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Titolo convenzionale
Il pellegrino di Roma (Nigra 113)
Incipit
Idioma
epico-lirico
Modalità esecutiva
Voci miste
Genere
Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra
Argomento / Occasione / Funzione
Narrazione
Audio
Presentazione
Canto narrativo diffuso in tutta l’Italia settentrionale e nel Trentino con il titolo “Pellegrin che vèn da Roma”. Secondo Costantino Nigra (n. 113) il testo è una parodia dell’usanza secondo cui il cavaliere peregrinante, ridotto a prender posto nel letto coniugale dell’ospite, metteva tra sé e la moglie di lui la sua spada; se avesse abusato dell’ospitalità sarebbe stato disonorato. Il carattere licenzioso del testo raccontato non è molto gradito a Costantino Nigra che ne segnala con rammarico la popolarità: “Esistono […] molte lezioni di questa canzone, molte più che non meriti il soggetto” [Nigra 1888: 568]. In tutte le versioni documentate i due versi del canto narrativo sono seguiti dall’intercalare più volte ripetuto “l và el biròc” (= va il calesse).
Da scheda C. Grillo
Testo desunto
Pellegrin che vèn da Roma
e l và el biròc
con le scarpe róte ai pie’
biròc e l và el biròc e l và
pellegrin che vèn da Roma
con le scarpe róte ai pie’
e l và el biròc
E in punto a mezzanotte
e l và el biròc
campanei sentì a sonar
biròc e l và el biròc e l và
e in punto a mezzanotte campanei sentì sonar
e l và el biròc
O bricòn d’un pellegrino
e l và el biròc
cosa hai fatto a mia moiér
biròc e l và el biròc e l và
o bricòn d’un pellegrino
cosa hai fatto a mia moiér
e l và el biròc
L’ho baciata e ribaciata, annusata
l và el biròc
cóme i fà quéi del mio paes
biròc e l và el biròc e l và
l’ho baciata e ribaciata, annusata
cóme i fà quéi del mio paes
Schema metrico
[P] [t] (ins)
Integrità
si
Durata
00:02:06
Note sul documento
In funzione
Località
Telve
Data
01/01/1968
Luogo ed occasione
Informatore
*****************
Rilevatore
Zanghellini Paolo
Fondo / Raccolta
Valsugana canti raccolti da Paolo Zanghellini e Romano Galvan - Coro Valsella (1950-1990)
Proprietà supporto originale
MUCGT
Note sul contesto
Romano Galvan e Paolo Zanghellini a partire dagli anni ’60, probabilmente già negli anni ’50 (come emerge da un documento scritto presente nel fondo Valsella), condussero delle ricerche per conto del Coro Valsella. Effettuarono numerose registrazioni di canti popolari in Trentino e in Veneto. I loro documenti sonori, acquistati dal Museo negli anni ’90, riguardano la Valsuganna, in particolare la zona di Borgo, Torcegno, Villa Agnedo e Telve.
Le rilevazioni ebbero la finalità di organizzare, partendo dal canto di tradizione orale, un proiprio repertorio corale armonizzato. Il Coro Valsella, grazie a queste ricerche, ha potuto realizzare concerti, produrre dischi e audiocassette a partire dagli anni ’70.
La ricerca d’archivio, svolta internamente ad APTO, mette in luce l’uso del cantare in compagnia. Vengono così recuperate le voci dei protagonisti, i brusii dei diversi contesti, ad esempio quello della Felizita, un’antica osteria di Villa Agnedo.
Paolo Zanghellini, memoria storica del Coro, ha aiutato a ricostruire le tappe della sua ricerca.
Schedatore
Zanolli Silvana
Data di modifica
17/09/2026