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Titolo convenzionale
Stella alpina
Incipit
L'ho conosciuta lassù in montagna
Idioma
italiano
Modalità esecutiva
Voci maschili
Genere
Autorale
Argomento / Occasione / Funzione
Amore
Audio
Presentazione
Canzone intitolata “Stella alpina”, diffusa dalle cassette di bancarella, attribuita per il testo a Linuccelli e per la musica a Anoub. La canzone è entrata a far parte del repertorio dei gruppi di ballo liscio e la sua larga diffusione si deve alle audiocassette e alle trasmissioni di emittenti radiofoniche locali. Nel testo, nel quale ricorrono luoghi comuni presenti in questo genere di canzoni, vi è il racconto dell’incontro dell’amata tra le montagne. Il fiore da lei preferito: la stella alpina. Nella parte finale – qui non cantata – l’amata cade e muore; viene seppellita tra le sue montagne e il fidanzato ogni giorno si reca sulla tomba per omaggiarla con fiori.
Testo desunto
L’ ho conosciuta lassù in montagna
a primavera in mezzo ai fiori
ci siam guardati ci siam piaciuti
e poco dopo era nato il nostro amor
Capelli biondi occhi neri boccuccia di rosa
la mia morosa mi faceva incantare
capelli biondi occhi neri boccuccia di rosa
la mia morosa mi faceva incantar
Amava i fiori della montagna
ma preferiva le stelle alpine
tutte le sere si andava assieme
per le montagne a cogliere quei bei fior
Capelli biondi occhi neri e boccuccia di rosa
la mia morosa mi faceva incantare
capelli biondi occhi neri e boccuccia di rosa
la mia morosa mi faceva incantar
Schema metrico
A10 B10 C10 d11 - A14 b12 (A14) (b12)
Integrità
si
Durata
00:02:05
Note sul documento
Esecuzione con accompagnamento di fisarmonica
In funzione
si
Località
Grumes
Data
03/03/2007
Luogo ed occasione
Altura sovrastante il paese, in occasione del Tratto marzo.
Informatore
***************
Rilevatore
Mott Antonella
Trentini Michele
Fondo / Raccolta
MUCGT - ricerca in Trentino (2004-2007)
Proprietà supporto originale
MUCGT
Note sul contesto
Sono presenti solo maschi, alcuni dei quali portano il cappello da coscritto. Alcuni canti tradizionali accompagnati da una fisarmonica vengono intonati al termine dell’esecuzione del “Trato marzo”. Nel corso delle pause i ragazzi bevono vin brulè e assaggiano lucanica e formaggio. Per effettuare le videoriprese si è reso necessario l’utilizzo di un faretto portatile alimentato a batteria. Il “Trato marzo” è un rito tradizionale un tempo diffuso in tutto il Trentino e presente con varianti significative in tutto l’arco alpino. Tale rito si ricollega alle feste celebrate nell’antica Roma alle calende di marzo, mese che apriva l’anno romano. Le prime tre sere di marzo, o le ultime due sere di febbraio e la prima di marzo, i ragazzi si riuniscono nelle alture sovrastanti i paesi e lanciano motti scherzosi ed epiteti relativi ad accoppiamenti tra gli abitanti del paese. Ogni serata si differenzia generalmente per la tipologia degli accoppiamenti, che possono essere inverosimili, possibili o presunti. Tradizionalmente i protagonisti sono i coscritti dell’anno, i giovani giunti alla maggiore età, per i quali il “Trato marzo” si configura come una sorta di rito di passaggio.
Schedatore
Vinati Paolo
Zanolli Silvana
Data di modifica
19/09/2007