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Titolo convenzionale
La montanara
Incipit
Là su per le montagne
Idioma
italiano
Modalità esecutiva
Voci maschili
Genere
Autorale
Argomento / Occasione / Funzione
Ambiente. Inno
Audio
Presentazione
Canzone composta nel 1927 e presto diventata l’inno internazionale della montagna. L’origine del canto, forse leggendaria, vuole che nell’alta valle di Lanzo, in provincia di Torino, l’alpinista Toni Ortelli abbia sentito un pastore cantare una melodia che lo colpì in modo particolare e che ripeté fino a che lui non la imparò. Ricordando la scomparsa dell’amico Emilio Bich, guida alpina valdostana precipitata dal Monte Rosa il 4 agosto dello stesso anno, Ortelli compose il testo da sottoporre alla melodia. Di seguito insegnò la canzone a Bepi Ranzi e Leo Saiser, due studenti universitari trentini che frequentavano il Politecnico di Torino e che cantavano nel coro della S.O.S.A.T. (Sezione Operaia Soc. Alpinisti Tridentini) nato nel 1926, i quali la cantarono agli altri coristi. Nino Peterlongo, fondatore e presidente della Sezione Operaia, richiese a Toni Ortelli la partitura e la canzone entrò nel repertorio del coro. Successivamente l’autore trentino Luigi Pigarelli l’armonizzò aggiungendo la parte conclusiva da lui stesso ideata e ispirata alla leggenda di Soreghina. La prima esecuzione pubblica del canto risale al 7 aprile 1929 e venne effettuata dal coro della S.O.S.A.T. a Roma per l’E.I.A.R. (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche). Nel 1930, per iniziativa della S.O.S.A.T., la canzone venne edita come “Canto dei monti trentini”. Nel 1933 fu incisa per la prima volta su disco a 78 giri per “La Voce del Padrone – Columbia – Marconphone”. Nel corso degli anni furono fatte diverse armonizzazioni della canzone per vari strumenti e persino per grande orchestra; il testo è stato tradotto in 148 lingue. La leggenda di Soreghina racconta di una principessa che traeva energia e vita dal sole suo padre, mentre di notte si immergeva in un sonno profondo. Un giorno s’imbattè in Ey de Net (Occhio di Notte), guerriero dei Duranni, che caduto da una rupe aveva perso i sensi. Soreghina lo curò e, una volta guarito, abitò con lui nella Valle di Fassa. La lieta storia ebbe fine quando Soreghina sentì Ey de Net raccontare ad un suo amico guerriero venuto a trovarlo, di essere ancora affascinato dalla bella Dolasilla, principessa guerriera dalla quale aveva dovuto allontanarsi. La rivelazione stroncò l’animo di Soreghina che finì per morire tra le sue braccia [Wolf 1987].
Testo desunto
Là su per le montagne
tra boschi e valli d’or
fra l’aspre rupi echeggia
un cantico d’amor
la su per le montagne
tra boschi e valli d’or
tra l’aspre rupi echeggia
un cantico d’amor
La montanara ué
si sente cantare
cantiam la montanara
e chi non la sa
la montanara ué
si sente cantare
cantiam la montanara
e chi non la sa
Là su sui monti
tra dai rivi d’argento
una capanna
cosparsa di fior
era la piccola
dolce dimora
di Soreghina
la figlia del sol
la figlia del sol
Schema metrico
A7 b7 C7 D7 (rit.)
Integrità
si
Durata
00:03:06
Note sul documento
In funzione
si
Località
Faedo
Data
05/01/2004
Luogo ed occasione
Canta della Stella.
Informatore
***************
Rilevatore
Kostner Barbara
Vinati Paolo
Fondo / Raccolta
UNITN ricerca in Trentino, direzione Ignazio Machiarella (2003-2004)
Faedo canti raccolti da Barbara Kostner e Paolo Vinati (2004)
Proprietà supporto originale
MUCGT
Note sul contesto
Schedatore
Grillo Chiara
Zanolli Silvana
Data di modifica
05/02/2025