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Titolo convenzionale
Il minatore
Incipit
Da bambino girai le ferrovie
Idioma
italiano-dialetto trentino
Modalità esecutiva
Voce femminile
Genere
Cantastorie
Argomento / Occasione / Funzione
Lavoro. Minatori
Audio
Presentazione
«Canzone conosciuta in tutta l’Italia settentrionale e titolata “Il minatore”. Il testo racconta la tragica storia di un minatore che resta coinvolto nello scoppio di una mina; trasportato all’ospedale gli viene amputata una gamba e un braccio. Infine, così mutilato e inabile, è costretto a chiedere la carità. La canzone è cantata su un modulo melodico da cantastorie molto noto. Per il territorio trentino il canto è già documentato in Val di Non nei primi decenni del Novecento nella raccolta Das Volkslied in Österreich [Vinati – Zanolli 2007] e annotato anche tra i canzonieri manoscritti [Antonelli 1988: 191 – 192]. Si è ritrovato un foglio volante che presenta analogie con questa canzone stampato dalla tipografia Ranzini di Milano (senza data) che si può ricondurre agli ultimi anni dell’Ottocento. [Leydi – Vinati 2001: n. 764]. Non è da escludere che alcune varianti siano state stampate anch’esse su fogli volanti da altre tipografie.» (Paolo Vinati, scheda APTO)
«Si tratta di una canto diffuso dai cantastorie a mezzo dei fogli volanti.
Il riscontro più immediato che possiamo avere si trova in due “fogli volanti” contenuti nel volume curato da Francesco Rocchi, (Rocchi 1961), a pag. 243, “Il minatore”, stampato s.d. a Milano dalla tipografia Ranzini». (Antonelli 1980, 32)
Testo desunto
Da bambino girai le ferrovie
mi guadagnai il pane col sudor
a vent’anni fui un bravo minatore
ad affogar la più alta galleria
a vent’anni fui un bravo minatore
ad affogar la più alta galleria
La mia mamma me lo diceva
di non andare alla miniera
ed io testardo ci sono andato
ed una mina mi rovinò
ed io testardo ci sono andato
ed una mina mi rovinò
Signori signori signore
fate elemosina ad un povero minatore
la ricompensa ve la darà il Signor
Signori signori signore
fate elemosina ad un povero minatore
la ricompensa ve la darà il Signor
Schema metrico
[P] [t]
Integrità
si
Durata
00:01:12
Note sul documento
In funzione
Località
Brentonico (frazione Crosano)
Data
01/01/1975
Luogo ed occasione
Ricerca approntata dal collettivo coordinato da Quinto Antonelli, costituito da: Cesare Andreolli, Gloria Andreolli, Vasco Andreolli, Giorgio Bertolli, Isa Bombana, Giorgio Dossi, Elia Giovanazzi, Giovanni La Spada, Giuliano Passerini, Franco Sartori, Carlo Schelfi, Gianni Tonetta, Nicola Zoller.
Informatore
Rilevatore
Antonelli Quinto (coord.)
Fondo / Raccolta
Crosano-Brentonico canti raccolti dal gruppo di ricerca coordinato da Quinto Antonelli (1971/1975)
Proprietà supporto originale
Quinto Antonelli
Note sul contesto
«La maggior parte dei canti non è esclusiva del Trentino, ma appartiene al più vasto repertorio settentrionale: Fanno eccezione quei pochi che si rifanno alle originali vicende trentine e degli anni del primo Novecento e della Grande Guerra. I canti sono redatti perlopiù in italiano, o meglio sono cantati nell’italiano popolare, la lingua franca che ne garantisce la comprensione e la circolazione.» … «…come ha scritto Sanga “In una lingua artificiale, che unisce in maniera originaria forme italiane e dialettali”, “Una lingua che non è mai stata parlata, ma che è stata creata apposta, in conseguenza delle necessità metriche”, (Sanga1976, 274). Mentre i canti totalmente dialettali sono poco numerosi e per lo più di argomento esclusivamente locale.». (Antonelli 1980, 3)
La ricerca nasce negli anni ‘70 nel contesto della moda del folk revival, che portò molti giovani a registrare canti popolari, anche in un contesto di attivismo politico e lotta di classe. «In principio, per noi giovani provinciali, ci fu solo Dario Fo. La rappresentazione del “Mistero Buffo” Costituirono la scoperta stupefatta di quella cultura che, negata e rimossa dal “Potere”, si voleva totalmente “Altra”; l’esperienza del Nuovo Canzoniere Italiano assicurava il collegamento, senza soluzione di continuità, tra cultura contadina e cultura operaia; le analisi di Lombardi – Satriani legittimavano infine l’identificazione già avvenuta nella coscienza: il folklore era una cultura di contestazione.». (Antonelli 1980, 1)
Schedatore
Meneghelli Pietro
Zanolli Silvana
Data di modifica
14/09/2026