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Il figlio giustiziere

Documento n. 191

Titolo convenzionale

Il figlio giustiziere

Incipit

Chi bussa alla mia porta

Idioma

italiano-dialetto trentino

Modalità esecutiva

Voci femminili

Genere

Canto narrativo

Argomento / Occasione / Funzione

Narrazione

Media allegati

Audio

Trascrizione musicale

Presentazione

Canto narrativo che non trova riscontro tra le più note raccolte di canti della fine dell’Ottocento, ma che ha punti di contatto con Il marito giustiziere, noto in Italia centrale [Di Silvestre 2002: 27] e in tutta l’Europa occidentale [Nigra 1888: 210]. Il canto narra la storia del figlio che dalla guerra torna a casa sotto celate spoglie. Passandosi per “capitan dei mori” chiede alla madre delle sorti del figlio ed ella gli risponde che è in guerra e gli lancia le sue maledizioni. A questo punto il figlio svela la sua vera identità e con la spada decapita la madre; nel luogo in cui cade la testa nascerà un fiore. Il testo si inserisce nel filone delle ballate arcaiche e presenta l’elemento magico del fiore che nasce nel luogo dove una persona muore. Nella versione registrata a Lizzana la melodia, cantata dalle due voci all’unisono, e lo stile esecutivo si possono collocare tra quei canti dell’infanzia usati dai bambini per determinati giochi pantomimici. Non è del tutto nuovo nel mondo popolare l’utilizzo di ballate drammatizzate, rappresentate come pantomima [Del Giudice 1990].

Testo desunto

Chi bussa alla mia porta
la porta del porton
la porta del porton
chi bussa alla mia porta
la porta del porton

Son capitan dei mori
con la mia servitù
con la mia servitù
son capitan dei mori
con la mia servitù

Ordite mia Godea
dov’è vostro figliol
dov’è vostro figliol
ordite mia Godea
dov’è vostro figliol

Mio figlio è andato in guerra
non può più ritornar
non può più ritornar
mio figlio è andato in guerra
non può più ritornar

Il pane che lui mangia
lo deve soffocar
lo deve soffocar
il pane che lui mangia
lo deve soffocar

Il vino che lui beve
lo deve annegar
lo deve annegar
il vino che lui beve
lo deve annegar

Son’io vostro figliolo
che dite mal di me
che dite mal di me
son’io vostro figliolo
che dite mal di me

Perdona mio figliolo
se ho detto mal di te
se ho detto mal di te
perdona mio figliolo
se ho detto mal di te

Io non perdono mamme
che dicon mal di me
che dicon mal di me
io non perdono mamme
che dicon mal di me

La spada tirò fuori
la testa le tagliò
la testa le tagliò
la spada tirò fuori
la testa le tagliò

La testa fece un balzo (salto)
in quel salotto andò
in quel salotto andò
la testa fece un salto
in quel salotto andò

In quel salotto nero
vi nascerà un bel fior
vi nascerà un bel fior
in quel salotto nero
vi nascerà un bel fior

È il fior della mia mamma
che è morta per amor
che è morta per amor
e il fior della mia mamma
che è morta per amor

Schema metrico

[P] [t]

Integrità

si

Durata

00:02:40

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

no

Località

Rovereto (frazione Lizzana)

Data

26/04/2004

Luogo ed occasione

Informatore

***************

Rilevatore

Ferrari Boris

Fondo / Raccolta

UNITN ricerca in Trentino, direzione Ignazio Machiarella (2003-2004)

Proprietà supporto originale

MUCGT

Note sul contesto

Intervista effettuata nel salotto della casa di una delle informatrici. Le informatrici sono sedute sul divano una accanto all’altra.

Schedatura

Schedatore

Vinati Paolo

Zanolli Silvana

Data di modifica

17/09/2007

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