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Titolo convenzionale
La rondine importuna (Nigra 64)
Incipit
Bepìn Bepìn và in càmera
Idioma
epico-lirico
Modalità esecutiva
Voci femminili
Genere
Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra
Argomento / Occasione / Funzione
Narrazione
Presentazione
Canto narrativo diffuso nel Trentino con il titolo “Tonìn va in camera” o “Bepìn va in camera”, nell’Italia centro-settentrionale e in alcune regioni meridionali. Molti punti di contatto sono stati riscontrati con la “Napoletana” pubblicata da Giosuè Carducci nel Codice magliabechiano 1040, cl. VII, c. 55v° [Leydi 1973]. Secondo Costantino Nigra (n. 64) il canto ha origine italiana, presumibilmente del centro-sud del Paese. Le desinenze parossitone dei versi, infatti, sono piuttosto insolite nella tradizione settentrionale. Il fatto poi che sia una rondine ad annunciare l’alba anziché l’allodola, gli fa ipotizzare un’origine cittadine [Nigra 1888]. Nel testo il protagonista (Tonìn o Bepìn) va una notte di sorpresa a casa dell’amata e vi rimane fino a che la rondine non arriva col suo canto ad annunciare il giorno. Alcune versioni si concludono con la rabbia e la disperazione della ragazza per essere stata “amata” prematuramente. Una variante del canto documentata a Ravina (Trento) intitolata “E ‘l Tonelìn va in camera” è presente nel volume “Canti popolari trentini” di Coronato Pergolesi (1892); Pergolesi riporta il testo della prima strofa e la partitura per pianoforte. Sul volume “Canti popolari trentini” raccolti da Silvio Pedrotti, edito dalla Provincia Autonoma di Trento nel 1976, sono presenti due versioni (testi e musica), la prima intitolata “Bepìn va in camera”, documentata a Telve Valsugana nel 1960 e la seconda intitolata “Tonin va in camera”, raccolta a Piazzo (Villa Lagarina) nel 1970.
Testo desunto
Bepìn Bepìn và in càmera
va in càmera a dormire
dentro c’è la sua bèla
che la dormiva sóla
dentro c’è la sua bèla
che la dormiva sóla
Bepìn le dona un bacio
non ha sentito niente
Bepìn le dona un altro
oimè che son tradita
Bepìn le dona un altro
oimè che son tradita
No no non sei tradita
non son un traditore
io son quel giovanòto
che tanto amor ti porta
io son quel giovanòto
che tanto amor ti porta
Se sei quel giovanotto
vieni da questa banda
farem l’amore assieme
finché la rondine canta
farem l’amore assieme
finché la rondine canta
O rondinella bella
o falsa ingannatóra
tu m’ài cantà stanòte
prima della tua ora
tu m’ài cantà stanòte
prima della tua ora
O rondinella bella
o falsa ingannatrice
tu m’ài cantà stanòte
tu m’ài rendù infelice
tu m’ài cantà stanòte
tu m’ài rendù infelice
Schema metrico
[P] [P] [P] [P] (rip)
Integrità
si
Durata
00:03:29
Note sul documento
In funzione
no
Località
Palù (Val dei Mòcheni)
Data
08/05/1988
Luogo ed occasione
Informatore
1. Pallaoro Maria Rosa in Toller (1941), 2. Zoro Ernesta in Toller (1941), 3. Toller Maria (1936), 4. Oberosler Rosina in Battisti (1922), 5. Petri Alda in Jobstraibizer (1937)
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel volume Dame rondini amanti guerrieri (Morelli 2022)
Canti pubblicati nel volume Identità musicale della Val dei Mòcheni (Morelli 1996)
Val dei Mòcheni (Palù) canti raccolti da Renato Morelli (1985 -1990)
Proprietà supporto originale
Morelli Renato
Note sul contesto
In effetti La rondine importuna è uno dei pochi testi popolari italiani che potrebbe derivare da una fonte a stampa; in questo caso si tratterebbe di uno strambotto del ’400 trovato da Giosuè Carducci nel codice magliabechiano strozziano 1040, cl.VII [Carducci 1871, 57]. I punti di contatto fra lo strambotto e la nostra ballata sono stati segnalati dalla Pasetti [1923, 13], dal Santoli [1979, 30], dal Leydi [1973, 241]. In Val dei Mòcheni La rondine importuna è conosciuta in due versioni:
1) A – Palù e C – Frassilongo
2) B – Fierozzo S. Felice
La prima versione con l’incipit Bepin Bepin va in camera coincide sostanzialmente con la lezione di Chizzola analizzata dalla Pasetti e con le altre numerose versioni trentine riportate praticamente in tutte le raccolte a stampa a partire dal Pargolesi [1892] e dal Bertagnolli [1910-1911] fino a Zanettin [1967], Pedrotti [1976], etc.; numerosi i riferimenti anche con la letteratura etnomusicologica italiana più in generale. Anche dal punto di vista musicale le due varianti mòchene A e C, risultano sostanzialmente coincidenti, pur con qualche microvariante soprattutto nella conduzione delle parti. Nella versione di Cembra questa stessa melodia viene adottata anche per un altro testo: Annetta alla finestra [Zanettin 1967, 24].» (Morelli 2006, 270)
Schedatore
Grillo Chiara
Trentini Michele
Zanolli Silvana
Data di modifica
17/05/2025