Documento n. 3033

Titolo convenzionale

De Profundis

Incipit

De profundis clamavi a te Domine

Idioma

latino e latino alterato

Modalità esecutiva

Voci maschili

Genere

Liturgico

Argomento / Occasione / Funzione

Ciclo della vita. Messa cantata per i defunti

Media allegati

Audio

Trascrizione musicale

Presentazione

Ancor oggi il De Profundis viene eseguito dai cantori da Verméi al momento dell’inumazione o dell’avvio alla cremazione dei paesani che lo richiedono. Di forte impatto emotivo commuove sempre i presenti anche se – stranamente – non è nella consueta tonalità minore bensì in quella di do maggiore (la stessa utilizzata per molti balli alpini in allegria).

Componimento di autore ignoto, probabilmente legato al  Movimento Ceciliano tedesco, diffusosi a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Principale criterio delle nuove composizioni doveva essere una maggiore sobrietà e la ricerca, attraverso il canto, della partecipazione dell’assemblea dei fedeli alla liturgia. In questo periodo in quasi tutte le parrocchie nacquero varie “Scholae cantorum», formazioni corali dedite all’animazione liturgica e all’apprendimento dell’arte musicale, e i vari Istituti Diocesani di Musica Sacra (IDMS), che dovevano formare i maestri delle “Scholae”.

Testo desunto

De profundis clamavi ad te Domine
Domine exaudi vocem meam

Fiant aures tuae intendentes
in vocem deprecationis meae

Si iniquitates observaveris Domine
Domine quis sustinebit

Quia apud te propitiatio est
et propter legem tuam sustinui te Domine

Sustinuit anima mea in verbo ejus
speravit anima mea in Domino

A custodia matutina usque ad noctem
speret Israél in Domino

Quia apud Dominum misericordia
et copiosa apud eum redemptio

Et ipse redimet Israél
ex omnibus iniquitatibus ejus

Requiem aeternam dona eis Domine
et lux perpetua luceat eis

Schema metrico

n. d.

Integrità

si

Durata

00:03:34

Note sul documento

Ancor oggi il De Profundis viene eseguito dai cantori da Verméi al momento dell’inumazione o dell’avvio alla cremazione dei paesani che lo richiedono. Di forte impatto emotivo commuove sempre i presenti anche se – stranamente – non è nella consueta tonalità minore bensì in quella di do maggiore (la stessa utilizzata per molti balli alpini in allegria).

Componimento di autore ignoto, probabilmente legato al  Movimento Ceciliano tedesco, diffusosi a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Principale criterio delle nuove composizioni doveva essere una maggiore sobrietà e la ricerca, attraverso il canto, della partecipazione dell’assemblea dei fedeli alla liturgia. In questo periodo in quasi tutte le parrocchie nacquero varie “Scholae cantorum», formazioni corali dedite all’animazione liturgica e all’apprendimento dell’arte musicale, e i vari Istituti Diocesani di Musica Sacra (IDMS), che dovevano formare i maestri delle “Scholae”.

Rilevazione

In funzione

no

Località

Vermiglio

Data

01/01/2016

Luogo ed occasione

Registrazione del CD OBIT effettuata nel 2016 da Marini Walter nella chiesa di S. Caterina a Vermiglio

Informatore

Bertolini Daniele, Bertolini Danilo, Callegari Virginio, Daldoss Ernesto, Delpero Alberto, Dezulian Mirko, Giovannini Matteo, Longhi Andrea, Slanzi Marco

Rilevatore

Cantori da Verméi

Fondo / Raccolta

Canti pubblicati nel CD “Obit - Canti funebri e processionali del rito tridentino” (Cantori da Verméi 2016)

Canti pubblicati nel volume Quaderno di APTO n.1 Cantori da Verméi “Canzoniere Vermigliano” (2025)

Proprietà supporto originale

Cantori da Verméi

Note sul contesto

Schedatura

Schedatore

Morelli Renato

Zanolli Silvana

Data di modifica

06/06/2025

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