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La pesca dell’anello

Documento n. 684

Titolo convenzionale

La pesca dell'anello (Nigra 66)

Incipit

La bella monta in barca gigugìn

Idioma

epico-lirico

Modalità esecutiva

Voci maschili

Genere

Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra

Argomento / Occasione / Funzione

Narrazione

Media allegati

Audio

Presentazione

Canto narrativo tra i più diffusi in Italia, soprattutto in area centro-settentrionale. Il tema della pesca dell’anello caduto in acqua dalla mano di una ragazza ha dato luogo a innumerevoli varianti testuali e musicali. Costantino Nigra (n. 66) distingue la serie lieta delle barcarole italiane dalla serie dolente delle barcarole francesi. Nella prima l’anello viene ripescato dal marinaio (o pescatore) che chiederà in cambio un bacio alla donna; nella seconda il pescatore annega nel mare. Quest’ultima forma presenta un’analogia tematica con la leggenda dell’uomo-pesce, diffusa nell’Italia meridionale anche con il nome di Nicola-Pesce detto Cola-Pesce. La leggenda narra infatti la morte in mare dell’uomo-pesce dopo essersi tuffato per riportare al re Federico II di Sicilia una coppa d’oro, o in altri casi una palla di cannone. L’analogia tra le due tematiche dimostrerebbe secondo alcuni autori l’origine italiana del canto [Nigra 1888].

Testo desunto

La bella monta in barca gigugìn
la bella monta in barca la bella
simurai contrai semerai gigugìn dai dai
la bella monta in barca
e comincia a navigar

A navigar sul mare gigugìn
a navigar sul mare la bella
simurai contrai semerai gigugìn dai dai
a navigar sul mare
la bella e l’è cascà

Ohi pescator del mare gigugìn
ohi pescator del mare la bella
simurai contrai semerai gigugìn dai dai
ohi pescator del mare
pescatemi l’anel

Sì sì che te lo pesco gigugìn
sì sì che te lo pesco la bella
simurai contrai semerai gigugìn dai dai
sì sì che te lo pesco
ma vòi esser bèn pagà

Ti do trecento scudi gigugìn
ti do trecento scudi la bella
simurai contrai semerai gigugìn dai dai
ti do trecento scudi
e la borsa ricamà

Io no vòi trecento scudi gigugìn
io no vòi trecento scudi la bella
simurai contrai semerai gigugìn dai dai
io no vòi trecento scudi
e la borsa ricamà

Solo un bacin d’amore gigugìn
solo un bacin d’amore la bella
simurai contrai semerai gigugìn dai dai
solo un bacin d’amore
con quel serò pagà

Cosa dirà la gente gigugìn
cosa dirà la gente la bella
simurai contrai semerai gigugìn dai dai
cosa dirà la gente
perché siam da maritàr

La gente no dis niente gigugìn
la gente no dis niente la bella
simurai contrai semerai gigugìn dai dai
la gente no dis niente
perché siamo marità

Poi dopo maritati gigugìn
poi dopo maritati la bella
simurai contrai semerai gigugìn dai dai
poi dopo maritati
gavén altro da pensàr

Un pòpo rént la cuna gigugìn
un pòpo rént la cuna la bella
simurai contrai semerai gigugìn dai dai
un pòpo rént la cuna
e le braghe a taconàr

Schema metrico

[P] (ins.) [t]

Integrità

si

Durata

00:05:06

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

no

Località

Fierozzo San Francesco (Val dei Mòcheni)

Data

18/05/1969

Luogo ed occasione

Informatore

Sconosciuto

Rilevatore

Facchini Carla

Carpitella Diego

Lottersberger Federico

Fondo / Raccolta

Val dei Mòcheni canti raccolti da Carla Facchini, Diego Carpitella, Federico Lottesberger (1969)

Proprietà supporto originale

Federico Lottersberger

Note sul contesto

La ricerca è stata effettuate nell’ambito di un seminario d’introduzione all’etnomusicologia tenuto da Diego Carpitella presso l’Università di Trento, all’epoca Scuola Superiore di Scienze Sociali. Sulla ricerca è stato pubblicato il saggio “La ricerca etnomusicologica come mezzo di identificazione socio-culturale”, a cura di D. Carpitella, M. Cagnoli, C. Facchin, F. Lottersberger, in “Musica e tradizione orale”, D. Carpitella, Flaccovio, Palermo 1973.

Schedatura

Schedatore

Grillo Chiara

Zanolli Silvana

Data di modifica

12/07/2007

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