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Titolo convenzionale
Fior di tomba (Nigra 19)
Incipit
Questa mattina mi sono alzata
Idioma
epico-lirico
Modalità esecutiva
Voci femminili
Genere
Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra
Argomento / Occasione / Funzione
Narrazione
Presentazione
«Questa ballata, una delle più conosciute e diffuse nel nostro Paese in vari filoni e varianti, compresa quella partigiana Bella ciao, è stata oggetto di numerosi studi [Leydi 1973b, 1184 1197]. La formula del “Fiore sulla tomba”, è attestata an- che in una fonte a stampa seicentesca, conservata nella biblioteca Trivulziana di Milano [Leydi 1973b, 1189].
Costantino Nigra riunì sotto il titolo comune di Fior di Tomba due canti che narrativamente hanno poco in comune, salvo il motivo finale, quello appunto del fiore sulla tomba. Nel primo la ragazza da maritare domanda per sposo un prigioniero, che però l’indomani sarà condannato a morte; chiede quindi di morire con lui ed essere sepolta nella stessa tomba sulla quale dovrà essere piantato un fiore che testimonierà il motivo della morte. Nel secondo la ragazza affacciandosi alla finestra vede il suo amante che la tradisce parlando con un altra; decide quindi (o finge) di morire, chiedendo di preparare una cassa grande in grado di contenere tre persone, con il motivo finale del fiore sulla tomba analogo al precedente.
Nigra, osservando come il primo tema – più “genuino” – sia diffuso in Piemonte mentre il secondo – più corrotto – nel Veneto, conclude la sua ampia indagine filologica comparativa con la consueta ipotesi sull’origine francese del canto: «Dalla comparazione di tutte le versioni italiane, francesi e catalane, sembra che si possa concludere che la canzone è nata nella Francia settentrionale, probabilmente in Normandia, certa- mente assai prima del Quattrocento, e forse qualche secolo prima. Di là ha dovuto passare in Provenza e Guascogna e penetrare in Catalogna dall’un lato; e dall’altro lato ha dovuto diffondersi nell’alta Italia per il Delfinato o la Savoia, o per la Provenza. In Italia poi il tratto del fiore sulla tomba, trovandosi in terreno propizio, gettò un germoglio che vi crebbe e vi cresce rigoglioso» [Nigra 1974, 157-158].». (Morelli 2006, 230)
Testo desunto
Questa mattina mi sono alzata
questa mattina mi sono alzata
un’ora prima che léva l sól
mi son messa alla finestrella
ed ho visto passà mio bén
mi son messa alla finestrella
ed ho visto passà mio bén
E l èra al fianco di una ragazza
e l èra al fianco di una ragazza
ohi che pena ohi che dolor
l èra al fianco di una ragazza
ohi che pena ohi che dolor
Per la pena non sarìa niente
per la pena non sarìa niente
sol mi basta che torni ancor
per la pena non sarìa niente
sol mi basta che torni ancor
Faremo fare una fossa fonda
faremo fare una fossa fonda
che ci staremo dentro in tre
primo il padre e poi la madre
e poi l mio bene in braccio a me
prima il padre e poi la madre
e poi l mio bene in braccio a me
E sulla cima di quella fossa
e sulla cima di quella fossa
pianteremo di un bel fior
e sulla cima di quella fossa
pianteremo di un bel fior
Tutta la gente che passeranno
tutta la gente che passeranno
e diranno ohi che bel fior
tutta la gente che passeranno
e diranno ohi che bel fior
Questo l è l fiore di Teresina
questo l è l fiore di Teresina
che l’è morta e per la passión
questo l è l fiore di Teresina
che l’è morta della passión
Schema metrico
[P] [t] [P] [t]
Integrità
si
Durata
00:04:28
Note sul documento
In funzione
no
Località
Roveda (Val dei Mòcheni)
Data
17/07/1988
Luogo ed occasione
Informatore
***************
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel volume Dame rondini amanti guerrieri (Morelli 2022)
Canti pubblicati nel volume Identità musicale della Val dei Mòcheni (Morelli 1996)
Val dei Mòcheni (Roveda) canti raccolti da Renato Morelli (1988)
Proprietà supporto originale
Renato Morelli
Note sul contesto
«…proprio da questo tipo di testo sarebbero poi derivate la notissima canzone della Resistenza italiana Bella ciao e da questa l’omonima canzone del repertorio delle mondine. E proprio questo secondo tipo di Fior di tomba, caratterizzato dal capoverso Questa mattina mi sono alzata, è quello presente in Val dei Mòcheni. Le sette versioni registrate praticamente in tutti i paesi, sia alloglotti che romanzi, appaiono sostanzialmente integre nella strutturazione strofica, anche se la lezione E – Frassilongo si configura come la più completa, in quanto riporta le tre strofe centrali con il te- ma della finzione, assente nelle altre lezioni: Cara mamma menàme in chiesa / che mi voglio con- fessar. Con la bocca dirò i peccati / e col cuore farò l’amor. Farò finta di esser morta / per far piangere qualchedun.
Le varianti C e D di S. Felice, e G di S. Orsola presentano tre ulteriori strofe nel finale: E no l’èi morta mica malata / ’namorata d’un cacciator. Il cacciatore l’è andà soldato / monturato color del ciel. Color del cielo color della tera / la mia bèla in braccio a me. Queste strofe, con il tema del soldato monturato color del ciel, potrebbero essere di origine militare ed aggiunte quindi successivamente; non a caso sono riportate anche in un canzoniere militare manoscritto, raccolto da Antonelli [1988, 321].
Per quanto riguarda invece il rivestimento musicale, va osservato come le versioni melodi- che siano riconducibili a tre tipi, relativi rispettivamente alle seguenti lezioni:
1) A – Viarago, C – S.Felice, F-Roveda, G – S.Orsola
2) D – S. Felice (Pasqua Gozzer), E – Frassilongo
3) B – Viarago.
Il profilo melodico del primo tipo è il più conosciuto in valle e presenta significative analogie con altre due versioni trentine, rispettivamente tesina [Morelli et al. 1983, 209], e cembrana [Zanettin 1967, 19]. Il secondo tipo cor- risponde, con qualche variante, alla versione pubblicata da un canzoniere della SAT con il titolo Il fiore di Teresina [SAT 1961, 52]. Non risultano al momento ulteriori raffronti con il profilo melodico della versione B – Viarago.». (Morelli 2006, 230)
Schedatore
Grillo Chiara
Trentini Michele
Zanolli Silvana
Data di modifica
14/04/2025