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L’uxoricida istigato dalla madre

Documento n. 1811

Titolo convenzionale

L'uxoricida istigato dalla madre

Incipit

(…) mamma

Idioma

italiano-dialetto trentino

Modalità esecutiva

Recitato: voce femminile

Genere

Canto narrativo

Argomento / Occasione / Funzione

Famiglia. Morte

Media allegati

Audio

Presentazione

«Il tema delle mogli uccise dai mariti è, come nota Nigra (1888) a commento del canto n. 29 “La moglie uccisa”, molto popolare e molto diffuso nei paesi celto-romanzi. Ma, citando ancora Nigra, in sostanza tutte le lezioni si rifanno a due “topoi”:
“uno di questi temi è l’uccisione della sposa o della amante, probabilmente innocente, per mano del marito o dell’amante ad istigazione della madre di lui, gelosa della nuora o di chi può diventar tale”.

“Mama dela me mama” svolge questo secondo tema in maniera relativamente autonoma rispetto alle lezioni piemontesi raccolte dal Nigra e dal Ferraro.
Varianti più o meno simili si trovano in tutto il basso Trentino». (Antonelli 1980, 66)

Testo desunto

(…) mamma
deme qualcos da far
se mio marito viene
mi trova a riposar

Eh no sposina mia
va a letto a riposar
quando il tuo marito viene
ti manderò a chiamar

In punto a mezzanotte
il marì picchia alla porta
la mamma la se n’è accorta
e pronta va ad aprir

Mamma de la me mamma
dov’è la mia sposina
la tua sposina l’è a leto
a leto a riposar

Mamma della mia mamma
dov’ele le mie sorelle
le tue sorelle l’è in camera
in camera a ricamar

mamma de la me mamma
presteme el vos frustin
(…)
voglio perir

no no figliolo mio
non sta far alcuno mal
ai bambini chiedi scusa
che mamma non sa chiamar

il marito entra in camera
con rabbia e con furor
(…) al petto
E l’ha ferita al cuor

Oh marito mio
va a chiamarmi un prete
va e chiamami tua madre
che ti voglio perdonar

No no sposina mia
dimmi che vuoi guarir
ti chiamo trecento medici
ti voglio far guarir

No no marito mio
sono sta ferita al cuore
son sta tradita martire
martire voglio morir

Quando sarò morta
saran tutti contenti
i miei amici e i miei parenti

Schema metrico

[P] [t]

Integrità

si

Durata

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

Località

Brentonico

Data

01/01/1971

Luogo ed occasione

Ricerca approntata dal collettivo coordinato da Quinto Antonelli, costituito da: Cesare Andreolli, Gloria Andreolli, Vasco Andreolli, Giorgio Bertolli, Isa Bombana, Giorgio Dossi, Elia Giovanazzi, Giovanni La Spada, Giuliano Passerini, Franco Sartori, Carlo Schelfi, Gianni Tonetta, Nicola Zolle

Informatore

Rilevatore

Antonelli Quinto (coord.)

Fondo / Raccolta

Crosano-Brentonico canti raccolti dal gruppo di ricerca coordinato da Quinto Antonelli (1971/1975)

Proprietà supporto originale

Quinto Antonelli

Note sul contesto

«La maggior parte dei canti non è esclusiva del Trentino, ma appartiene al più vasto repertorio settentrionale: Fanno eccezione quei pochi che si rifanno alle originali vicende trentine e degli anni del primo Novecento e della Grande Guerra. I canti sono redatti perlopiù in italiano, o meglio sono cantati nell’italiano popolare, la lingua franca che ne garantisce la comprensione e la circolazione.» … «…come ha scritto Sanga “In una lingua artificiale, che unisce in maniera originaria forme italiane e dialettali”, “Una lingua che non è mai stata parlata, ma che è stata creata apposta, in conseguenza delle necessità metriche”, (Sanga1976, 274). Mentre i canti totalmente dialettali sono poco numerosi e per lo più di argomento esclusivamente locale.». (Antonelli 1980, 3)
La ricerca nasce negli anni ‘70 nel contesto della moda del folk revival, che portò molti giovani a registrare canti popolari, anche in un contesto di attivismo politico e lotta di classe. «In principio, per noi giovani provinciali, ci fu solo Dario Fo. La rappresentazione del “Mistero Buffo” Costituirono la scoperta stupefatta di quella cultura che, negata e rimossa dal “Potere”, si voleva totalmente “Altra”; l’esperienza del Nuovo Canzoniere Italiano assicurava il collegamento, senza soluzione di continuità, tra cultura contadina e cultura operaia; le analisi di Lombardi – Satriani legittimavano infine l’identificazione già avvenuta nella coscienza: il folklore era una cultura di contestazione.». (Antonelli 1980, 1)

Schedatura

Schedatore

Meneghelli Pietro

Zanolli Silvana

Data di modifica

11/09/2026

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