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Titolo convenzionale
Dormi dormi bel bambin
Incipit
Dormi dormi o bel bambin
Idioma
italiano
Modalità esecutiva
Voce maschile
Genere
Derivazione colta
Argomento / Occasione / Funzione
Ciclo dell’anno. Riti natalizio-epifanici e di questua
Presentazione
Il componimento è pubblicato nella raccolta Michi con il titolo Canzonetta spirituale sopra l’Aria della marchiata con incipit Dormi dormi bel bambin (vedi foto allegata).
«Dormi dormi bel bambin era conosciuto un tempo anche a Grumes, in val di Cembra, dove faceva parte del repertorio della Stella. Oggi l’usanza non è più in funzione, ma nel 1989 è stato possibile registrare un frammento di questa variante, dalla viva voce di Emilio Santuari, “memoria storica” del paese» (Morelli 2014a., 205)
Risulta largamente diffuso in tutta l’Italia settentrionale soprattutto in quelle aree dove erano particolarmente diffuse le rappresentazioni del Gelindo*. Non a caso dunque edizioni a stampa del Gelindo riportano – fra i canti consigliati in appendice – il testo più o meno integrale del Dormi dormi. «In trentino il canto è piuttosto noto, anche perché è stato oggetto di alcune celebri armonizzazioni per coro a cappella di voci virili, entrando così a far parte del repertorio dei cori di montagna sul modello SAT. Per quanto riguarda invece la tradizione orale – allo stato attuale della ricerca – sembrerebbe che il Dormi dormi sia da tempo “scomparso” (sia come canto di questua della Stella, che come canto domestico-devozionale per le feste di natale), con le sole tre eccezioni di Viarago in Val dei Mòcheni, Grumes e Sover in Val di Cembra» (Morelli 2014a. 204).
Per il Dormi dormi non sono stati individuati finora raffronti specifici con le fonti laudistiche post tridentine, tuttavia riflettendo in particolare sul titolo dato dal Michi Canzonetta spirituale sopra l’Aria della marchiata si possono tuttavia avanzare alcune ipotesi su una possibile provenienza del canto. «Torniamo per un momento all’analisi del precedente Oggi è nato, il canto del Coferati composto sul profilo melodico del trescone, un ballo “noto al volgo”. Anche il Michi (contemporaneo del Coferati) avrebbe potuto fare propria questa idea, travestendo spiritualmente, di sua iniziativa, la melodia di una danza nota al volgo: in questo caso la Marchiata. A sostegno di questa ipotesi ci sarebbe l’evidenza che nessun altro canto della raccolta Michi è contraddistinto da un titolo simile, con un inequivocabile richiamo alla melodia di un ballo popolare. Il confronto fra le numerose lezioni del Dormi dormi documentate dalla letteratura etnomusicale dell’arco alpino, evidenzia un dato a questo proposito illuminante. Nella maggioranza dei casi non si registrano varianti melodiche significative, o quantomeno così significative come quelle relative a tutti gli altri canti della raccolta Michi. Anzi, da un’analisi comparativa più attenta, le lezioni raccolte sembrerebbero sostanzialmente riconducibili nella melodia a un unico modello originario, che potrebbe configurarsi a questo punto come il probabile profilo melodico della Marchiata. Un procedimento una volta tanto inverso rispetto alla consuetudine, che permetterebbe di ricostruire fonti scritte partendo da quelle orali e non viceversa» (Morelli 2014a, 207).
* «Il Gelindo è una sacra rappresentazione, letta e rappresentata, a partire dai primi anni dell’Ottocento, nelle stalle, negli oratori, nelle chiese, nei teatrini di tutta l’Italia centro-settentrionale (Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia, Toscana). Protagonista è l’umile pastore Gelindo, attraverso il quale viene visto e vissuto l’intero episodio evangelico del Natale. La storia del Gelindo ha avuto presenza e diffusione attraverso due tipologie di testi. La prima è un canovaccio teatrale vero e proprio, pubblicato a partire dalla seconda metà del Settecento in un numero elevato di edizioni, alcune in lingua italiana, altre in vari dialetti piemontesi. La seconda tipologia è riconducibile ad un testo in rima, opera di alcuni “cantastorie” fra i quali il ligure Andrea Cereghino (73 strofe di 5 versi, con rima AABCC). In molte edizioni a stampa del Gelindo, vengono consigliati dei canti che si ritrovano anche all’interno della raccolta Michi e viceversa» (Morelli 2014a, 59).
Testo desunto
Dormi dormi o bel bambin
Re divin
fa la nanna sul cossìn
fa la nanna regio infante
così bel
tanto bel grazioso amante
Chiudi i lumi o mio tesor
dolce amor
(…)
Schema metrico
n. d.
Integrità
no
Durata
00:00:30
Note sul documento
L’esecuzione viene interrotta perché l’informatore non ricorda il testo del canto.
Lo stesso documento è presente nella scheda numero 284.
In funzione
no
Località
Grumes
Data
15/09/1989
Luogo ed occasione
Informatore
Santuari Emilio (n. 1929), Eccli Albino (n. 1908)
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel CD “Dolce felice notte” (Morelli 2001)
Canti pubblicati nel CD “Stelle Gelindi tre Re“(Morelli 2014)
Canti pubblicati nel volume Dolce felice notte (Morelli 2001)
Canti pubblicati nel volume Quaderno di APTO n. 2 Canzoniere natalizio-epifanico (2026)
Proprietà supporto originale
Renato Morelli
Note sul contesto
L’usanza della ‘Stella’ o dei ‘tre Re’ è diffusa in varie località dell’arco alpino, e in vaste zone dell’Europa centrale, soprattutto germanofona non riformata, ma anche boema, ungherese e slava. Nel periodo che va da Natale all’Epifania un gruppo di cantori, spesso mascherati da Re Magi, visita le case del paese, eseguendo un repertorio specifico di canti di questua e ricevendo in cambio doni di vario genere. Un cantore porta una stella solitamente illuminata e girevole. Il ricavato della questua può essere devoluto alla Chiesa oppure diviso fra i singoli cantori. Sull’origine dell’usanza e dei relativi canti Renato Morelli ha condotto una ricerca trentennale alla quale si rimanda per ulteriori approfondimenti (Morelli 2014). Inoltre, sul canale Youtube del Museo è disponibile la serie di otto webinar Lezioni di musica popolare trentina. Stelle, Gelindi tre Re condotta da Morelli sull’argomento.
Schedatore
Morelli Renato
Zanolli Silvana
Data di modifica
26/03/2026