Documento n. 744

Titolo convenzionale

Stella alpina

Incipit

L'ho conosciuta lassù in montagna

Idioma

italiano

Modalità esecutiva

Voci maschili

Genere

Autorale

Argomento / Occasione / Funzione

Amore

Media allegati

Audio

Presentazione

Canzone intitolata “Stella alpina”, diffusa dalle cassette di bancarella, attribuita per il testo a Linuccelli e per la musica a Anoub. La canzone è entrata a far parte del repertorio dei gruppi di ballo liscio e la sua larga diffusione si deve alle audiocassette e alle trasmissioni di emittenti radiofoniche locali. Nel testo, nel quale ricorrono luoghi comuni presenti in questo genere di canzoni, vi è il racconto dell’incontro dell’amata tra le montagne. Il fiore da lei preferito: la stella alpina. Nella parte finale – qui non cantata – l’amata cade e muore; viene seppellita tra le sue montagne e il fidanzato ogni giorno si reca sulla tomba per omaggiarla con fiori.

Testo desunto

L’ ho conosciuta lassù in montagna
a primavera in mezzo ai fiori
ci siam guardati ci siam piaciuti
e poco dopo era nato il nostro amor

Capelli biondi occhi neri boccuccia di rosa
la mia morosa mi faceva incantare
capelli biondi occhi neri boccuccia di rosa
la mia morosa mi faceva incantar

Amava i fiori della montagna
ma preferiva le stelle alpine
tutte le sere si andava assieme
per le montagne a cogliere quei bei fior

Capelli biondi occhi neri e boccuccia di rosa
la mia morosa mi faceva incantare
capelli biondi occhi neri e boccuccia di rosa
la mia morosa mi faceva incantar

Schema metrico

A10 B10 C10 d11 - A14 b12 (A14) (b12)

Integrità

si

Durata

00:02:05

Note sul documento

Esecuzione con accompagnamento di fisarmonica

Rilevazione

In funzione

si

Località

Grumes

Data

03/03/2007

Luogo ed occasione

Altura sovrastante il paese, in occasione del Tratto marzo.

Informatore

***************

Rilevatore

Mott Antonella

Trentini Michele

Fondo / Raccolta

MUCGT - ricerca in Trentino (2004-2007)

Proprietà supporto originale

MUCGT

Note sul contesto

Sono presenti solo maschi, alcuni dei quali portano il cappello da coscritto. Alcuni canti tradizionali accompagnati da una fisarmonica vengono intonati al termine dell’esecuzione del “Trato marzo”. Nel corso delle pause i ragazzi bevono vin brulè e assaggiano lucanica e formaggio. Per effettuare le videoriprese si è reso necessario l’utilizzo di un faretto portatile alimentato a batteria. Il “Trato marzo” è un rito tradizionale un tempo diffuso in tutto il Trentino e presente con varianti significative in tutto l’arco alpino. Tale rito si ricollega alle feste celebrate nell’antica Roma alle calende di marzo, mese che apriva l’anno romano. Le prime tre sere di marzo, o le ultime due sere di febbraio e la prima di marzo, i ragazzi si riuniscono nelle alture sovrastanti i paesi e lanciano motti scherzosi ed epiteti relativi ad accoppiamenti tra gli abitanti del paese. Ogni serata si differenzia generalmente per la tipologia degli accoppiamenti, che possono essere inverosimili, possibili o presunti. Tradizionalmente i protagonisti sono i coscritti dell’anno, i giovani giunti alla maggiore età, per i quali il “Trato marzo” si configura come una sorta di rito di passaggio.

Schedatura

Schedatore

Vinati Paolo

Zanolli Silvana

Data di modifica

19/09/2007

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