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La rondine importuna

Documento n. 1880

Titolo convenzionale

La rondine importuna (Nigra 64)

Incipit

Dove èla la ro la romagnola

Idioma

epico-lirico

Modalità esecutiva

Voci femminili

Genere

Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra

Argomento / Occasione / Funzione

Narrazione

Media allegati

Audio

Trascrizione musicale

Presentazione

«La rondine importuna è ampiamente documentata nelle raccolte a stampa di tutta la penisola, e sembrerebbe quasi certamente di origine italiana, con ascendenze anteriori al secolo XV [Leydi 1995, 176]. Lo stesso Nigra, evidenziando che al motivo di questo canto potrebbe essersi ispirato Shakespeare per la tragedia di Romeo e Giulietta, annota: «La canzone italiana o è nata nell’Italia centrale, o se nacque nell’alta Italia, vi ebbe un’origine più o meno letteraria. Essa ha poco o punto le forme dialettali caratteristiche gallo-italiche, e gli emistichi, contrariamente all’indole e all’uso dei dialetti dell’Italia superiore, invece di alternare le terminazioni piane colle tronche, escono tutte in desinenze parossitone, come i canti dell’Italia media e meridionale e della Sicilia. Anche altri indizi accennano a origine artificiosa, o almeno cittadinesca» [Nigra 1974, 402]. Le tre lezioni mòchene sembrerebbero confermare l’analisi del Nigra: la metrica infatti non è chiaramente determinabile dal momento che gli emistichi sono tutti a desinenza parossitona, e quindi lo stesso metro epico-lirico risulta compromesso, quantomeno nell’alternanza pianotronca.» (Morelli 2006, 270)

Testo desunto

Dove èla la ro la romagnola
dove èla la ro la romagnola
l’èi là trave traverso il letto
che la dormiva sola
l’èi là trave traverso il letto
che la dormiva sola

E a baciarla la si la si svegliava
e a baciarla la si la si svegliava
mama chi è quel traditore
che vien baciarmi a leto
mama chi è quel traditore
che vien baciarmi a leto

Io non son di un tra di un traditore
io non son di un tra di un traditore
ma son quel gio quel giovanoto
che tanto amor ti porta
ma son quel gio quel giovanoto
che tanto amor ti porta

Mama mia mene meneme in chiesa
mama mia mene meneme in chiesa
che voglio far ’na confessione
di tutti i miei pecati
che voglio far ’na confessione
di tutti i miei pecati

Con la bocca dirò dirò i pecati
con la bocca dirò dirò i pecati
ma e con gli occhi bassi bassi
col cuor farò l’amore
ma e con gli occhi bassi bassi
col cuor farò l’amore

Con la bocca dirò dirò i pecati
con la bocca dirò dirò i pecati
ma e con gli occhi bassi bassi
col cuor farò l’amore
ma e con gli occhi bassi bassi
col cuor farò l’amore

Schema metrico

Integrità

no

Durata

00:04:14

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

si

Località

Fierozzo San Felice (Val dei Mòcheni)

Data

21/05/1988

Luogo ed occasione

Informatore

1. Gozzer Maria in Moltrer (1928), 2. Gozzer Rosina in Rodler (1930), 3. Oberosler Emma in Battisti (1941)

Rilevatore

Morelli Renato

Fondo / Raccolta

Canti pubblicati nel volume Dame rondini amanti guerrieri (Morelli 2022)

Canti pubblicati nel volume Identità musicale della Val dei Mòcheni (Morelli 1996)

Val dei Mòcheni (Fierozzo San Felice) canti raccolti da Renato Morelli (1985 - 1990)

Proprietà supporto originale

Morelli Renato

Note sul contesto

«La seconda lezione B – S. Felice, con incipit Dove èla la romagnola, risulta invece priva di raffronti con le varianti trentine, presentando però significative analogie con un gruppo di lezioni venete. In questo caso le coincidenze riguardano sia il motivo melodico che il testo letterario; la protagonista è una romagnola che dopo la visita furtiva dell’amante, chiede alla madre di essere condotta in chiesa per una confessione, peraltro poco convinta. Le concordanze sono particolarmente evidenti con la versione trevigiana raccolta dallo Zanon [p. 20, incipit: E in dov’ela la Romagnola], vicentina del Paiola [p. 168, incipit: E dov’è la Romagnola], chioggiotta del Tesserin [ p. 208, incipit: Dove zela la romagnola] e polesana del Cornoldi [p. 265, incipit: In dov’èla la romagnola? in dov’èla la romagnola?]. La lezione B – S. Felice è conosciuta esclusivamente dalle due anziane sorelle Gozzer, e potrebbe effettivamente essere arrivata in Val dei Mòcheni attraverso i pastori, reduci dalle transumanze nelle pianure venete, dove questa versione registra la sua area di maggior diffusione.» (Morelli 2006, 270)

Schedatura

Schedatore

Corradini Lorenza

Morelli Renato

Zanolli Silvana

Data di modifica

09/01/2026

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