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Titolo convenzionale
Gesù bambino nasce in tanta povertà
Incipit
Gesù bambino è nato
Idioma
italiano
Modalità esecutiva
Voci femminili
Genere
Derivazione colta
Argomento / Occasione / Funzione
Ciclo dell’anno. Riti natalizio-epifanici e di questua
Presentazione
Gesù Bambino nasce in tanta povertà. non viene pubblicato nella raccolta Michi; tuttavia nella già citata tabella comparativa elaborata da Leydi – confrontando le lodi riportate in quattro edizioni del Gelindo – Gesù Bambino nasce in tanta povertà è l’unico che compare in tutte quattro, segno evidente di una larga diffusione (Leydi 2001b, 323). Questo canto è del resto documentato in tutto l’arco alpino italiano, soprattutto dove è presente sia la tradizione del Gelindo sia quella della Stella. In Trentino Gesù Bambino nasce in tanta povertà è conosciuto in varie località.
«Nel corso della ricerca a Faedo è stato possibile registrare anche un breve frammento della variante locale di Gesù Bambino nasce in tanta povertà, un tempo parte integrante del repertorio della Stella.» (Ivi, 277)
Gesù Bambino nasce in tanta povertà sembrerebbe dunque confermare ulteriormente l’esistenza di una matrice comune per la tradizione della Stella e le sacre rappresentazioni natalizie del Gelindo (vedi foto allegata). Non presenta al momento nessun tipo di raffronto con le fonti laudistiche cinque-seicentesche, ma viene riportato da molti autori a partire dal XIX secolo: la lezione riportata nel fascicoletto del Gelindo conservato dalla famiglia Leydi è composta da 22 strofe e risulta essere così la più completa fra quelle finora pubblicate. Da una più precisa messa a fuoco della letteratura etnomusicologica emergono altri dati significativi. Innanzitutto fanno capolino due varianti calabresi (Giglioli 1972, 3). Più significativa una seconda considerazione: in area friulana alcune strofe del Gesù Bambino nasce in tanta povertà vengono spesso inserite all’interno del canto Noi siamo i tre re (Michi) (Catalan 1957, 188; Ciceri 1967; Cossar 1941, 193; Radole 1965, 15). Un episodio analogo è testimoniato in area bergamasca (Anesa Rondi 1990, 108). Riassumendo gli elementi fin qui raccolti, Gesù Bambino nasce in tanta povertà viene solitamente indicato come canto devozionale natalizio, talvolta eseguito come parte integrante della rappresentazione del Gelindo; non è pubblicato nella raccolta Michi, però alcune strofe risultano talvolta inserite nel canto della Stella più diffuso dell’arco alpino Noi siam li tre re d’Oriente, riportato invece dal Michi.
Testo desunto
Gesù bambino è nato
in tanta povertà
Né panisèi né fasce
né panisèi né fasce
né fuoco da riscaldar
Schema metrico
A7 b7 C7 b8
Integrità
no
Durata
00:00:23
Note sul documento
In funzione
si
Località
Faedo
Data
28/12/1993
Luogo ed occasione
Informatore
Filippi Iris (n. 1925), Calovi Iole (n. 1927), Filippi Nerina (n. 1927), Calovi Eligia (n. 1921), Calovi Bruna (n. 1928), Filippi Maria (n. 1926), Calovi Franca (n. 1930), Calovi Elsa (n. 1927), Calovi Raffaella (n. 1932), Filippi Lina (n. 1926), Calovi Annamaria (n. 1932), Virginio Calovi (n. 1929), Filippi Francesco (n. 1920), Moser Gisella (n. 1926)
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel CD “Stelle Gelindi tre Re“(Morelli 2014)
Canti pubblicati nel volume Quaderno di APTO n. 2 Canzoniere natalizio-epifanico (2026)
Canti pubblicati nel volume Stelle Gelindi tre Re (Morelli 2014)
Faedo canti raccolti da Renato Morelli (1993)
Proprietà supporto originale
Renato Morelli
Note sul contesto
«Il Gelindo è una sacra rappresentazione, letta e rappresentata, a partire dai primi anni dell’Ottocento, nelle stalle, negli oratori, nelle chiese, nei teatrini di tutta l’Italia centro-settentrionale (Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia, Toscana). Protagonista è l’umile pastore Gelindo, attraverso il quale viene visto e vissuto l’intero episodio evangelico del Natale. La storia del Gelindo ha avuto presenza e diffusione attraverso due tipologie di testi. La prima è un canovaccio teatrale vero e proprio, pubblicato a partire dalla seconda metà del Settecento in un numero elevato di edizioni, alcune in lingua italiana, altre in vari dialetti piemontesi. La seconda tipologia è riconducibile ad un testo in rima, opera di alcuni “cantastorie” fra i quali il ligure Andrea Cereghino (73 strofe di 5 versi, con rima AABCC). In molte edizioni a stampa del Gelindo, vengono consigliati dei canti che si ritrovano anche all’interno della raccolta Michi e viceversa» (Morelli 2014a, 59).
Schedatore
Morelli Renato
Zanolli Silvana
Data di modifica
04/04/2026