Documento n. 470

Titolo convenzionale

Giulio Bindi

Incipit

Giulio Bindi era giovane e bello

Idioma

italiano-dialetto trentino

Modalità esecutiva

Voce femminile

Genere

Canzone

Argomento / Occasione / Funzione

Cantastorie. Cronaca

Media allegati

Audio

Presentazione

Canzone da cantastorie, conosciuta anche con il titolo “Giulio Bindi”, che narra un fatto di cronaca nera: è la storia di due giovani innamorati – lui di famiglia ricca, lei orfana e povera – che vengono ostacolati dalla madre del ragazzo, così che i due amanti decidono di suicidarsi per restare per sempre uniti. Versioni di questo canto sono state registrate anche in Brianza e nel Canavese [Pirovano 2002: 152; Vigliermo 1986: 57]. Si è rinvenuto un foglio volante – edito nel 1954 dalla tipografia Campi di Foligno – che riporta in ventun strofe il testo dal titolo “I fidanzati fedeli. Tragica fine di due giovani innamorati”. [Leydi – Vinati 2001: n.346].

Testo desunto

Giulio Bindi era giovane e bello
era figlio di ricche persone
e appunto per tale ragione
la sua vita incomincia così

Lui amava una cara fanciulla
che al vederla sembrava un tesoro
lei campava col proprio lavoro
perché orfana al mondo restò

Era bionda la bella Maria
adorava il suo Giulio sincero
il suo sogno sembrava chimero
e piangendo diceva così

Tu lo vedi mio Giulio adorato
che tua sposa non posso venire
c’è tua madre che vuole impedire
l’amore che nutri per me

Tu sei ricco io povera sono
non ho padre ne madre lo sai
e (…) ti sposerai
una ricca al pari di te

Allora Giulio abbracciando Maria
le diceva non dir tal parole
io ti giuro se mamma non vuole
sarò pronto a morire con te

Sulla tomba dei suoi genitori
Maria scrisse due lettere sole
implorando perdono sincero
che almeno laggiù al cimitero
li recassero corone di fior

La lor mamma alla messa era andata
i due giovani entrarono in salotto
l’orologio batteva le otto
pochi istanti rimasero a parlar

Allor Giulio impugnando quell’arma
che doveva troncar l’esistenza
con serena tranquilla apparenza
all’amante un colpo sparò

Quando a terra la vide cadere
la baciò un’altra volta sul viso
sussurrando lassù in paradiso
sempre uniti mia cara sarem

Poi sparandosi un colpo alle tempia
cadde addosso alla bionda Maria
la sua sorte ormai (…) saria
si era spenta la vita così

Ritornava la madre e sentiva
i due colpi così rituonare
quandoa casa al fa per entrare
la tragedia ai suoi occhi le appar

Il perdono ti chiedo mio figlio
dalla tomba non mi maledire
troppo forte fu il tuo soffrire
questo strazio mi faccia troncar

Or riposan i miseri accanto
ricoperti di rose e di viole
sulla tomba ci son le parole
Maria e Giulio son morti d’amor

Schema metrico

A10 B10 B10 c10

Integrità

si

Durata

00:03:16

Note sul documento

L’esecuzione viene interrotta e poi ripresa. Il secondo ed il terzo file audio riportano alcune informazioni sul canto

Rilevazione

In funzione

si

Località

Cunevo

Data

25/02/2005

Luogo ed occasione

Nella cucina dell’informatrice.

Informatore

***************

Rilevatore

Mossa Michele

Trentini Michele

Fondo / Raccolta

MUCGT - UNITN ricerca in Trentino, direzione Ignazio Macchiarella (2004-2005)

Proprietà supporto originale

MUCGT

Note sul contesto

Ricerca svolta dal Laboratorio di Etnomusicologia del Dipartimento di Scienze Filologiche e Storiche dell’Università di Trento, diretto da Ignazio Macchiarella, in collaborazione con il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina.

Schedatura

Schedatore

Trentini Michele

Zanolli Silvana

Data di modifica

16/10/2007

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