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La bella al ballo

Documento n. 2028

Titolo convenzionale

La bella al ballo (Nigra 99)

Incipit

O Susana va' ti veste

Idioma

epico-lirico

Modalità esecutiva

Voce femminile

Genere

Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra

Argomento / Occasione / Funzione

Narrazione

Media allegati

Audio

Trascrizione musicale

Presentazione

«La bella al ballo risulta ampiamente diffusa in tutta l’Italia settentrionale e centrale, con un grande numero di varianti; secondo il Nigra «ha un’indole un po’ artificiale e deve sospettarsi d’origine cittadinesca» (Nigra 1974, 540) […]»
Due i possibili finali, uno tragico con la morte di Susanna e le tracce di sangue per la città, l’altro con la nascita di un bambino dopo nove mesi. «Nelle fonti a stampa trentine sono presenti entrambi questi finali: il tema del bambino nella lezione pubblicata dal Bertagnolli (1910, 19-20), l’uccisione di Susanna nella variante di Chizzola pubblicata dalla Pasetti (1923, 42). Nella lezione pinzolese del Bolognini (1882-92, 183) compare un ulteriore finale, inedito, di tipo didascalico-moralistico, con il motivo della resa incondizionata da parte di Susanna: «La ghe dice: caro padre | no me lascio più basar».
Nelle nostre dieci varianti trentine il tema del bambino si è perso totalmente, mentre quello più antico della tragica uccisione di Susanna si è conservato in tre versioni: B – Frassilongo («Suo padre alzò la spada | e la testa gli ha taglia’»), D – Faedo («E lui tira for la spada | e la testa ‘l g’ha taglia’»), F – Ronco («Prese ‘l coltel da tavola | e la testa li tagliò»).
Per quanto riguarda l’incipit, emergono sostanzialmente due tipologie:
1 – incipit: «Susanna (o Nineta, Teresina) va ti vesti»
2 – incipit: «Sulla cima di quel monte» [versione di Faver e Praso] […]
I profili melodici invece cambiano sostanzialmente: un solo prototipo melodico accomuna tre versioni (E – Faver, H – Condino, I – Praso) mentre tutte le altre presentano un proprio profilo melodico originale. […]
Un’altra considerazione riguarda infine i refrain nonsense presenti nella C – Campitello («pala di rose, rose di fior») e nella B – Frassilongo («la rì la rà»). Per quanto riguarda infatti il rivestimento musicale di questa ballata, il Cornoldi sostiene l’ipotesi di una sua antica origine proprio in considerazione dell’estrema varietà dei refrain e soprattutto delle musiche che si accompagnano al testo. […] Questa varietà sarebbe motivata dall’uso funzionale di tipo coreutico che caratterizzava il componimento; si tratterebbe in sostanza di una vera e propria canzone “a ballo”, di origine strumentale, o per lo meno vocale-strumentale: «Susanna deve essere stata una delle canzoni a ballo più in voga e più diffuse nell’Italia settentrionale anche se rimane incomprensibile come non esista (fra le trascrizioni e raccolte a noi note) nessun ballo popolare di questo nome, né si sia rintracciata una sola versione che ne indicasse chiaramente la funzione coreutica» (Cornoldi 1968, 279).
Morelli 2022, 341-342

Testo desunto

O Susana va’ ti veste
che al balo te voi menar (x2)

Quando è stato mézo al ballo
e nessuni lo fa ballar (x2)

Salta fora fiol del conte
e tre giri ghe li fa far (x2)

A balando todeschina
un bacino ghe l’han dona’ (x2)

E nesuni se g’ha nascosto
solo la mete del suo papà (x2)

E la chiama per bel nome
o Susana vèi mò qua (x2)

E la prende per la man zanca
e a casa la vol menar (x2)

No no casa mi no voi végner
che mi voglio star balàr (x2)

E gnanca rosa mèzo ai spini
no ha perso ‘l sò odor (x2)

e gnanca mi per un bacino
no ha perso ‘l mè onor (x2)

E gnanca rosa mèzo ai spini
no ha perso ‘l sò odor
e gnanca Susana per un bacino
no ha perso ‘l sò onor

Schema metrico

[P] [t] (rip)

Integrità

si

Durata

00:02:15

Note sul documento

«La versione indubbiamente più interessante rimane comunque quella di Stivor, per diversi aspetti, a partire da quello linguistico (uso dell’antico dialetto valsuganotto, come ad esempio «la prende per la man zanca»), coreutico (riferimento al ballo della «todeschina» ormai sparito da tempo) e ovviamente musicale, con un peculiare profilo melodico ed una originale conduzione del canto che non trova altri riscontri: le prime nove strofe vengono eseguite in forma monodica da una sola canterina, mentre la decoma strofa con la “morale” finale («E gnanca rosa mèzo ai spini | no ha perso ‘l so odor, e gnanca Susana per un bacino | no ha perso ‘l sò onor») viene cantata da tutto il coro, in versione polivocale, per terze parallele».
Morelli 2022, 341-342

Rilevazione

In funzione

si

Località

Štivor (Bosnia - Erzegovina)

Data

01/01/1973

Luogo ed occasione

Informatore

Gruppo di informatori incontrati a Stivor da Sanga Glauco e Sordi Italo

Rilevatore

Rosalio Maria Rosa

Sanga Glauco

Sordi Italo

Fondo / Raccolta

Canti pubblicati nel volume Dame rondini amanti guerrieri (Morelli 2022)

Stivor canti raccolti da Italo Sordi e Glauco Sanga (1973)

Proprietà supporto originale

Renato Morelli

Note sul contesto

Schedatura

Schedatore

Corradini Lorenza

Morelli Renato

Zanolli Silvana

Data di modifica

26/06/2025

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