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Titolo convenzionale
Iddio benedetto
Incipit
Iddio è benedetto
Idioma
italiano
Modalità esecutiva
Voci miste
Genere
Derivazione colta
Argomento / Occasione / Funzione
Ciclo dell’anno. Riti natalizio-epifanici e di questua
Presentazione
Il componimento di 11 strofe in rima zingaresca è pubblicato nella raccolta Michi con il titolo Lode di partenza e di ringraziamento, con incipit Iddio benedetto (vedi foto allegata)
Iddio benedetto non risulta molto diffuso: è presente solamente in area bresciana (Grasso 2001, 99; Bernardi e Tameni 2007) con qualche attestazione in Carnia (Magrini 2001, 263). In Trentino è conosciuto in Val dei Mòcheni, Val di Fassa, Val di Cembra» (Morelli 2014a, 211). A Palù in Val dei Mòcheni, il componimento fa parte a tutt’oggi del repertorio della Stéla; viene eseguito sullo stesso profilo melodico degli altri quattro testi con il medesimo schema metrico della zingaresca. Gli stelàri eseguono integralmente tutte le undici strofe del Michi, con andamento antifonale, a due cori alternati.
Allo stato attuale delle ricerche, non esiste traccia di Iddio benedetto all’interno della letteratura laudistica controriformista ma presenta qualche novità, già a partire dal titolo “Lode di partenza e di ringraziamento”. Inoltre il riferimento alla Natività è qui marginale, rispetto al vero soggetto del componimento. Le undici strofe sviluppano, infatti, il tema della questua: si invoca Iddio affinché ricompensi con la sua protezione gli astanti, i quali si sono dimostrati generosi nel fare dei doni («poiché avete fatto a noi presenti»); i protagonisti prendono congedo augurando la pace agli ospiti, prima di riprendere il cammino. «Le affinità formali con il testo di Noi siam li tre re d’Oriente, sono più che evidenti: anche qui il soggetto è costantemente in prima persona plurale, anche qui si presuppone un’interazione tra “attori” diversi. Senza dubbio si tratta di un canto finalizzato innanzitutto alle questue natalizie, che sottintende la rappresentazione di un viaggio e nello stesso tempo l’uso di una performance musicale. Non v’è da stupirsi dunque se di questo testo non vi sono tracce nella produzione laudistica cinque-secentesca. Esso risulta al contrario strettamente connesso, per caratteri formali e per contenuto, con il canto Noi siamo i tre re già esaminato e con le relative usanze di questua natalizie, e pertanto sembra originarsi all’interno dello stesso orizzonte culturale» (Chiocchetti Morelli 1995, 476-477)
Testo desunto
Iddio è benedetto
da ogni mal vi guardi,
poiché non siete tardi
nel bene fare
Vogliamo perciò pregare
Iddio, e tutti i Santi
che accetta i nostri canti
con lieto avviso
Col santo Paradiso
vi sia rimunerato
poiché avete fatto
a noi presente
Però siamo contenti
di far da voi partenza
con la buona licenza
vi sia gradita
La carità è compita
da voi qui ricevuta
sarà tra noi goduta
in pace nostra.
Mercede sarà la nostra
l’onore, e la cortesia
e noi per altra via
convienci andare
Prima vogliam cantare
le lodi, e gli onori
con nostri allegri cuori
in questa sera
Però con buona cera
tutti vi ringraziamo
fratanto noi prendiam
nostro partire
Vediamo comparire
la Stella dell’Oriente
però voi buona gente
restate in pace
E noi per queste piazze
faremo la nostra via
a voi pace infinita
che Dio vi dia
E con Santa Maria
madre di quel Bambino,
qual fece d’acqua vino
in Galilea
Schema metrico
A7 B7 B7 C5
Integrità
si
Durata
00:01:41
Note sul documento
In funzione
si
Località
Palù (Val dei Mòcheni)
Data
01/01/1985
Luogo ed occasione
Coro dei Stelàri. Registrazioni effettuate nel contesto della Stèla 1985
Informatore
stelàri di Palù coordinati da Fiore Stefani
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel CD “Stelle Gelindi tre Re“(Morelli 2014)
Canti pubblicati nel volume Dolce felice notte (Morelli 2001)
Canti pubblicati nel volume Identità musicale della Val dei Mòcheni (Morelli 1996)
Canti pubblicati nel volume Quaderno di APTO n. 2 Canzoniere natalizio-epifanico (2026)
Val dei Mòcheni (Palù) canti raccolti da Renato Morelli (1985 -1990)
Proprietà supporto originale
Renato Morelli
Note sul contesto
L’usanza della ‘Stella’ o dei ‘tre Re’ è diffusa in varie località dell’arco alpino, e in vaste zone dell’Europa centrale, soprattutto germanofona non riformata, ma anche boema, ungherese e slava. Nel periodo che va da Natale all’Epifania un gruppo di cantori, spesso mascherati da Re Magi, visita le case del paese, eseguendo un repertorio specifico di canti di questua e ricevendo in cambio doni di vario genere. Un cantore porta una stella solitamente illuminata e girevole. Il ricavato della questua può essere devoluto alla Chiesa oppure diviso fra i singoli cantori. Sull’origine dell’usanza e dei relativi canti Renato Morelli ha condotto una ricerca trentennale alla quale si rimanda per ulteriori approfondimenti (Morelli 2014). Inoltre, sul canale Youtube del Museo è disponibile la serie di otto webinar Lezioni di musica popolare trentina. Stelle, Gelindi tre Re condotta da Morelli sull’argomento.
Schedatore
Morelli Renato
Zanolli Silvana
Data di modifica
26/03/2026