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Canzone della buona sera

Documento n. 150

Titolo convenzionale

Canzone della buona sera agli sposi

Incipit

Per salutarvi o voi sposi novelli

Idioma

italiano-dialetto trentino

Modalità esecutiva

Voci miste

Genere

Lirico monostrofico, Maitinade

Argomento / Occasione / Funzione

Ciclo della vita. Riti nuziali

Media allegati

Audio

Presentazione

Canto lirico-monostrofico (maitinade) un tempo diffuso in tutta la Val di Fassa ma oggi caduto in disuso, denominato in lingua ladina ciantèr la bona sera ai sposc (canto della buona sera agli sposi). Questa tradizione presenta diverse analogie con l’usanza attestata in area lombardo-veneta delle “maitinade agli sposi”. La sera stessa delle nozze un corteo accompagnato dalla fisarmonica, un tempo invece da flauto e tamburo, con lumi e fiaccole in mano, si dirige verso la sala della festa nuziale. Qui viene intonato il canto della buona sera, alternando ogni strofa con un intermezzo ballabile, spesso in tempo di valzer. Un tempo agli “evviva” augurali urlati agli sposi si aggiungevano spari e colpi di mortaretti e l’organizzazione era affidata a “quei de Baschia e di Bandiera”, due giovani in costume antico che portavano la bandiera. Durante lo svolgimento del rito gli sposi scendono in strada e al termine offrono da bere ai convenuti. Il canto si è diffuso in due principali varianti testuali e musicali, una più antica e una più recente. Le edizioni a stampa del testo documentate in valle sono molte e la più antica risale al 1885. Nonostante le varie versioni si presentino in forme più o meno estese, in tutti i documenti è evidente un’affinità tematica e i versi sono sostanzialmente riconducibili all’endecasillabo. Le maggiori difformità sono riscontrabili nella prima strofa del canto, pur riportando tutte un saluto ed un augurio agli sposi. La variante testuale e musicale diffusa successivamente, si presenta invece in quartine di settenari e nell’incipit i “compagni” lodano le virtù degli sposi. Nel testo mancano invece il saluto e l’augurio agli sposi, oltre che i riferimenti dottrinali al sacramento del matrimonio. L’unica attestazione musicale rinvenuta negli archivi è quella firmata da Pantaloene Detomas (1833-1915), organista di Vigo di Fassa: manoscritto che è stato inviato nel 1907 da un certo Bernardi al professor Theodor Gartner, coordinatore dell’inchiesta austroungarica Das Volkslied in Österreich. Il profilo melodico è riconoscibile nelle versioni orali documentate in quella zona [Chiocchetti 1996: 7-58].

Testo desunto

Per salutarvi o voi sposi novelli
Per augurarvi buona fortuna

Schema metrico

A11 B10

Integrità

no

Durata

00:02:08

Note sul documento

L’esecuzione viene ripetuta dagli informatori due volte di seguito.
A tratti interviene una voce femminile con intonazione imprecisa che prova a realizzare una seconda voce.

Rilevazione

In funzione

no

Località

Vallonga

Data

08/12/1979

Luogo ed occasione

Informatore

***************

Rilevatore

Chiocchetti Fabio

Del Grosso Luigi

Sassu Pietro

Fondo / Raccolta

Val di Fassa ricerca Istituto Culturale ladino (1979-1994)

Proprietà supporto originale

Istituto Culturale Ladino "Majon di Fascegn"

Note sul contesto

Sulla ricerca sono stati pubblicati due volumi dal titolo “Musica e canto popolare in Val di Fassa”, a cura di Fabio Chiocchetti, Istituto culturale ladino, Vigo di Fassa 1997-1998. Al secondo volume è allegato un CD con alcuni brani tra i più rappresentativi del repertorio documentato nella ricerca.

Schedatura

Schedatore

Grillo Chiara

Zanolli Silvana

Data di modifica

12/04/2007

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