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La barbiera francese

Documento n. 1973

Titolo convenzionale

La barbiera Francese (Nigra 33)

Incipit

O o barbiera bella babiera

Idioma

epico-lirico

Modalità esecutiva

Voci miste

Genere

Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra

Argomento / Occasione / Funzione

Narrazione

Media allegati

Audio

Trascrizione musicale

Presentazione

«La barbiera francese è una ballata molto nota. La sua diffusione in tutte le regioni dell’Italia settentrionale è talmente ampia che spesso i ricercatori hanno tralasciato di documentarla dandone per scontata la conoscenza. Così La barbiera paga lo scotto della sua popolarità figurando spesso nelle raccolte a stampa in misura inversamente proporzionale alla sua reale diffusione. È questo probabilmente anche il caso delle raccolte “storiche” trentine, dove La barbiera francese non compare in nessuna pubblicazione ad eccezione di una versione cembrana raccolta nel 1935 da Zanettin (Zanettin 1935, 49). La ‘ritrovata’ raccolta Gartner documenta comunque la presenza di questa ballata (anche se si tratta di un frammento) in Val di Non, raccolta a Coredo nel 1906 (Vinati e Zanolli 2008, n. 267)».
Conati osserva «, che in alcune regioni francesi – come il Delfinato e la Provenza – ma anche in Piemonte, il mestiere di barbiere veniva tradizionalmente esercitato dalle donne (Conati 1976, 85)
Tutte le nostre 15 versioni trentine risultano coincidenti sia per quanto riguarda il testo letterario che il rivestimento musicale, evidenziando quindi un’origine relativamente recente. […]
In effetti La barbiera francese era un canto molto “gettonato”, sicuramente privo di quegli episodi tragici e truculenti che caratterizzano altre celebri ballate, che dunque si prestava bene a momenti conviviali e spensierati, in occasione di ricorrenze o festività; tra l’altro dava spesso la stura anche a qualche commento “trasgressivo” e “licenzioso” legato alle metafore erotiche, più o meno velate, contenute in qualche lezione. Bisogna premettere che «barba» in molte varianti del dialetto trentino è anche un temine “maschile”, associato ad un ragazzo prestante, virile e spesso anche alle sue “doti”. Risulta dunque facile giocare sui doppi sensi». Morelli 2022, 172- 173

Testo desunto

O o barbiera bella barbiera
e voresti farmi
voresti fare la barba a me

O sì sì che te la faria
ma ho paura
ma ho paura del mio marì

El mio marito l’è andato in Francia
e co la speranza
e co la speranza di più ritornar

Oi che ritorna che non ritorna
e sarai sempre
e sarai sempre il mio primo amor

E fratanto che l’acqua la si scaldava
e la barbiera
e la barbiera filava il rasor

Non ho mai visto una barba si dura
non ho mai visto
non ho mai visto una barba così

E la mia barba l’èi riza e bionda
l’èi riza e bionda
l’èi riza e bionda e la fa innamorar

Schema metrico

[P] [t]

Integrità

si

Durata

00:02:32

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

si

Località

Frassilongo (Val dei Mòcheni)

Data

20/12/1990

Luogo ed occasione

Informatore

Rilevatore

Morelli Renato

Fondo / Raccolta

Canti pubblicati nel volume Dame rondini amanti guerrieri (Morelli 2022)

Canti pubblicati nel volume Identità musicale della Val dei Mòcheni (Morelli 1996)

Val dei Mòcheni (Frassilongo) canti raccolti da Renato Morelli (1988 -1991)

Proprietà supporto originale

Renato Morelli

Note sul contesto

Le numerose lezioni raccolte in Val dei Mòcheni sono sostanzialmente coincidenti sia per quanto riguarda il testo letterario che il rivestimento musicale; non mancano tuttavia alcune microvarianti che è opportuno segnalare. Sebbene la lezione C – Fierozzo S. Felice contenga un numero di strofe inferiore rispetto ad esempio alla lezione B – Palù – che risulta indubbiamente la più completa – presenta tuttavia un incipit che maggiormente si avvicina alle lezioni più antiche documentate dalle raccolte a stampa. A Torino c’è una barbiera trova infatti riscontri con le prime lezioni ottocentesche, fra cui quelle piemontesi raccolte dallo stesso Nigra [p. 223, incipit: An Türin a j’è na franséiza, la fa la barba ai soi amur], quella monferrina del Ferraro [p. 60, incipit: Anti Tirin su j’è d’ina barbèra feiva la barba soi amadur] e infine quella emiliana del Tammi [Iannone 1989, 94, incipit: A Turin gh’è una barbiera cla fa la bärba a j’avantur]. Per quanto riguarda il rivestimento musicale non si segnalano varianti di rilievo nel profilo melodico, ad eccezione della prima battuta della versione D – Frassilongo. La melodia corrisponde alla versione raccolta in Val di Cembra da Zanettin [p. 49] e presenta significative analogie con alcune versioni venete, quali ad esempio quella vicentina raccolta dal Paiola [p. 155], e quelle trevigiane riportate rispettivamente del Zanon [p. 78] e dal Pratella [p. 101], il quale in particolare annota come «la melodia, di aspetto ottocentesco e per coro popolare a due voci, non si allontana dal genere dei canti in coro”. Da segnalare infine l’andamento polivocale della versione B – Palù; la conduzione delle parti, più ricca e articolata rispetto ad altri componimenti, sembrerebbe direttamente proporzionale al grado di popolarità di questo canto.» (Morelli 2006, 245)

Schedatura

Schedatore

Corradini Lorenza

Morelli Renato

Zanolli Silvana

Data di modifica

17/05/2025

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