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Titolo convenzionale
La bella al ballo (Nigra 99)
Incipit
O Susana va' ti veste
Idioma
epico-lirico
Modalità esecutiva
Voce femminile
Genere
Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra
Argomento / Occasione / Funzione
Narrazione
Presentazione
«La bella al ballo risulta ampiamente diffusa in tutta l’Italia settentrionale e centrale, con un grande numero di varianti; secondo il Nigra «ha un’indole un po’ artificiale e deve sospettarsi d’origine cittadinesca» (Nigra 1974, 540) […]»
Due i possibili finali, uno tragico con la morte di Susanna e le tracce di sangue per la città, l’altro con la nascita di un bambino dopo nove mesi. «Nelle fonti a stampa trentine sono presenti entrambi questi finali: il tema del bambino nella lezione pubblicata dal Bertagnolli (1910, 19-20), l’uccisione di Susanna nella variante di Chizzola pubblicata dalla Pasetti (1923, 42). Nella lezione pinzolese del Bolognini (1882-92, 183) compare un ulteriore finale, inedito, di tipo didascalico-moralistico, con il motivo della resa incondizionata da parte di Susanna: «La ghe dice: caro padre | no me lascio più basar».
Nelle nostre dieci varianti trentine il tema del bambino si è perso totalmente, mentre quello più antico della tragica uccisione di Susanna si è conservato in tre versioni: B – Frassilongo («Suo padre alzò la spada | e la testa gli ha taglia’»), D – Faedo («E lui tira for la spada | e la testa ‘l g’ha taglia’»), F – Ronco («Prese ‘l coltel da tavola | e la testa li tagliò»).
Per quanto riguarda l’incipit, emergono sostanzialmente due tipologie:
1 – incipit: «Susanna (o Nineta, Teresina) va ti vesti»
2 – incipit: «Sulla cima di quel monte» [versione di Faver e Praso] […]
I profili melodici invece cambiano sostanzialmente: un solo prototipo melodico accomuna tre versioni (E – Faver, H – Condino, I – Praso) mentre tutte le altre presentano un proprio profilo melodico originale. […]
Un’altra considerazione riguarda infine i refrain nonsense presenti nella C – Campitello («pala di rose, rose di fior») e nella B – Frassilongo («la rì la rà»). Per quanto riguarda infatti il rivestimento musicale di questa ballata, il Cornoldi sostiene l’ipotesi di una sua antica origine proprio in considerazione dell’estrema varietà dei refrain e soprattutto delle musiche che si accompagnano al testo. […] Questa varietà sarebbe motivata dall’uso funzionale di tipo coreutico che caratterizzava il componimento; si tratterebbe in sostanza di una vera e propria canzone “a ballo”, di origine strumentale, o per lo meno vocale-strumentale: «Susanna deve essere stata una delle canzoni a ballo più in voga e più diffuse nell’Italia settentrionale anche se rimane incomprensibile come non esista (fra le trascrizioni e raccolte a noi note) nessun ballo popolare di questo nome, né si sia rintracciata una sola versione che ne indicasse chiaramente la funzione coreutica» (Cornoldi 1968, 279).
Morelli 2022, 341-342
Testo desunto
O Susana va’ ti veste
che al balo te voi menar (x2)
Quando è stato mézo al ballo
e nessuni lo fa ballar (x2)
Salta fora fiol del conte
e tre giri ghe li fa far (x2)
A balando todeschina
un bacino ghe l’han dona’ (x2)
E nesuni se g’ha nascosto
solo la mete del suo papà (x2)
E la chiama per bel nome
o Susana vèi mò qua (x2)
E la prende per la man zanca
e a casa la vol menar (x2)
No no casa mi no voi végner
che mi voglio star balàr (x2)
E gnanca rosa mèzo ai spini
no ha perso ‘l sò odor (x2)
e gnanca mi per un bacino
no ha perso ‘l mè onor (x2)
E gnanca rosa mèzo ai spini
no ha perso ‘l sò odor
e gnanca Susana per un bacino
no ha perso ‘l sò onor
Schema metrico
[P] [t] (rip)
Integrità
si
Durata
00:02:15
Note sul documento
«La versione indubbiamente più interessante rimane comunque quella di Stivor, per diversi aspetti, a partire da quello linguistico (uso dell’antico dialetto valsuganotto, come ad esempio «la prende per la man zanca»), coreutico (riferimento al ballo della «todeschina» ormai sparito da tempo) e ovviamente musicale, con un peculiare profilo melodico ed una originale conduzione del canto che non trova altri riscontri: le prime nove strofe vengono eseguite in forma monodica da una sola canterina, mentre la decoma strofa con la “morale” finale («E gnanca rosa mèzo ai spini | no ha perso ‘l so odor, e gnanca Susana per un bacino | no ha perso ‘l sò onor») viene cantata da tutto il coro, in versione polivocale, per terze parallele».
Morelli 2022, 341-342
In funzione
si
Località
Štivor (Bosnia - Erzegovina)
Data
01/01/1973
Luogo ed occasione
Informatore
Gruppo di informatori incontrati a Stivor da Sanga Glauco e Sordi Italo
Rilevatore
Rosalio Maria Rosa
Sanga Glauco
Sordi Italo
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel volume Dame rondini amanti guerrieri (Morelli 2022)
Stivor canti raccolti da Italo Sordi e Glauco Sanga (1973)
Proprietà supporto originale
Renato Morelli
Note sul contesto
Schedatore
Corradini Lorenza
Morelli Renato
Zanolli Silvana
Data di modifica
26/06/2025