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Il pellegrino di Roma

Documento n. 1529

Titolo convenzionale

Il pellegrino di Roma (Nigra 113)

Incipit

Idioma

epico-lirico

Modalità esecutiva

Voci miste

Genere

Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra

Argomento / Occasione / Funzione

Narrazione

Media allegati

Audio

Presentazione

Canto narrativo diffuso in tutta l’Italia settentrionale e nel Trentino con il titolo “Pellegrin che vèn da Roma”. Secondo Costantino Nigra (n. 113) il testo è una parodia dell’usanza secondo cui il cavaliere peregrinante, ridotto a prender posto nel letto coniugale dell’ospite, metteva tra sé e la moglie di lui la sua spada; se avesse abusato dell’ospitalità sarebbe stato disonorato. Il carattere licenzioso del testo raccontato non è molto gradito a Costantino Nigra che ne segnala con rammarico la popolarità: “Esistono […] molte lezioni di questa canzone, molte più che non meriti il soggetto” [Nigra 1888: 568]. In tutte le versioni documentate i due versi del canto narrativo sono seguiti dall’intercalare più volte ripetuto “l và el biròc” (= va il calesse).
Da scheda C. Grillo

Testo desunto

Pellegrin che vèn da Roma
e l và el biròc
con le scarpe róte ai pie’
biròc e l và el biròc e l và
pellegrin che vèn da Roma
con le scarpe róte ai pie’
e l và el biròc

E in punto a mezzanotte
e l và el biròc
campanei sentì a sonar
biròc e l và el biròc e l và
e in punto a mezzanotte campanei sentì sonar
e l và el biròc

O bricòn d’un pellegrino
e l và el biròc
cosa hai fatto a mia moiér
biròc e l và el biròc e l và
o bricòn d’un pellegrino
cosa hai fatto a mia moiér
e l và el biròc

L’ho baciata e ribaciata, annusata
l và el biròc
cóme i fà quéi del mio paes
biròc e l và el biròc e l và
l’ho baciata e ribaciata, annusata
cóme i fà quéi del mio paes

Schema metrico

[P] [t] (ins)

Integrità

si

Durata

00:02:06

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

Località

Telve

Data

01/01/1968

Luogo ed occasione

Informatore

*****************

Rilevatore

Zanghellini Paolo

Fondo / Raccolta

Valsugana canti raccolti da Paolo Zanghellini e Romano Galvan - Coro Valsella (1950-1990)

Proprietà supporto originale

MUCGT

Note sul contesto

Romano Galvan e Paolo Zanghellini a partire dagli anni ’60, probabilmente già negli anni ’50 (come emerge da un documento scritto presente nel fondo Valsella), condussero delle ricerche per conto del Coro Valsella. Effettuarono numerose registrazioni di canti popolari in Trentino e in Veneto. I loro documenti sonori, acquistati dal Museo negli anni ’90, riguardano la Valsuganna, in particolare la zona di Borgo, Torcegno, Villa Agnedo e Telve.
Le rilevazioni ebbero la finalità di organizzare, partendo dal canto di tradizione orale, un proiprio repertorio corale armonizzato. Il Coro Valsella, grazie a queste ricerche, ha potuto realizzare concerti, produrre dischi e audiocassette a partire dagli anni ’70.
La ricerca d’archivio, svolta internamente ad APTO, mette in luce l’uso del cantare in compagnia. Vengono così recuperate le voci dei protagonisti, i brusii dei diversi contesti, ad esempio quello della Felizita, un’antica osteria di Villa Agnedo.
Paolo Zanghellini, memoria storica del Coro, ha aiutato a ricostruire le tappe della sua ricerca.

Schedatura

Schedatore

Zanolli Silvana

Data di modifica

17/09/2026

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