torna a tutte le schede
Titolo convenzionale
Fra l'orrido rigor di stagion cruda
Incipit
Fra l’orrido rigor di stagion cruda
Idioma
italiano
Modalità esecutiva
Voci miste
Genere
Derivazione colta
Argomento / Occasione / Funzione
Ciclo dell’anno. Riti natalizio-epifanici e di questua
Presentazione
A Revò, in val di Non, l’usanza della Stella* è rimasta in funzione fino al secondo dopoguerra, quando – fra il 1950 e il 1963 – il paese si è spopolato in seguito all’ondata di emigrazione che ha visto partire per l’America più di 500 persone. in quegli anni l’usanza è caduta progressivamente in disuso, per essere ripresa successivamente, negli anni Settanta, su iniziativa di Sergio Flaim, maestro del locale Coro Maddalene. A Revò i canti della Stella sono tre: Deh sorgi amica stella, Su pastori alla capanna, Fra l’orrido rigor di stagion cruda (Morelli 2014a., 272)
Nella già citata tabella comparativa elaborata da Leydi (confrontando le lodi riportate in quattro edizioni del Gelindo), ritroviamo anche un canto con incipit Fra l’orrido rigor di stagion cruda. Il componimento viene riportato in tre edizioni (Binelli 1842, Appiotti 1860, Rossi 1860) segno evidente di una certa diffusione (Leydi 2001b, 323).
In molte edizioni a stampa del Gelindo (vedi foto allegata), vengono consigliati dei canti che risultano pubblicati all’interno della raccolta Michi e che si ritrovano anche nei repertori della Stella.
È il caso anche di Fra l’orrido rigor di stagion cruda. Il canto è scarsamente documentato nella letteratura specializzata dell’arco alpino. in Trentino è presente nella tradizione di Revò e di Faedo (Morelli 2014a, 269).
«Il Gelindo è una sacra rappresentazione, letta e rappresentata, a partire dai primi anni dell’Ottocento, nelle stalle, negli oratori, nelle chiese, nei teatrini di tutta l’Italia centro-settentrionale (Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia, Toscana). Protagonista è l’umile pastore Gelindo, attraverso il quale viene visto e vissuto l’intero episodio evangelico del natale. La storia del Gelindo ha avuto presenza e diffusione attraverso due tipologie di testi.
La prima è un canovaccio teatrale vero e proprio, pubblicato a partire dalla seconda metà del Settecento in un numero elevato di edizioni, alcune in lingua italiana, altre in vari dialetti piemontesi. La seconda tipologia è riconducibile ad un testo in rima, opera di alcuni “cantastorie” fra i quali il ligure Andrea Cereghino (73 strofe di 5 versi, con rima AABCC). In molte edizioni a stampa del Gelindo, vengono consigliati dei canti che si ritrovano anche all’interno della raccolta Michi e viceversa» (Morelli 2014a, 59).
Testo desunto
Fra l’orrido rigor di stagion cruda
nascesti o mio Gesù nella capanna
nascesti o mio Gesù nella capanna
Non fra genti ma fra giumenti
in Betlemme è il tuo natal
amabil Dio
e questo fatto l’hai
per amor mio
e questo fatto l’hai
per amor mio
Schema metrico
A11 B11 C9 d8 E5 F7 E5
Integrità
no
Durata
00:01:30
Note sul documento
esecuzione con accompagnamento di fisarmonica
In funzione
no
Località
Revò
Data
17/06/1998
Luogo ed occasione
Registrazione effettuata a Tesero il 17 gennaio 1999, durante la PRIMA RASSEGNA DELLA STELLA Canto rituale di questua (ideazione Renato Morelli), in occasione del convegno DON GIAMBATTISTA MICHI DI TESERO (1651-1690) La raccolta dei Sacri Canti e la tradizione orale contemporanea.
Informatore
Stellari di Revò coordinati da Sergio Flaim
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel CD “Stelle Gelindi tre Re“(Morelli 2014)
Canti pubblicati nel volume Quaderno di APTO n. 2 Canzoniere natalizio-epifanico (2026)
Canti pubblicati nel volume Stelle Gelindi tre Re (Morelli 2014)
Revò canti raccolti da Renato Morelli (1998)
Proprietà supporto originale
Renato Morelli
Note sul contesto
L’usanza della ‘Stella’ o dei ‘tre Re’ è diffusa in varie località dell’arco alpino, e in vaste zone dell’Europa centrale, soprattutto germanofona non riformata, ma anche boema, ungherese e slava. Nel periodo che va da Natale all’Epifania un gruppo di cantori, spesso mascherati da Re Magi, visita le case del paese, eseguendo un repertorio specifico di canti di questua e ricevendo in cambio doni di vario genere. Un cantore porta una stella solitamente illuminata e girevole. Il ricavato della questua può essere devoluto alla Chiesa oppure diviso fra i singoli cantori. Sull’origine dell’usanza e dei relativi canti Renato Morelli ha condotto una ricerca trentennale alla quale si rimanda per ulteriori approfondimenti (Morelli 2014). Inoltre, sul canale Youtube del Museo è disponibile la serie di otto webinar Lezioni di musica popolare trentina. Stelle, Gelindi tre Re condotta da Morelli sull’argomento.
Schedatore
Morelli Renato
Zanolli Silvana
Data di modifica
02/04/2026