italia: Bergami, Pisa, Ancona, Genova, Santa Margherita Ligure, Firenze, Foggia, Marsala»…«I canti trovati risalgono tutti ad un unico testo, forse attribuito a un poeta locale.». (Antonelli 1980, 26)

Testo desunto

E ai diaciaotto maggio
verso le nove a sera
e la triste notizia è quella
che noi tutti dobbiamo partir
la triste notizia è quella
che noi tutti dobbiamo partir

Allor noi poveri infelici
con le mani nei capelli
dover lasciare i nostri beni
case e campi all’abbandon

Attraversando le montagne
accompagnati dai cannone
noi per esser tutte donne
a noi tutte si spezzava il cuor

Siamo stati alcuni giorni
sulle terre del Trentino
ma ben presto fu il destino
alla stazione dobbiamo andar

Alla stazione che siamo stati
si sentia fischiare il treno
e addio Trentino bello
ti dovremo abbandonar

E col treno che girava
e da grande velocità
dopo ventiquattro ore
a Firenze siamo arrivà

A Firenze che siamo stati
siamo stati accolti bene
dalle care damigelle
siamo stati ben trattà

Schema metrico

Versi misti

Integrità

si

Durata

00:02:50

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

Località

Brentonico

Data

01/01/1979

Luogo ed occasione

Ricerca approntata dal collettivo coordinato da Quinto Antonelli, costituito da: Cesare Andreolli, Gloria Andreolli, Vasco Andreolli, Giorgio Bertolli, Isa Bombana, Giorgio Dossi, Elia Giovanazzi, Giovanni La Spada, Giuliano Passerini, Franco Sartori, Carlo Schelfi, Gianni Tonetta, Nicola Zoller.

Informatore

Ginevra Mazzurana (n.1907)

Rilevatore

Antonelli Quinto (coord.)

Fondo / Raccolta

Crosano-Brentonico canti raccolti dal gruppo di ricerca coordinato da Quinto Antonelli (1971/1975)

Proprietà supporto originale

Quinto Antonelli

Note sul contesto

«La maggior parte dei canti non è esclusiva del Trentino, ma appartiene al più vasto repertorio settentrionale: Fanno eccezione quei pochi che si rifanno alle originali vicende trentine e degli anni del primo Novecento e della Grande Guerra. I canti sono redatti perlopiù in italiano, o meglio sono cantati nell’italiano popolare, la lingua franca che ne garantisce la comprensione e la circolazione.» … «…come ha scritto Sanga “In una lingua artificiale, che unisce in maniera originaria forme italiane e dialettali”, “Una lingua che non è mai stata parlata, ma che è stata creata apposta, in conseguenza delle necessità metriche”, (Sanga1976, 274). Mentre i canti totalmente dialettali sono poco numerosi e per lo più di argomento esclusivamente locale.». (Antonelli 1980, 3)
La ricerca nasce negli anni ‘70 nel contesto della moda del folk revival, che portò molti giovani a registrare canti popolari, anche in un contesto di attivismo politico e lotta di classe. «In principio, per noi giovani provinciali, ci fu solo Dario Fo. La rappresentazione del “Mistero Buffo” Costituirono la scoperta stupefatta di quella cultura che, negata e rimossa dal “Potere”, si voleva totalmente “Altra”; l’esperienza del Nuovo Canzoniere Italiano assicurava il collegamento, senza soluzione di continuità, tra cultura contadina e cultura operaia; le analisi di Lombardi – Satriani legittimavano infine l’identificazione già avvenuta nella coscienza: il folklore era una cultura di contestazione.». (Antonelli 1980, 1)

Schedatura

Schedatore

Meneghelli Pietro

Zanolli Silvana

Data di modifica

12/10/2026

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