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Titolo convenzionale
La barbiera Francese (Nigra 33)
Incipit
A Torino c’è una barbiera
Idioma
epico-lirico
Modalità esecutiva
Voci miste
Genere
Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra
Argomento / Occasione / Funzione
Narrazione
Presentazione
«La Barbiera francese risulta essere la ballata più nota in Val dei Mòcheni; è infatti conosciuta in tutti i paesi sia romanzi che alloglotti, in un’unica versione. La sua diffusione in tutte le regioni dell’Italia settentrionale è talmente ampia che spesso i ricercatori hanno tralasciato di documentarla dandone per scontata la conoscenza.
Così La Barbiera paga lo scotto della sua popolarità figurando spesso nelle raccolte a stampa in misura inversamente proporzionale alla sua reale diffusione. Costantino Nigra sostiene anche per questa ballata un’origine francese, pur non escludendo anche l’ipotesi di una provenienza catalana [Nigra 1974, 224]. Come osserva Conati, va ricordato a questo proposito che in alcune regioni francesi – come ad esempio il Delfinato e la Provenza – ma anche in Piemonte, il mestiere di barbiere veniva tradizionalmente esercitato dalle donne [Conati 1976, 85].». (Morelli 2006, 245)
Testo desunto
A Torino c’è una barbiera
e che fa la barba
e che fa la barba al forestier
O barbiera bella barbiera
vorresti farmi
vorresti farmi la barba a me
O sì sì che te la faria
ma ho paura
ma ho paura del mio marì
Mio marito l’è andato in Francia
e co la speranza
e co la speranza di non ritornar
Se ritorna se non ritorna
è sempre stato
è sempre stato il mio primo amor
Ed intanto che l’aqua scaldava
e la barbiera
e la barbiera filava il rasor
Ed intanto che la saponava
e la barbiera
e la barbiera cambiava il colo
Schema metrico
[P] [t]
Integrità
si
Durata
00:02:30
Note sul documento
«Le lezioni C – Fierozzo e H – Mezzano, presentano un incipit «A Torino c’è una barbiera», [il quale] maggiormente si avvicina alle lezioni più antiche documentate dalle fonti a stampa a partire da quelle ottocentesche» (cfr. Nigra (1888, 223), Ferraro (1870, 60), Tammi (Iannone 1989, 94)».
Morelli 2022, 172- 173
In funzione
si
Località
Fierozzo San Felice (Val dei Mòcheni)
Data
24/01/1988
Luogo ed occasione
Informatore
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel volume Dame rondini amanti guerrieri (Morelli 2022)
Canti pubblicati nel volume Identità musicale della Val dei Mòcheni (Morelli 1996)
Val dei Mòcheni (Fierozzo San Felice) canti raccolti da Renato Morelli (1985 - 1990)
Proprietà supporto originale
Morelli Renato
Note sul contesto
Le numerose lezioni raccolte in Val dei Mòcheni sono sostanzialmente coincidenti sia per quanto riguarda il testo letterario che il rivestimento musicale; non mancano tuttavia alcune microvarianti che è opportuno segnalare. Sebbene la lezione C – Fierozzo S. Felice contenga un numero di strofe inferiore rispetto ad esempio alla lezione B – Palù – che risulta indubbiamente la più completa – presenta tuttavia un incipit che maggiormente si avvicina alle lezioni più antiche documentate dalle raccolte a stampa. A Torino c’è una barbiera trova infatti riscontri con le prime lezioni ottocentesche, fra cui quelle piemontesi raccolte dallo stesso Nigra [p. 223, incipit: An Türin a j’è na franséiza, la fa la barba ai soi amur], quella monferrina del Ferraro [p. 60, incipit: Anti Tirin su j’è d’ina barbèra feiva la barba soi amadur] e infine quella emiliana del Tammi [Iannone 1989, 94, incipit: A Turin gh’è una barbiera cla fa la bärba a j’avantur]. Per quanto riguarda il rivestimento musicale non si segnalano varianti di rilievo nel profilo melodico, ad eccezione della prima battuta della versione D – Frassilongo. La melodia corrisponde alla versione raccolta in Val di Cembra da Zanettin [p. 49] e presenta significative analogie con alcune versioni venete, quali ad esempio quella vicentina raccolta dal Paiola [p. 155], e quelle trevigiane riportate rispettivamente del Zanon [p. 78] e dal Pratella [p. 101], il quale in particolare annota come «la melodia, di aspetto ottocentesco e per coro popolare a due voci, non si allontana dal genere dei canti in coro”. Da segnalare infine l’andamento polivocale della versione B – Palù; la conduzione delle parti, più ricca e articolata rispetto ad altri componimenti, sembrerebbe direttamente proporzionale al grado di popolarità di questo canto.» (Morelli 2006, 245)
Schedatore
Corradini Lorenza
Morelli Renato
Zanolli Silvana
Data di modifica
17/05/2025