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Titolo convenzionale
L'unico figlio dell'Eterno Padre
Incipit
L'unico figlio dell'Eterno Padre
Idioma
italiano
Modalità esecutiva
Voci miste
Genere
Derivazione colta
Argomento / Occasione / Funzione
Ciclo dell’anno. Riti natalizio-epifanici e di questua
Presentazione
Componimento pubblicato nella raccolta Michi sotto il titolo Canto divoto per il giorno della Natività di Nostro Signore con incipit L’unico figlio dell’eterno padre (Vedi foto allegata).
«L’unico figlio ha fatto però registrare esiti particolarmente importanti per la ricerca, in quanto è stato possibile trovare la relativa fonte laudistica della Controriforma: il Terzo libro delle Laudi Spirituali stampato a Roma nel 1577 (Vedi foto allegata). La coincidenza fra il testo di questa fonte e quello riportato nella raccolta Michi è precisa e riguarda tutte le strofe…. In seguito L’unico figlio dell’eterno padre viene riportato integralmente anche dalle raccolte datate rispettivamente 1583, 1589, 1599, 1608, 1675, 1689. Si tratta del numero più alto di ristampe successive riscontrabile fra i canti di fonte laudistica che prenderemo in esame; è dunque probabile che nel XVI-XVII secolo (a differenza del XXI) il componimento risultasse ancora molto diffuso. Una conferma indiretta di questa popolarità ci viene fornita anche dalla preziosa tabella comparativa elaborata dal compianto Roberto Leydi, confrontando le lodi riportate in quattro edizioni del Gelindo. L’unico figlio dell’eterno padre è infatti riportato in due diverse edizioni del Gelindo: Appiotti 1860, Rossi 1860 (Leydi 2001b, 323). Una conferma anche dellamatrice comune che accomuna la tradizione della Stella con le rappresentazioni delGelindo e viceversa» (Morelli 2014a, 139).
L’unico figlio dell’eterno padre risulta documentato in Trentino a Palù in Val dei Mòcheni, a Grumes e a Sover in Val di Cembra; in Veneto nella Val d’Astico e in provincia di Vicenza, in Liguria a Ceriana (IM) (Morelli 2014, 133).
«Fino agli anni Novanta, L’unico figlio dell’eterno padre figurava sostanzialmente come “assente” dal patrimonio etnofonico alpino, semplicemente perché non era mai stato richiesto agli “informatori”, in quanto forse marginale o di scarso interesse per i ricercatori. Dopo la “scoperta” della raccolta Michi, alcuni studiosi hanno attivato nuove ricerche sul campo, registrando così ulteriori varianti dei “sacri canti” – fra i quali anche L’unico figlio – mai documentati prima dalla ricerca etnomusicologica italiana» (Morelli 2014a, 134).
«A Palù in Val dei Mòcheni, L’unico figlio fa parte a tutt’oggi del repertorio della Stéla. Gli stelàri eseguono tutte le strofe della lezione Michi, solitamente davanti alla casa di una coppia giovane oppure senza figli, e di regola come primo canto davanti alle croci ed ai capitelli di ciascuna località del paese. L’unico figlio occupa inoltre un ruolo particolare all’interno delle celebrazioni complessive della Stéla. Viene intonato in chiesa, il giorno di natale, al termine dei Vespri, dal coro degli stelàri assieme ai nuovi Koskrötn dell’anno entrante, per avvertire i fedeli dell’imminente rappresentazione della Stéla. L’unico figlio è infine il canto scelto dalla comunità per aprire a chiudere ogni anno la cerimonia itinerante della Stéla. il giorno di S. Silvestro il corteo inizia il giro serale dalla frazione dei Lenzi, con la Stéla rivolta verso la chiesa, intonando L’unico figlio; nello stesso posto e con le stesse modalità si conclude simmetricamente il giro della Stéla, la notte dell’epifania» (Morelli 2014, 134).
Testo desunto
L’unico figlio dell’eterno padre
promesso avea già di scoprirsi a noi
pur se ne stava ne gli abissi suoi
O quanti regi e quanti gran profeti
han desiderato di vedere il giorno
che discendesse a far tra noi soggiorno
Or l’han veduto i poveri pastori
giacer nel fien entro una capanella
col buon Gioseffo e Maria verginella
Fatta la pace tra l’uomo e loro e Dio
or s’è cambiato il nostro pianto in riso
sei pur venuto o Re del paradiso
Non ti partir dagli occhi nostri mai
che a te le lodi e a te darem gli onori
sempre cantando i tuoi celesti amori
Schema metrico
A11 B11 B11
Integrità
si
Durata
00:01:36
Note sul documento
In funzione
no
Località
Palù (Val dei Mòcheni)
Data
01/01/1985
Luogo ed occasione
Video allegati:
L’unico figlio dell’eterno padre (esecuzione degli Stellari di Palù) registrazioni effettuate nel contesto della Stèla 1985
L’unico figlio dell’eterno padre (dal Terzo libro delle Laudi Spirituali stampato a Roma nel 1577 ) eseguito dal Trio Feininger, registrazione effettuata a Don, Val di Non il 29 dicembre 2010, durante lo spettacolo “Gelindo sulla rotta dei Magi”
Informatore
Stellari di Palù coordinati da Fiore Stefani
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel CD “Stelle Gelindi tre Re“(Morelli 2014)
Canti pubblicati nel volume Quaderno di APTO n. 2 Canzoniere natalizio-epifanico (2026)
Canti pubblicati nel volume Stelle Gelindi tre Re (Morelli 2014)
Val dei Mòcheni (Palù) canti raccolti da Renato Morelli (1985 -1990)
Proprietà supporto originale
Renato Morelli
Note sul contesto
L’usanza della ‘Stella’ o dei ‘tre Re’ è diffusa in varie località dell’arco alpino, e in vaste zone dell’Europa centrale, soprattutto germanofona non riformata, ma anche boema, ungherese e slava. Nel periodo che va da Natale all’Epifania un gruppo di cantori, spesso mascherati da Re Magi, visita le case del paese, eseguendo un repertorio specifico di canti di questua e ricevendo in cambio doni di vario genere. Un cantore porta una stella solitamente illuminata e girevole. Il ricavato della questua può essere devoluto alla Chiesa oppure diviso fra i singoli cantori. Sull’origine dell’usanza e dei relativi canti Renato Morelli ha condotto una ricerca trentennale alla quale si rimanda per ulteriori approfondimenti (Morelli 2014). Inoltre, sul canale Youtube del Museo è disponibile la serie di otto webinar “Lezioni di musica popolare trentina. Stelle, Gelindi tre Re” condotta da Morelli sull’argomento.
Schedatore
Morelli Renato
Zanolli Silvana
Data di modifica
02/04/2026