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Titolo convenzionale
Margherita al veglione
Incipit
Ma e perché piangi o tu Margherita
Idioma
italiano-dialetto trentino
Modalità esecutiva
Voci femminili
Genere
Romanza
Argomento / Occasione / Funzione
Narrazione. Allusivo
Presentazione
Romanza nota nel Trentino con il titolo “Margherita al veglione”. Nel testo la protagonista confessa al suo amato Carletto la sua disperazione per quello che è successo al veglione di carnevale: la rottura della “carpa bella” o in altre versioni il “suonare il clarino”. Con questi evidenti doppi sensi viene confessata la perdita della verginità. Il padre della ragazza, saputo quanto successo, la picchia come fosse un somaro e la fa andare da un confessore che le perdona il peccato mortale commesso.
Testo desunto
Ma e perché piangi o tu Margherita
e che il tuo pianto mi fa tanto male
ma e perché sei così avvilita
e dopo quando passò il carnevale
Ma dimmi perché tu piangi
perché tu non mangi
dimmelo bell’angelo dimmi perché lallà
dopo il carnevale non sembri più te
Ti dico tutto mio caro Carletto
ti dico tutto tale e quale
non ti ricordi quel grande dispetto
che mi facesti la notte al viglione
Pur d’ora il carnevale
fu per me fatale
certo del mio male la cagion sei tu lallà
un’altra volta non vengo più
E mì credevo di farti contento
e di nascosto di casa scappai
in quella notte con tutto quel vento
al veglione con te mi recai
E me pariginella
con la carpa bella
e la zitarella accompagnavo te lallà
e tu col clarino facevi drin drin
Mentre suonavi così pian pianino
e poi la solita tarantanella
e poi più forte suonando il clarino
tu mi rompesti la mia carpa bella
E ma la mia carpelòtta
quasi tu me l’hai ridotta
adesso che s’è rotta non s’aggiusta più lallà
troppo è guasta e non suona più
ma la mia carpelotta
tu me l’hai ridotta
adesso che è rotta non s’aggiusta più lallà
troppo è guasta e non suona più
E mi dicevi che tu me l’aggiusti
ed invece più rotta me l’hai
e non credevo che un’ora di gusto
la mi costasse cent’anni di guai
E la mia carpa bella
che era così bella
più non sembra quella di quel dì lallà
troppo è guasta e non suona più
E quando il caso lo seppe mio padre
mi slegnò come fossi un somaro
ed invece la mia buona mamma
egli seppe il tesoro più caro
Ma quando ci ripensa
perde la pazienza e per pazienza
cosa mi fa far lallà
mi manda in chiesa e mi fa confessar
Le dico tutto al mio confessore
le dico tutto tale e quale
o figlia mia hai comésso un errore
che si chiama peccato mortale
Dopo la confessione
mì per l’emozione
gli baciò il cordone e lui mi accarezzò lallà
così il peccato mi fu perdona’
dopo la confessione
mì con l’emozione
gli baciò il cordone e lui mi accarezzò là là
così il peccato mi fu perdona’
Schema metrico
A11 B11 A11 B11 - C7 C7 d11 d11
Integrità
si
Durata
00:04:16
Note sul documento
In funzione
no
Località
Viarago (Val dei Mòcheni)
Data
18/05/1988
Luogo ed occasione
Informatore
***************
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel volume Identità musicale della Val dei Mòcheni (Morelli 1996)
Val dei Mòcheni (Viarago) canti raccolti da Renato Morelli (1988-1991)
Proprietà supporto originale
Renato Morelli
Note sul contesto
Sulla ricerca è stato pubblicato il volume “Identità musicale della Val dei Mòcheni. Cultura e canti tradizionali di una comunità plurilingue”, di Renato Morelli, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina – Istituto Culturale Mòcheno Cimbro, Trento 1996. Al volume è allegato un CD con 32 brani tra i più rappresentativi del repertorio documentato nella ricerca.
Schedatore
Grillo Chiara
Zanolli Silvana
Data di modifica
05/02/2025