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Titolo convenzionale
La sorella vendicata (Nigra 2)
Incipit
Su la riva del mar ghè su na casa bella
Idioma
epico-lirico
Modalità esecutiva
Voci femminili
Genere
Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra
Argomento / Occasione / Funzione
Narrazione
Presentazione
«A parte le lezioni ottocentesche piemontesi emiliane veneziane e chioggiotte raccolte rispettivamente dal Nigra [pp. 35-47], Ferraro [p. 71- 306], Bernoni [n. 69], Dalmedico [n. 6], Garlato [p. 397], ulteriori successive segnalazioni di questa ballata risulterebbero scarsissime, se non del tutto assenti. Le due varianti registrate a Fierozzo S. Felice e a Frassilongo si configurano dunque come documenti particolarmente significativi, dal momento che La Sorella vendicata sembrerebbe nel frattempo scomparsa dai repertori dell’Italia settentrionale; in particolare non viene riportata in nessuna raccolta a stampa trentina. Costantino Nigra individua per questa canzone una inequivocabile origine provenzale; analizzando alcune lezioni provenzali e linguadochesi raccolte e pubblicate in precedenza, concorda sostanzialmente con l’ipotesi di Cayx de Marvejols, che battezzò questo canto con il nome di Clotilde, ravvisandovi la vicenda della franca principessa, figlia di Clodoveo e moglie di Amalarico, re visigoto della Settimania [Nigra 1974, 39]. Seguace dell’eresia ariana, dopo aver tentato di rimuovere la sposa dalla religione cattolica, Amalarico iniziò a maltrattarla e a batterla. Childeberto, figlio e successore di Clodoveo, vendicò la sorella, mobilitando il suo esercito, sconfiggendo e uccidendo Amalarico. Le due lezioni mòchene di questa ballata, pur risultando particolarmente integre, mancano tuttavia dell’episodio finale: l’arrivo dei fratelli, la fuga del marito, il difficile riconoscimento della sorella scambiata per serva, il ritrovamento e l’uccisione del marito.». (Morelli 2006,206)
Testo desunto
Su la riva del mar ghè su na casa bella
con dentro tre fratelli e una sorella
Uno di questi tre diceva maritarla
ma sul fior no no piutòst negarla
Ghe la darém ai cónti o ai baróni
in mezzo al mondo al fiól dela regina
El fiól dela regina l’à sposada
tre ore ala notte la batéva
O marito mio perché mi batti tanto
è forse perché a te non ti son bella
È ben perché che a me sei tanto bella
che i conti e i baroni vuol far guerra
O marito mio seréme in camerella
portame pan e acqua serenella
Portame pan e acqua serenella
finché le mie bellezze casca en tèra
O marito mio àprime la finestrella
ch’io possa rimirar la rondinella
O rondinella bella che trapassi il mare
prendi sta letterina sulle ale
Prendi sta letterina sulle ale
portala ai miei fratelli al di là del mare
No dàrghela né al primo né al secóndo
dàghela al mezanèl al fiór del móndo
Intanto che il mezzanello la leggeva
i altri due fratelli i la piangeva
O fratelli miei meté il caval in sella
che andiamo a trovar la nostra sorella
O sorella mia rispondimi una volta
e dimmi se sei viva o se sei morta
O fratelli miei meté i cavalli in via
e nel partir di qua (qui) ditemi un’Ave Maria
Schema metrico
[P] [P]
Integrità
si
Durata
00:03:10
Note sul documento
Il secondo audio fa parte del CD allegato al volume “Identita musicale della val dei Mòcheni”, Morelli 1996
In funzione
no
Località
Fierozzo San Felice (Val dei Mòcheni)
Data
21/05/1988
Luogo ed occasione
Informatore
Gozzer Maria in Molter, Gozzer Rosina in Rodler
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel CD “Identità musicale della Val dei Mòcheni” (Morelli 1996)
Canti pubblicati nel volume Dame rondini amanti guerrieri (Morelli 2022)
Canti pubblicati nel volume Identità musicale della Val dei Mòcheni (Morelli 1996)
Val dei Mòcheni (Fierozzo San Felice) canti raccolti da Renato Morelli (1985 - 1990)
Proprietà supporto originale
Morelli Renato
Note sul contesto
«Va comunque evidenziato come la versione A – S. Felice (sicuramente la più completa) sia conosciuta esclusivamente dalle due anziane sorelle Gozzer; le altre informatrici che partecipavano alla seduta di registrazione, non solo non conoscevano, ma nemmeno avevano mai sentito questo canto. Analogamente, anche la versione B di Frassilongo è conosciuta e viene eseguita solamente dalle due sorelle Eccel. Dal puntodi vista musicale, le due versioni mòchene, pur essendo basate sullo stesso profilo melodico, presentano tuttavia alcune microvarianti non secondarie, specialmente in chiusura di frase. Diverso anche l’impianto polivocale; nella versione A – S. Felice l’intervento della seconda voce, per terze parallele, è circoscritto alle sole due ultime battute di ogni strofa, mentre la versione B – Frassilongo viene eseguita all’unisono. Dal punto di vista metrico infine, entrambe le lezioni si collocano in un ambito non chiaramente de finibile; è infatti assente il verso epico-lirico con l’alternanza degli emistichi piano-tronchi, come nella maggioranza delle altre ballate trentine, piemontesi, lombarde ed emiliane, mentre si osserva una prevalenza dell’endecasillabo, peraltro irregolare, che sembrerebbe caratterizzare invece alcune ballate di area veneta e soprattutto romagnola [Pergoli 1894].».(Morelli 2006, 206)
Schedatore
Corradini Lorenza
Grillo Chiara
Morelli Renato
Trentini Michele
Zanolli Silvana
Data di modifica
17/05/2025