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Maledizione della madre

Documento n. 1944

Titolo convenzionale

Maledizione della madre (Nigra 23)

Incipit

La vedovina la vedovèla

Idioma

epico-lirico

Modalità esecutiva

Voci femminili

Genere

Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra

Argomento / Occasione / Funzione

Narrazione

Media allegati

Audio

Trascrizione musicale

Presentazione

«Questa ballata, identificata dal Nigra con il titolo Maledizione della madre, racconta di una ragazza che vuole sposare il Re di Francia (o un altro spasimante) contro la volontà della madre. La figlia non ubbidisce, fugge e finisce però annegata attraversando a cavallo il mare o un corso d’acqua, memore della maledizione lanciatale dalla madre. Prima di morire rimpiange i suoi bei capelli, vestiti, occhi, mani etc. che finiranno mangiati dai pesci, succhiati dalle balene etc. Verso la fine dell’Ottocento – in occasione del grande flusso migratorio dei contadini settentrionali verso l’America meridionale – questa celebre e antica ballata ha conosciuto una “seconda giovinezza” attraverso un nuovo adattamento alle tematiche dell’emigrazione. Il contrasto con la madre non riguarda più la richiesta di matrimonio bensì il denaro necessario per emigrare in America, mentre il cavallo si trasforma in bastimento; lo svolgimento narrativo, le strofe centrali e finali del componimento rimangono peraltro sostanzialmente inalterate. Con l’incipit Mamma mia dammi cento lire / che in America voglio andar la ballata è molto diffusa in tutta l’Italia settentrionale.» (Morelli, 2006, 238)

Testo desunto

La vedovina la vedovèla
la g’ha ‘na figlia de maridar (x2)

E la mè figlia l’èi tropo giòvena
no l’è la figlia de maridar (x2)

E spéteréte ‘ncora do ani
e po’ la figlia ve la darò (x2)

E i è passati visinti ani
la figliolina de maridar (x2)

E i so fratèli a la finèstra
o cara mama ‘asséla andar (x2)

E se l’ha dito ste tre parole
la figliolina monta a caval (x2)

E quando è stato mezo al mare
il suo cavalo si spaventò (x2)

E tégna tégni figliola mia
tégni le briglie del to caval (x2)

E fin adèso le ho tegnute
e avanti non possio più (x2)

E i mè cavèli biondì e bèli
l’acqua del mare la i smarzirà (x2)

E la mè carne biancà e rossa
pesci del mare la magnérà (x2)

E a la casa del mio bèllo
i sonadori i sonerà (x2)

E a la casa de la mia madre
tuti le piange ghe le sarà (x2)

E le parole de la mia madre
e l’è vegnéste a la verità (x2)

E le parole dei mè fratèli
e l’è sta quéle che mi ha ‘ngana’ (x2)

Schema metrico

[P] [t]

Integrità

si

Durata

00:05:37

Note sul documento

Versione ‘più antica’, originale

Rilevazione

In funzione

si

Località

Štivor (Bosnia - Erzegovina)

Data

01/01/1973

Luogo ed occasione

Informatore

Gruppo di informatori incontrati a Stivor da Sanga Glauco e Sordi Italo

Rilevatore

Rosalio Maria Rosa

Sanga Glauco

Sordi Italo

Fondo / Raccolta

Canti pubblicati nel volume Dame rondini amanti guerrieri (Morelli 2022)

Stivor canti raccolti da Italo Sordi e Glauco Sanga (1973)

Proprietà supporto originale

Renato Morelli

Note sul contesto

Schedatura

Schedatore

Corradini Lorenza

Morelli Renato

Zanolli Silvana

Data di modifica

26/06/2025

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