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Titolo convenzionale
Canzone della buona sera agli sposi
Incipit
In questa sera bianca e bella
Idioma
italiano-dialetto trentino
Modalità esecutiva
Voce maschile
Genere
Lirico monostrofico, Maitinade
Argomento / Occasione / Funzione
Ciclo della vita. Riti nuziali
Presentazione
Canto un tempo diffuso in tutta la Val di Fassa ma oggi caduto in disuso, denominato in lingua ladina ciantèr la bona sera ai sposc (canto della buona sera agli sposi). Questa tradizione presenta diverse analogie con l’usanza attestata in area lombardo-veneta delle “maitinade agli sposi”. La sera stessa delle nozze un corteo accompagnato dalla fisarmonica, un tempo invece da flauto e tamburo, con lumi e fiaccole in mano, si dirige verso la sala della festa nuziale. Qui viene intonato il canto della buona sera, alternando ogni strofa con un intermezzo ballabile, spesso in tempo di valzer. Un tempo agli “evviva” augurali urlati agli sposi si aggiungevano spari e colpi di mortaretti e l’organizzazione era affidata a “quei de Baschia e di Bandiera”, due giovani in costume antico che portavano la bandiera. Durante lo svolgimento del rito gli sposi scendono in strada e al termine offrono da bere ai convenuti. Il canto si è diffuso in due principali varianti testuali e musicali, una più antica e una più recente. Le edizioni a stampa del testo documentate in valle sono molte e la più antica risale al 1885. Nonostante le varie versioni si presentino in forme più o meno estese, in tutti i documenti è evidente un’affinità tematica e i versi sono sostanzialmente riconducibili all’endecasillabo. Le maggiori difformità sono riscontrabili nella prima strofa del canto, pur riportando tutte un saluto ed un augurio agli sposi. La variante testuale e musicale diffusa successivamente, si presenta invece in quartine di settenari e nell’incipit i “compagni” lodano le virtù degli sposi. Nel testo mancano invece il saluto e l’augurio agli sposi, oltre che i riferimenti dottrinali al sacramento del matrimonio. L’unica attestazione musicale rinvenuta negli archivi è quella firmata da Pantaloene Detomas (1833-1915), organista di Vigo di Fassa: manoscritto che è stato inviato nel 1907 da un certo Bernardi al professor Theodor Gartner, coordinatore dell’inchiesta austroungarica Das Volkslied in Österreich. Il profilo melodico è riconoscibile nelle versioni orali documentate in quella zona [Chiocchetti 1996: 7-58].
Testo desunto
In questa sera bianca e bella
a questa coppia qui novella
i nostri voti ad augurare
la buona sera ricantare
Per augurarvi la buona fortuna
siam qui venuti al lustro di luna
e l’auguriamo ben di cuore
a chi si ama con santo amore
Iddio istituì il matrimonio
per fuggire i lacci del demonio
Iddio istituì il sacramento
e sia con voi ogni momento
Sposi avventurati voi sarete
se il Signore ascolterete
ed il cuore pregherete
in santa pace voi vivrete
Altre parole non sappiamo dirvi
la buona notte stiamo per darvi
buona notte sposi galanti
Iddio sia con voi e tutti i santi
Schema metrico
A9 A9 B9 B9 / C11 C11 D9 D9 / E11 E11 F11 F9
Integrità
si
Durata
00:02:14
Note sul documento
Il secondo file audio riporta alcune informazioni relative alle modalità esecutive.
In funzione
no
Località
Alba di Canazei
Data
26/06/1987
Luogo ed occasione
Informatore
Valeruz Simone
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel CD “Musica e canto popolare in Val di Fassa” (a cura di Morelli 1996)
Canti pubblicati nel volume Musica e canto popolare in Val di Fassa (a cura di Chiocchetti 1996)
Val di Fassa ricerca Istituto Culturale ladino (1979-1994)
Proprietà supporto originale
Istituto Culturale Ladino "Majon di Fascegn"
Note sul contesto
Sulla ricerca sono stati pubblicati due volumi dal titolo “Musica e canto popolare in Val di Fassa”, a cura di Fabio Chiocchetti, Istituto culturale ladino, Vigo di Fassa 1997-1998. Al secondo volume è allegato un CD con alcuni brani tra i più rappresentativi del repertorio documentato nella ricerca.
Schedatore
Grillo Chiara
Zanolli Silvana
Data di modifica
29/11/2025