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Lamento funebre, Sprechgesang

Documento n. 314

Titolo convenzionale

Lamento funebre

Incipit

Du hascht mer guet khoht

Idioma

mòcheno-tedesco

Modalità esecutiva

Sprechgesang: voce maschile

Genere

Lamento funebre

Argomento / Occasione / Funzione

Ciclo della vita. Riti di separazione: lamento funebre

Media allegati

Audio

Presentazione

Il lamento funebre non è un canto in senso stretto, bensì una declamazione cosiddetta “Sprechgesang”, composta in parte da formule codificate e in parte da moduli improvvisativi. “Tale usanza ha origini nelle antiche civiltà mediterranee ed entrò in crisi in seguito alla diffusione del Cristianesimo che lo osteggiò in quanto costume pagano che differisce dall’ideologia cristiana della morte” [De Martino 1958]. Nel testo vengono rievocate le virtù del defunto e viene espresso il dolore per la sua mancanza, “secondo una prevalente narrazione cronachistica, da intendere, anche, come motivo di distrazione rituale, e senza alcuno spiraglio di speranza e di consolazione in un orizzonte religioso” [Carpitella 1973]. Diffuso un tempo in tutta l’area mocheno-cimbra, dalla fine del secolo scorso è completamente caduto in disuso, ad eccezione di Roveda dove “[…] quest’usanza rimase in funzione fino alla prima guerra mondiale” [Corrente 1989]. Nel 1877 A. Zingerle la descriveva in questo modo: “[…] i lamenti funebri, di notevole interesse, che un tempo anche a Pergine, secondo un antico uso romano, venivano fatti dalle prefiche, ma che tra i Mòcheni vengono sempre fatti preferibilmente dagli stessi parenti dell’estinto. Le relative formule costituiscono quasi degli stereotipi, come per esempio: “O Muater, mein Muater, wie bist du so Kolt!” (O madre mia, come sei fredda!) oppure “Voter, mein Voter, wos werd’i thien? Ho i koan Voter mehr, koan Voter mehr!” (O padre mio cosa farò? Non ho più un padre!) e, come ebbe ad osservare un celebrante, vengono pronunciate ripetutamente e con tale forza, da disturbare quasi la cerimonia liturgica” [Zingerle 1877]. Nel 1989, un secolo più tardi, Corrente descrive l’usanza in questo modo: “A Palù la bara, prima di essere trasportata al cimitero, veniva adagiata davanti alla porta di casa; parenti e familiari tenevano un “elogio” funebre (“Totenlob”, in lingua mòchena “Totenklåg”), la qual cosa però cadde in disuso dopo la prima guerra mondiale” [Corrente 1989].

Testo desunto

Du hascht mer guet khoht,
du hascht mer guet galearnt,
hascht mer albail gearn gahap
hascht mer envir gaholven lebm
zel vort a bo i gonz impazart gabên pin
du hascht mer gaholven
unt iets pisch neamer dô,
ho ho ho ho ho!

(…)

Du hascht mer guet khoht,
du hascht mer guet galearnt,
du haschst mer gearn gahap,
wan i in zel vort a bo i impazart gabên pin,
unt das i nit guet gabên pin tse gian envir,
du hasch mer subet gaholven
und iets pisch neamer dô,
ho ho ho!

TRADUZIONE

Tu mi hai cucinato bene,
tu mi hai insegnato bene,
ogni tanto mi hai voluto bene
mi hai aiutato a tirare avanti
anche quella volta che ero tutto disperato
tu mi hai aiutato
e adesso non sei più qui,
ho ho ho ho ho!

Tu mi hai cucinato bene,
tu mi hai insegnato bene,
tu mi hai voluto bene,
anche quella volta che ero disperato,
e non ero capace di andare avanti,
tu mi hai subito aiutato
e adesso non sei più qui,
ho ho ho!

(Gerlinde Haid in: Morelli 1996)

Schema metrico

n. d.

Integrità

si

Durata

00:01:38

Note sul documento

L’esecutore informa che il lamento funebre veniva eseguito durante la veglia al defunto. Dopo la prima esecuzione l’informatore rilascia alcuni commenti. Segue una seconda esecuzione, la traduzione in italiano e altri commenti ancora. “Il documento più importante, o almeno significativo, della raccolta può considerarsi una lamentazione funebre (…)” (Carpitella 1973).

Rilevazione

In funzione

no

Località

Fierozzo San Francesco (Val dei Mòcheni)

Data

20/04/1969

Luogo ed occasione

Informatore

Hoffer don Giacomo

Rilevatore

Carpitella Diego

Facchini Carla

Lottersberger Federico

Fondo / Raccolta

Canti pubblicati nel volume Identità musicale della Val dei Mòcheni (Morelli 1996)

Val dei Mòcheni canti raccolti da Carla Facchini, Diego Carpitella, Federico Lottesberger (1969)

Proprietà supporto originale

Federico Lottersberger

Note sul contesto

La ricerca è stata effettuate nell’ambito di un seminario d’introduzione all’etnomusicologia tenuto da Diego Carpitella presso l’Università di Trento, all’epoca Scuola Superiore di Scienze Sociali. Sulla ricerca è stato pubblicato il saggio “La ricerca etnomusicologica come mezzo di identificazione socio-culturale”, a cura di D. Carpitella, M. Cagnoli, C. Facchin, F. Lottersberger, in “Musica e tradizione orale”, D. Carpitella, Flaccovio, Palermo 1973.
Il documento è pubblicato in Morelli, Identità musicale della Val dei Mòcheni

Schedatura

Schedatore

Grillo Chiara

Trentini Michele

Zanolli Silvana

Data di modifica

28/04/2025

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