Documento n. 1818

Titolo convenzionale

18 maggio 1916

Incipit

El dicioto maggio milinovezentosedese

Idioma

trentino

Modalità esecutiva

Recitato: voce maschile

Genere

Autorale

Argomento / Occasione / Funzione

Prima guerra mondiale

Media allegati

Audio

Presentazione

«Il testo (con le sue varianti) si riferisce all’evacuazione di Brentonico, dopo che furono aperte le ostilità tra Austria e Italia, venne rapidamente occupato dall’esercito italiano, che impedì così lo sgombero totale della popolazione da parte delle autorità imperiali e l’invio verso la Boemia, la Moravia (Zadra-Leoni 1981)»…«Questa difficile situazione, in cui viene a cessare ogni libertà e possibilità di comunicazione nonché di rifornirsi di generi alimentari, dura fino al 18 ottobre, fino a che le truppe italiane non occupano saldamente tutto il territorio comunale»…«Ma con il maggio 1916 arriva l’ordine di evacuazione»…«La popolazione raggiunta la ferrovia venne sparpagliata in tutta Italia: Bergami, Pisa, Ancona, Genova, Santa Margherita Ligure, Firenze, Foggia, Marsala»

«I canti trovati risalgono tutti ad un unico testo, forse attribuibile ad un poeta locale. Sullo stesso argomento, ma di impianto assai diverso, abbiamo anche trovato una lunga poesia attribuita dall’informatore a Edoardo Giovannazzi, detto “Zopeli”, noto poeta-sarto di Brentonico» (Antonelli 1980, 26)

Testo desunto

El dicioto maggio milinovezentosedese
l’era ‘n bel dì de primavera
nessun penseva de ‘sta zent
che ‘l moviment el fus iminent

L’era le sete via là lontan lontan
le ali distese de’n areoplan
zà se vedeva e po’ altri do
che vers Brentonech i vegniva zò

Se sente alora ‘n gran strepito de seroni
de porte ‘n furia e de balconi
e de persone en gran fuggi fuggi
zò per le caneve e nei rifugi

Poi en bom potente
el fa tramortir tuta ‘sta zente
passà no’ l’è gnanca n’ora
che n’altro fischio per aria se sente ancora

no l’è ‘na bomba de n’areoplan
la dis ‘sta zent
questo l’è ‘n colpo che ven da lontan

Se vede alora soldai e pompieri
ensieme de tanti carabinieri
mandai de corsa fora per le strade
via per le contrade dentro per le case

a gridar: via scampè
dei superiori l’ordine l’è
via subit senza aspetar
la pele vostra pensè de salvar

O gran momento o dura prova
alto è il lamento della notizia nuova
se alza la zente del povero alpin paese
che assai sperando i va nelle difese

Nò i lasa temp de far discusion
e longa scominzia la procesion
mame se vede con puteloti picoi en fasce
putei e putele cargai de straze
che soto i brazi e sule spale i porteva pachi e valise
con dentro de tuto calze e camise

Uno con l’altro ciamar se sente
mentre quei picoi i se tira arente
dela so mama e del so pupà
e i ghe domanda dove se va

Lori ghe risponde con ‘na careza
opur disendoghe: tasi beleza
‘n dove che nem ti no’ sta pensar
arsvelto camina e no’ starte a stracar

I va ‘sti miseri scampai da morte
fati aversari dala misera sorte
e i se volta ‘ndrio a vardar el natìo logo
l’è là che ‘l brusa tra ‘l fumo e ‘l fogo

E i ghe dis
commossi e forti:
addio casa addio chiesa
addio roba addio morti

No i se desmentega tra questi guai
de quei che i è invalidi o che i è malai
che sui rotabili via i li trasporta
e resta Brentonico squallida e morta

Che via crucis quanta pasion
epur ‘sto popolo credente e bon
l’ha fat tuta la strada sassosa e dura
finchè comparve sudando su a San Valentin e po’ zò ‘n pianura

Zò a Avi pars dei nobili: semo za zerti
che lazò troverem dei brazi averti
sentiren a dir: vegnì creature
che ve dago alozo conforti e cure

Enveze uno ‘l ne diseva: no gò posto
colaltro no gò logo
colaltro: no gò la legna per far el fogo
o con un insulto i ne pareva via
raccomandandone a Gesù e a Maria

Gh’era tanti palazi vodi e serai
ma noialtri en dovest nar for per i prai
al largo al’erba al temp dele ombrele
al’albergo dele bele stéle.

Poveri profughi che acampamento
esposti al’acqua al’aria e al vento
da lì a tre dì sul treno i n’ha montai
e zò per l’Italia i n’ha tuti scarmenai

L’è sta en triste pellegrinaggio
dopo quel famoso disdoto de maggio
de fati putei e putele omeni e done
veci e vece en gran silenzio i g’ha sopportà
sempre dicendo da rassegnà:
di tanto spirito e da fratellanza
sarà ben lunga la ricordanza.

Schema metrico

Versi misti

Integrità

si

Durata

00:04:19

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

Località

Brentonico

Data

01/01/1975

Luogo ed occasione

Ricerca approntata dal collettivo coordinato da Quinto Antonelli, costituito da: Cesare Andreolli, Gloria Andreolli, Vasco Andreolli, Giorgio Bertolli, Isa Bombana, Giorgio Dossi, Elia Giovanazzi, Giovanni La Spada, Giuliano Passerini, Franco Sartori, Carlo Schelfi, Gianni Tonetta, Nicola Zoller.

Informatore

Mario Bertolli (n. 1911)

Rilevatore

Antonelli Quinto (coord.)

Fondo / Raccolta

Crosano-Brentonico canti raccolti dal gruppo di ricerca coordinato da Quinto Antonelli (1971/1975)

Proprietà supporto originale

Quinto Antonelli

Note sul contesto

«La maggior parte dei canti non è esclusiva del Trentino, ma appartiene al più vasto repertorio settentrionale: Fanno eccezione quei pochi che si rifanno alle originali vicende trentine e degli anni del primo Novecento e della Grande Guerra. I canti sono redatti perlopiù in italiano, o meglio sono cantati nell’italiano popolare, la lingua franca che ne garantisce la comprensione e la circolazione.» … «…come ha scritto Sanga “In una lingua artificiale, che unisce in maniera originaria forme italiane e dialettali”, “Una lingua che non è mai stata parlata, ma che è stata creata apposta, in conseguenza delle necessità metriche”, (Sanga1976, 274). Mentre i canti totalmente dialettali sono poco numerosi e per lo più di argomento esclusivamente locale.». (Antonelli 1980, 3)
La ricerca nasce negli anni ‘70 nel contesto della moda del folk revival, che portò molti giovani a registrare canti popolari, anche in un contesto di attivismo politico e lotta di classe. «In principio, per noi giovani provinciali, ci fu solo Dario Fo. La rappresentazione del “Mistero Buffo” Costituirono la scoperta stupefatta di quella cultura che, negata e rimossa dal “Potere”, si voleva totalmente “Altra”; l’esperienza del Nuovo Canzoniere Italiano assicurava il collegamento, senza soluzione di continuità, tra cultura contadina e cultura operaia; le analisi di Lombardi – Satriani legittimavano infine l’identificazione già avvenuta nella coscienza: il folklore era una cultura di contestazione.». (Antonelli 1980, 1)

Schedatura

Schedatore

Meneghelli Pietro

Zanolli Silvana

Data di modifica

16/09/2026

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