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Dolce felice notte

Documento n. 264

Titolo convenzionale

Dolce felice notte

Incipit

Dolce felice notte

Idioma

italiano

Modalità esecutiva

Voci miste

Genere

Derivazione colta

Argomento / Occasione / Funzione

Ciclo dell’anno. Riti natalizio-epifanici e di questua

Media allegati

Audio

Video

Foto

Trascrizione musicale

Presentazione

Componimento pubblicato nella raccolta Michi sotto il titolo Divoto Cantico per la notte di Natale con incipit Dolce felice notte (vedi foto allegata).

Lo schema metrico (basato su strofe di tre settenari e un quinario) è quello della zingaresca. Come canto della Stella risulta largamente diffuso e documentato nella tradizione orale contemporanea soprattutto nell’arco alpino centro-orientale.
Dolce felice notte ha fatto registrare esiti particolarmente significativi per la ricerca filologica, in quanto è stato possibile trovare importanti riscontri con le “lodi a travestimento spirituale” della Controriforma.
«La fonte laudistica più antica di Dolce felice notte è il Libro Primo delle Laudi Spirituali (1563), dove il canto viene pubblicato con il titolo Laude della Natività di Giesù di Fra Serafino Razzi (vedi foto allegata). Questa versione del sacerdote fiorentino verrà poi riportata integralmente in numerose raccolte successive (1577, 1583, 1589, 1608, 1609), segno evidente di una sicura popolarità. Rispetto al componimento del Razzi, la lezione Michi appare ampiamente rimaneggiata: alcune strofe risultano rielaborate, altre completamente diverse … nella tradizione popolare contemporanea – è bene sottolinearlo – si trovano esclusivamente lezioni del testo Michi» (Morelli 2014, 121).
«Dolce felice notte è largamente diffuso e documentato soprattutto nell’arco alpino centro-orientale, in area bresciana, veronese, vicentina e padovana, bellunese, veneziana e carnica. In Trentino viene eseguito in Val dei Mòcheni (Palù), Val Rendena (Pinzolo e Carisolo), Val di Cembra (Sover), su profili melodici sensibilmente differenti» (Morelli 2014, 111).

«A Pinzolo, in val Rendena, Dolce felice notte segue abbastanza fedelmente la lezione Michi, riportata peraltro anche da Bolognini, pur con i consueti e singolari stravolgimenti, come ad esempio Più chiara d’alcun giorno che diventa Più chiara del soggiorno» (Morelli 2014, 117).

 

Testo desunto

Dolce felice notte
più chiara del soggiorno
dolce felice giorno
chiara stella, chiara stella

Regina madre e bella
più bel che il mondo regge
pastori e non più gregge
Giuseppe Santo, Giuseppe Santo

E mentre che io canto
ascoltè le mie parole
da noi che siamo soli
in terra splende, in terra splende

Con gli angeli discende
di sopra a la capanna
cantiamo un puro ossanna
gloria al cielo, gloria al cielo

Cantiam con puro zelo
canzon dei nostri cuori
cantiamo coi pastori
tanto ardenti, tanto ardenti

Non siam quei vili armenti
venuti dai gran monti
noi siamo i figli pronti
al bel Messia
al bel Messia
al bel Messia

Schema metrico

A7 B7 B7 C5

Integrità

si

Durata

00:01:09

Note sul documento

 

 

Rilevazione

In funzione

no

Località

Pinzolo

Data

23/02/1988

Luogo ed occasione

Video allegati:

Dolce felice notte (esecuzione degli Stellari di Pinzolo) registrazioni effettuate nel contesto della Stèlla 1988

Dolce felice notte (dal Libro Primo delle Laudi Spirituali (1563) di Serafino Razzi) eseguita dal Trio Feininger, registrazione effettuata a Don, Val di Non, Chiesa Santa Brigida,  il 29 dicembre 2010, durante lo spettacolo  GELINDO SULLA ROTTA DEI MAGI, sacra rappresentazione per Cantastorie, Cori, Stellari, Voci bianche.  Ideazione e regia Renato Morelli.

Informatore

Stellari di Pinzolo organizzati da Italo Maffei "Lustro"

Rilevatore

Morelli Renato

Fondo / Raccolta

Canti pubblicati nel CD “Stelle Gelindi tre Re“(Morelli 2014)

Canti pubblicati nel volume Quaderno di APTO n. 2 Canzoniere natalizio-epifanico (2026)

Canti pubblicati nel volume Stelle Gelindi tre Re (Morelli 2014)

Pinzolo canti raccolti da Renato Morelli (1988)

Proprietà supporto originale

Renato Morelli

Note sul contesto

L’usanza della ‘Stella’ o dei ‘tre Re’ è diffusa in varie località dell’arco alpino, e in vaste zone dell’Europa centrale, soprattutto germanofona non riformata, ma anche boema, ungherese e slava. Nel periodo che va da Natale all’Epifania un gruppo di cantori, spesso mascherati da Re Magi, visita le case del paese, eseguendo un repertorio specifico di canti di questua e ricevendo in cambio doni di vario genere. Un cantore porta una stella solitamente illuminata e girevole. Il ricavato della questua può essere devoluto alla Chiesa oppure diviso fra i singoli cantori. Sull’origine dell’usanza e dei relativi canti Renato Morelli ha condotto una ricerca trentennale alla quale si rimanda per ulteriori approfondimenti (Morelli 2014). Inoltre, sul canale Youtube del Museo è disponibile la serie di otto webinar “Lezioni di musica popolare trentina. Stelle, Gelindi tre Re” condotta da Morelli sull’argomento.

Schedatura

Schedatore

Morelli Renato

Zanolli Silvana

Data di modifica

04/04/2026

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