Documento n. 1858

Titolo convenzionale

Fior di tomba (Nigra 19)

Incipit

E stamattina mi sono alzata

Idioma

epico-lirico

Modalità esecutiva

Voci femminili

Genere

Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra

Argomento / Occasione / Funzione

Narrazione

Media allegati

Audio

Trascrizione musicale

Presentazione

Questa ballata, una delle più conosciute e diffuse nel nostro Paese in vari filoni e varianti, compresa quella partigiana Bella ciao, è stata oggetto di numerosi studi [Leydi 1973b, 1184 1197]. La formula del “Fiore sulla tomba”, è attestata an- che in una fonte a stampa seicentesca, conservata nella biblioteca Trivulziana di Milano [Leydi 1973b, 1189].
Costantino Nigra riunì sotto il titolo comune di Fior di Tomba due canti che narrativamente hanno poco in comune, salvo il motivo finale, quello appunto del fiore sulla tomba. Nel primo la ragazza da maritare domanda per sposo un prigioniero, che però l’indomani sarà condannato a morte; chiede quindi di morire con lui ed essere sepolta nella stessa tomba sulla quale dovrà essere piantato un fiore che testimonierà il motivo della morte. Nel secondo la ragazza affacciandosi alla finestra vede il suo amante che la tradisce parlando con un altra; decide quindi (o finge) di morire, chiedendo di preparare una cassa grande in grado di contenere tre persone, con il motivo finale del fiore sulla tomba analogo al precedente.
Nigra, osservando come il primo tema – più “genuino” – sia diffuso in Piemonte mentre il secondo – più corrotto – nel Veneto, conclude la sua ampia indagine filologica comparativa con la consueta ipotesi sull’origine francese del canto: «Dalla comparazione di tutte le versioni italiane, francesi e catalane, sembra che si possa concludere che la canzone è nata nella Francia settentrionale, probabilmente in Normandia, certamente assai prima del Quattrocento, e forse qualche secolo prima. Di là ha dovuto passare in Provenza e Guascogna e penetrare in Catalogna dall’un lato; e dall’altro lato ha dovuto diffondersi nell’alta Italia per il Delfinato o la Savoia, o per la Provenza. In Italia poi il tratto del fiore sulla tomba, trovandosi in terreno propizio, gettò un germoglio che vi crebbe e vi cresce rigoglioso» [Nigra 1974, 157-158].

Testo desunto

E stamattina mi sono alzata
un’ora prima che levi ’l sol
e stamattina mi sono alzata
un’ora prima che levi ’l sol

E mi son messa a la finestrela
ed ho visto il mio primo amor
e mi son messa a la finestrela
ed ho visto il mio primo amor

E l’era ’n piaza co na ragaza
oi che pena oi che dolor
e l’era ’n piaza co na ragaza
oi che pena oi che dolor

E per la pena non sarìa niente
sol mi basta che ’l torni ancor
e per la pena non sarìa niente
sol mi basta che ’l torni ancor

E si ch’el torni che no ’l ritorni
sarà sempre ’l mio primo amor
e si ch’el torni che no ’l ritorni
sarà sempre ’l mio primo amor

Schema metrico

[P] [t] (rip)

Integrità

no

Durata

00:01:42

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

si

Località

Viarago (Val dei Mòcheni)

Data

18/05/1988

Luogo ed occasione

Informatore

Zampedri Sira in Carlin (1925), Zampedri Nilda in Zampedri (1923), Bernabè Tea in Zampedri (1937)

Rilevatore

Morelli Renato

Fondo / Raccolta

Canti pubblicati nel CD “L’è San Fabian l’è Sebastian” Viarago (Morelli 2004)

Canti pubblicati nel volume Dame rondini amanti guerrieri (Morelli 2022)

Canti pubblicati nel volume Identità musicale della Val dei Mòcheni (Morelli 1996)

Canti pubblicati nel volume Storia del paese nei documenti e nei ricordi Viaracum, Vilrag, Viarac, Viarago (Aa.Vv. 2004)

Val dei Mòcheni (Viarago) canti raccolti da Renato Morelli (1988-1991)

Proprietà supporto originale

Renato Morelli

Note sul contesto

proprio da questo tipo di testo sarebbero poi derivate la notissima canzone della Resistenza italiana Bella ciao e da questa l’omonima canzone del repertorio delle mondine. E proprio questo secondo tipo di Fior di tomba, caratterizzato dal capoverso Questa mattina mi sono alzata, è quello presente in Val dei Mòcheni. Le sette versioni registrate praticamente in tutti i paesi, sia alloglotti che romanzi, appaiono sostanzialmente integre nella strutturazione strofica, anche se la lezione E – Frassilongo si configura come la più completa, in quanto riporta le tre strofe centrali con il tema della finzione, assente nelle altre lezioni: Cara mamma menàme in chiesa / che mi voglio confessar. Con la bocca dirò i peccati / e col cuore farò l’amor. Farò finta di esser morta / per far piangere qualchedun.
Le varianti C e D di S. Felice, e G di S. Orsola presentano tre ulteriori strofe nel finale: E no l’èi morta mica malata / ’namorata d’un cacciator. Il cacciatore l’è andà soldato / monturato color del ciel. Color del cielo color della tera / la mia bèla in braccio a me. Queste strofe, con il tema del soldato monturato color del ciel, potrebbero essere di origine militare ed aggiunte quindi successivamente; non a caso sono riportate anche in un canzoniere militare manoscritto, raccolto da Antonelli [1988, 321].
Per quanto riguarda invece il rivestimento musicale, va osservato come le versioni melodi- che siano riconducibili a tre tipi, relativi rispettivamente alle seguenti lezioni:
1) A – Viarago, C – S.Felice, F – Roveda, G – S.Orsola
2) D – S. Felice (Pasqua Gozzer), E – Frassilongo
3) B – Viarago.
Il profilo melodico del primo tipo è il più conosciuto in valle e presenta significative analogie con altre due versioni trentine, rispettivamente tesina [Morelli et al. 1983, 209], e cembrana [Zanettin 1967, 19]. Il secondo tipo cor- risponde, con qualche variante, alla versione pubblicata da un canzoniere della SAT con il titolo Il fiore di Teresina [SAT 1961, 52]. Non risultano al momento ulteriori raffronti con il profilo melodico della versione B – Viarago.

Schedatura

Schedatore

Corradini Lorenza

Morelli Renato

Zanolli Silvana

Data di modifica

17/05/2025

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