torna a tutte le schede

Campane di Monte Nevoso

Documento n. 140

Titolo convenzionale

Campane di monte nevoso

Incipit

Dietro monti e valli

Idioma

italiano

Modalità esecutiva

Voci miste

Genere

Autorale

Argomento / Occasione / Funzione

Guerra e soldati

Media allegati

Audio

Presentazione

Canzone composta nel 1952 da Cherubini e Concia – autori della famosissima Vola colomba – e resa celebre dall’interpretazione di Luciano Tajoli.
Secondo alcune interpretazioni il testo si riferisce al Monte Nevoso della Val Pusteria, dove cento alpini morirono in combattimento durante la Prima guerra mondiale. In un articolo di Redazione Blitz (Bliz quotidiano) vine scritto: «BOLZANO – Il Monte Nevoso(…) è un nome circonfuso di tragedia nella storia in Italia, fin dalla prima guerra mondiale. Sono passati quasi 100 anni da quella guerra che costò la vita a 600 mila ragazzi italiani, un inutile bagno di morte e di sangue che mise in luce fin da allora la inadeguatezza dei comandanti e dei generali. Gli alpini “no g’à scarpe per cammina’” ma li mandano a morire lo stesso. Nella canzone “Campane di Monte Nevoso” Luciano Tajoli rievoca, nel 1948, a 30 anni dalla fine della prima guerra mondiale, a 3 dalla fine della seconda, la tragedia di 100 alpini scomparsi sulle pendici del Monte Nevoso, lo strazio delle loro mamme, e ancora oggi, a 100 anni da quegli eventi e a 70 dalla canzone, vengono i brividi e le lacrime agli occhi.»

Secondo l’interpretazione di Paolo Vinati il testo si riferisce al momento storico del Trattato di Parigi che vede destinare Istria, Dalmazia e parte della Venezia Giulia alla Yugoslavia. Monte Nevoso si trova sulle Alpi Giulie in Slovenia e tra il 1920 e il 1947 segnava il confine naturale tra l’Italia e la Jugoslavia dopo il trattato di Rapallo del 1920.

Testo desunto

Dietro monti e valli
vi tramonta il sole d’or
mentre suona il vespro lontano
mormora ogni labbra
la preghiera del Signor
quanta neve e quanto gelo in cuor

Campane di Monte Nevoso
che suonate nel vespro divin
quel suono in un giorno radioso
saluta’ cento giovani alpin

Lasciaron il bianco paesello
cento mamme e altrettanti tesor
un fior tra la piuma e il cappello
e una dolce canzone del cuor

Ritorneremo ancor sui nostri monti
e falceremo il grano al sole
berremo l’acqua viva delle fonti
che è pura come il nostro amor

Campane di Monte Nevoso
quei rintocchi nel cielo divin
sembravano un grido angoscioso
proteggete i miei giovani alpin

Tutto fu distrutto
ma tu torni a rintoccar
campanil di Monte nevoso
tra le mura lacere
c’è sempre un focolar
cento cuori sempre ad aspettar

Campane col suono giocondo
invocate la pace e l’amor
non quella che predica il mondo
ma la pace che vuole ogni cuor

La pace la fede la gioia l’amor

Schema metrico

A6 b8 C9 D6 e8 e10 (rit.)

Integrità

si

Durata

00:03:30

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

no

Località

Condino

Data

03/05/1999

Luogo ed occasione

Informatore

***************

Rilevatore

Piria Elisa

Fondo / Raccolta

Condino canti raccolti da Elisa Piria (1999-2000)

Proprietà supporto originale

Elisa Piria

Note sul contesto

Schedatura

Schedatore

Vinati Paolo

Zanolli Silvana

Data di modifica

13/09/2007

Privacy policy - Cookie Policy - Preferenze cookie - Credits