Documento n. 439

Titolo convenzionale

Fior di tomba (Nigra 19)

Incipit

Stamattina mi son levata

Idioma

epico-lirico

Modalità esecutiva

Voci miste

Genere

Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra

Argomento / Occasione / Funzione

Narrazione

Media allegati

Audio

Presentazione

Canto narrativo diffuso in tutta Italia in diverse varianti musicali e testuali, che si concludono tuttavia con il medesimo motivo: il fiore sulla tomba a ricordo della ragazza morta per amore. Costantino Nigra (n. 19) riconosce principalmente due diversi sviluppi testuali: nel primo la ragazza vuole sposare un prigioniero che all’indomani delle nozze sarà condannato a morte. Chiede quindi di morire con lui e di essere sepolta nella stessa tomba sulla quale sarà piantato un bel fiore a testimonianza del suo amore. Nella seconda versione, invece, la ragazza vede dalla finestra l’amante parlare con un’altra donna e decide allora di far finta di essere morta per farlo star male. Chiede che venga costruita una tomba per tre persone sulla quale piantare un bel fiore [Nigra 1888]. Da questo canto è derivata la nota canzone della Resistenza italiana “Bella ciao”, che ebbe ampia diffusione dopo la seconda guerra mondiale.

Testo desunto

Stamattina mi son levata
stamattina mi son levata
più a bonór veroverovìn
più a bonór veroverovìn
più a bonóra che spunta il dì (il sol)

Sono andata alla finestra
sono andata alla finestra
e ò i vist veroverovìn
e ò i vist veroverovìn
e ho visto il mio primo amor

E l’ho visto con una ragazza
e l’ho visto con una ragazza
che passion veroverovìn
che passion veroverovìn
che passion e che dolor

Sono andata a confessarmi
sono andata a confessarmi
gliel’ò i dit veroverovìn
gliel’ò i dit veroverovìn
gliel’ho i detto al confessor

La penitenza che lui m’ha dato
la penitenza che lui m’ha dato
che abbandoni veroverovìn
che abbando- veroverovìn
che abbandona il mio primo amor

Ma io piuttosto di abbandonarlo
ma io piuttosto d’abbandonarlo
mi accontento veroverovìn
mi accontento veroverovìn
mi accontento a morir me

Faremo fare una cassa fonda
faremo fare una cassa fonda
ci starem veroverovìn
ci starem veroverovìn
ci staremo tutti e tre

Prima il padre e poi la madre
prima il padre e poi la madre
il mio ben veroverovìn
il mio ben veroverovìn
il mio bene in braccio a me

E in fondo di questa cassa
e in fondo di questa cassa
pianterem veroverovìn
pianterem veroverovìn
pianteremo d’un bel fior

Tutta la gente che passeranno
tutta la gente che passeranno
e diran veroverovìn
e diran veroverovìn
e diranno che l’amor (che bel fior)

(Questo è il fior dela Rosina
che è morta per l’amor)

Schema metrico

[P] [t] (rip) (ins.)

Integrità

si

Durata

00:03:26

Note sul documento

L’esecuzione veine interrotta e poi ripresa.

Rilevazione

In funzione

no

Località

Condino

Data

01/01/1981

Luogo ed occasione

Informatore

***************

Rilevatore

Bianchini Franco

Fondo / Raccolta

Condino canti raccolti da Franco Bianchini (1981)

Proprietà supporto originale

Franco Bianchini

Note sul contesto

Schedatura

Schedatore

Grillo Chiara

Trentini Michele

Zanolli Silvana

Data di modifica

23/07/2007

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