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Dolce felice notte

Documento n. 1672

Titolo convenzionale

Dolce felice notte

Incipit

O do, o dolce felice notte

Idioma

italiano

Modalità esecutiva

Voci miste

Genere

Derivazione colta

Argomento / Occasione / Funzione

Ciclo dell’anno. Riti natalizio-epifanici e di questua

Media allegati

Audio

Video

Trascrizione musicale

Presentazione

Componimento pubblicato nella raccolta Michi sotto il titolo Divoto Cantico per la notte di Natale con incipit Dolce felice notte (vedi foto allegata).

Lo schema metrico (basato su strofe di tre settenari e un quinario) è quello della zingaresca. Come canto della Stella risulta largamente diffuso e documentato nella tradizione orale contemporanea soprattutto nell’arco alpino centro-orientale.
Dolce felice notte ha fatto registrare esiti particolarmente significativi per la ricerca filologica, in quanto è stato possibile trovare importanti riscontri con le “lodi a travestimento spirituale” della Controriforma.
«La fonte laudistica più antica di Dolce felice notte è il Libro Primo delle Laudi Spirituali (1563), dove il canto viene pubblicato con il titolo Laude della Natività di Giesù di Fra Serafino Razzi (vedi foto allegata). Questa versione del sacerdote fiorentino verrà poi riportata integralmente in numerose raccolte successive (1577, 1583, 1589, 1608, 1609), segno evidente di una sicura popolarità. Rispetto al componimento del Razzi, la lezione Michi appare ampiamente rimaneggiata: alcune strofe risultano rielaborate, altre completamente diverse … nella tradizione popolare contemporanea – è bene sottolinearlo – si trovano esclusivamente lezioni del testo Michi» (Morelli 2014, 121).
«Dolce felice notte è largamente diffuso e documentato soprattutto nell’arco alpino centro-orientale, in area bresciana, veronese, vicentina e padovana, bellunese, veneziana e carnica. In Trentino viene eseguito in Val dei Mòcheni (Palù), Val Rendena (Pinzolo e Carisolo), Val di Cembra (Sover), su profili melodici sensibilmente differenti» (Morelli 2014, 111).

La lezione di Sover risulta particolarmente interessante perché legata ad un importante documento d’archivio trovato da Roberto Bazzanella nel corso delle sue ricerche sul ruolo di alcuni sacerdoti nella diffusione della raccolta Michi. Si tratta di un manoscritto datato 1691, firmato da don Michele Vettori – contemporaneo e amico del Michi – nel quale vengono citati i due “sacri canti” utilizzati per la Stella di Sover: rispettivamente Dolce felice notte e Iddio benedetto (Bazzanella 2009, 6).
«La variante di Dolce felice notte in uso a Sover, si configura come una contaminazione singolare del testo del Michi: i primi due versi della prima strofa (Dolce felice notte, più chiara che alcun giorno), ribattuti con una piccola variazione (Dolce felice notte, più chiara che d’ogni dì) diventano un ritornello ripetuto fra tre singole strofe, le quali – a loro volta – risultano essere un collage-adattamento-contaminazione di vari elementi provenienti dalle strofe del Michi. Così ad esempio le strofe del Michi Vergine e madre bella/Di quel che ‘l mondo regge/Pastori e pio gregge/Iosef santo/Tenor mentre ch’io canto/Fate alle mie parole/Poiché quel sommo sole/In terra splende le ritroviamo così nella lezione di Sover: E quel che il mondo regge/Con Giuseppe e i pastor/Nel condurre lo gregge/Cantan controtenor» (Morelli 2014, 112).

 

Testo desunto

O do, o dolce felice notte
più chiara mai d’alcun giorno
O do, o dolce felice notte
più chiara che d’ogni dì

O do, o dolce felice notte
più chiara mai d’alcun giorno
O do, o dolce felice notte
più chiara che d’ogni dì

Farmi luce di stella
di quel raggio divin
per la vergine bella
per quel santo bambin

O do, o dolce felice notte
più chiara mai d’alcun giorno
O do, o dolce felice notte
più chiara che d’ogni dì

E quel che il mondo regge
con Giuseppe e i pastor
nel condurre lo gregge
cantan controtenor

O do, o dolce felice notte
più chiara mai d’alcun giorno
O do, o dolce felice notte
più chiara che d’ogni dì

Noi non siam vili armenti
neppur monte più alter
ma siam umili e pronti
al Messia tanto bel

O do, o dolce felice notte
più chiara mai d’alcun giorno
O do, o dolce felice notte
più chiara che d’ogni dì

O do, o dolce felice notte
più chiara mai d’alcun giorno
O do, o dolce felice notte
più chiara che d’ogni dì

Schema metrico

A7 B8 A7 c8 - D7 e7 D7 e7

Integrità

si

Durata

00:02:50

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

no

Località

Sover

Data

09/12/2004

Luogo ed occasione

Video allegati:

Dolce felice notte (dal Libro Primo delle Laudi Spirituali (1563) di Serafino Razzi) eseguita dal Trio Feininger, registrazione effettuata a Don, Val di Non il 29 dicembre 2010, durante lo spettacolo “Gelindo sulla rotta dei Magi”

Informatore

coro La Valle diretto da Roberto Bazzanella

Rilevatore

Morelli Renato

Fondo / Raccolta

Canti pubblicati nel CD “Stelle Gelindi tre Re“(Morelli 2014)

Canti pubblicati nel volume Quaderno di APTO n. 2 Canzoniere natalizio-epifanico (2026)

Canti pubblicati nel volume Stelle Gelindi tre Re (Morelli 2014)

Sover canti raccolti da Renato Morelli (2004)

Proprietà supporto originale

Renato Morelli

Note sul contesto

A Sover, in Val di Cembra, da alcuni anni è attivo un gruppo corale – diretto e coordinato da Roberto Bazzanella – che si distingue sia sul versante della riproposta, sia su quello della ricerca.

L’usanza della ‘Stella’ o dei ‘tre Re’ è diffusa in varie località dell’arco alpino, e in vaste zone dell’Europa centrale, soprattutto germanofona non riformata, ma anche boema, ungherese e slava. Nel periodo che va da Natale all’Epifania un gruppo di cantori, spesso mascherati da Re Magi, visita le case del paese, eseguendo un repertorio specifico di canti di questua e ricevendo in cambio doni di vario genere. Un cantore porta una stella solitamente illuminata e girevole. Il ricavato della questua può essere devoluto alla Chiesa oppure diviso fra i singoli cantori. Sull’origine dell’usanza e dei relativi canti Renato Morelli ha condotto una ricerca trentennale alla quale si rimanda per ulteriori approfondimenti (Morelli 2014). Inoltre, sul canale Youtube del Museo è disponibile la serie di otto webinar “Lezioni di musica popolare trentina. Stelle, Gelindi tre Re” condotta da Morelli sull’argomento.

Schedatura

Schedatore

Morelli Renato

Zanolli Silvana

Data di modifica

02/04/2026

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