torna a tutte le schede
Titolo convenzionale
De Profundis
Incipit
De profundis clamavi a te Domine
Idioma
latino e latino alterato
Modalità esecutiva
Voci maschili
Genere
Liturgico
Argomento / Occasione / Funzione
Ciclo della vita. Messa cantata per i defunti
Presentazione
Ancor oggi il De Profundis viene eseguito dai cantori da Verméi al momento dell’inumazione o dell’avvio alla cremazione dei paesani che lo richiedono. Di forte impatto emotivo commuove sempre i presenti anche se – stranamente – non è nella consueta tonalità minore bensì in quella di do maggiore (la stessa utilizzata per molti balli alpini in allegria).
Componimento di autore ignoto, probabilmente legato al Movimento Ceciliano tedesco, diffusosi a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Principale criterio delle nuove composizioni doveva essere una maggiore sobrietà e la ricerca, attraverso il canto, della partecipazione dell’assemblea dei fedeli alla liturgia. In questo periodo in quasi tutte le parrocchie nacquero varie “Scholae cantorum», formazioni corali dedite all’animazione liturgica e all’apprendimento dell’arte musicale, e i vari Istituti Diocesani di Musica Sacra (IDMS), che dovevano formare i maestri delle “Scholae”.
Testo desunto
De profundis clamavi ad te Domine
Domine exaudi vocem meam
Fiant aures tuae intendentes
in vocem deprecationis meae
Si iniquitates observaveris Domine
Domine quis sustinebit
Quia apud te propitiatio est
et propter legem tuam sustinui te Domine
Sustinuit anima mea in verbo ejus
speravit anima mea in Domino
A custodia matutina usque ad noctem
speret Israél in Domino
Quia apud Dominum misericordia
et copiosa apud eum redemptio
Et ipse redimet Israél
ex omnibus iniquitatibus ejus
Requiem aeternam dona eis Domine
et lux perpetua luceat eis
Schema metrico
n. d.
Integrità
si
Durata
00:03:34
Note sul documento
Ancor oggi il De Profundis viene eseguito dai cantori da Verméi al momento dell’inumazione o dell’avvio alla cremazione dei paesani che lo richiedono. Di forte impatto emotivo commuove sempre i presenti anche se – stranamente – non è nella consueta tonalità minore bensì in quella di do maggiore (la stessa utilizzata per molti balli alpini in allegria).
Componimento di autore ignoto, probabilmente legato al Movimento Ceciliano tedesco, diffusosi a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Principale criterio delle nuove composizioni doveva essere una maggiore sobrietà e la ricerca, attraverso il canto, della partecipazione dell’assemblea dei fedeli alla liturgia. In questo periodo in quasi tutte le parrocchie nacquero varie “Scholae cantorum», formazioni corali dedite all’animazione liturgica e all’apprendimento dell’arte musicale, e i vari Istituti Diocesani di Musica Sacra (IDMS), che dovevano formare i maestri delle “Scholae”.
In funzione
no
Località
Vermiglio
Data
01/01/2016
Luogo ed occasione
Registrazione del CD OBIT effettuata nel 2016 da Marini Walter nella chiesa di S. Caterina a Vermiglio
Informatore
Bertolini Daniele, Bertolini Danilo, Callegari Virginio, Daldoss Ernesto, Delpero Alberto, Dezulian Mirko, Giovannini Matteo, Longhi Andrea, Slanzi Marco
Rilevatore
Cantori da Verméi
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel CD “Obit - Canti funebri e processionali del rito tridentino” (Cantori da Verméi 2016)
Canti pubblicati nel volume Quaderno di APTO n.1 Cantori da Verméi “Canzoniere Vermigliano” (2025)
Proprietà supporto originale
Cantori da Verméi
Note sul contesto
Schedatore
Morelli Renato
Zanolli Silvana
Data di modifica
06/06/2025