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Canzone di Carnevale

Documento n. 169

Titolo convenzionale

Canzone di Carnevale

Incipit

Carnevàl dala bruta giàl

Idioma

trentino

Modalità esecutiva

Registrazione acustica ambientale

Genere

Strofette

Argomento / Occasione / Funzione

Ciclo dell’anno. Riti di carnevale

Presentazione

Canto eseguito tradizionalmente in occasione del Carnevale di Varignano, noto anche con il titolo “Canzón del carnevàl”. La prima parte del testo è cantilenata, la seconda parte è composta sulla melodia di “Il grillo e la formica” e ne rispecchia lo schema metrico. Il testo fa riferimento alla fine del carnevale e a cibi che simboleggiano la Quaresima incipiente. Il Carnevale di Varignano si svolge la prima domenica di Quaresima.

Testo desunto

Carnevàl
dala bruta giàl
dala bruta pèl
sbati i òvi col martèl
el martèl l è descosì
tuti i òvi fòr de lì

Eviva la Quarésima
che l carnevàl l è nà
polénta e pessatine
polénta e pessatine

E viva la Quarésima
che l carnevàl l è nà
polénta e pessatine
domàn se magnerà
domàn se magnerà
domàn se magnerà
polénta e pessatine
domàn se magnerà

Schema metrico

[P] [t] [P] [t]

Integrità

si

Durata

Note sul documento

Brano cantato con accompagnamento strumentale. Le percussioni utilizzate per l’accompagnamento sono due tamburi, raganelle e vecchi utensili d’uso comune.

Rilevazione

In funzione

si

Località

Arco (frazione Varignano)

Data

13/02/2005

Luogo ed occasione

Altura chiamata “olivaia” – Carnevale di Varignano

Informatore

Rilevatore

Trentini Michele

Fondo / Raccolta

Riva del Garda canti raccolti da Michele Trentini, Iolanda Da Deppo, Michele Mossa (MUCGT 2005)

Proprietà supporto originale

MUCGT

Note sul contesto

La registrazione è stata effettuata all’imbrunire, durante il rogo dei “carnevài”, che vengono accatastati e poi bruciati. L’incipit viene dato da un anziano informatore che utilizza un microfono, per questo nella registrazione si sente solo la sua voce. Il canto viene intonato ripetutamente, così come nel corso della sfilata dei “carnevài”, che precede il falò conclusivo. I “carnevài” sono baldacchini in bambù, che vengono portati in processione lungo le vie del paese; all’imbrunire vengono accatastati e bruciati nei pressi di un altura chiamata “olivaia”. Sono rivestiti di alloro e addobbati con gusci d’uovo colorati e sardine, simboli tipici della Quaresima già iniziata. Nel corso della processione, sotto ad ogni baldacchino vi è un bambino che fa suonare un campanaccio.

Schedatura

Schedatore

Trentini Michele

Zanolli Silvana

Data di modifica

17/10/2007

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