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Titolo convenzionale
L'uxoricida istigato dalla madre
Incipit
Mama dela me mama
Idioma
italiano-dialetto trentino
Modalità esecutiva
Voce femminile
Genere
Canto narrativo
Argomento / Occasione / Funzione
Famiglia. Morte
Audio
Presentazione
«Il tema delle mogli uccise dai mariti è, come nota Nigra (1888) a commento del canto n. 29 “La moglie uccisa”, molto popolare e molto diffuso nei paesi celto-romanzi. Ma, citando ancora Nigra, in sostanza tutte le lezioni si rifanno a due “topoi”:
“uno di questi temi è l’uccisione della sposa o della amante, probabilmente innocente, per mano del marito o dell’amante ad istigazione della madre di lui, gelosa della nuora o di chi può diventar tale”.
“Mama dela me mama” svolge questo secondo tema in maniera relativamente autonoma rispetto alle lezioni piemontesi raccolte dal Nigra e dal Ferraro.
Varianti più o meno simili si trovano in tutto il basso Trentino» (Antonelli 1980, 66)
Testo desunto
Mamma della mia mamma
deme qualcos da far
che se il mio marito viene
mi trovi a lavorar
Va là va là sposina
va a letto a riposar
e se il marito viene
andrò io ad aprir
Alle undici di notte
il marì picchia alla porta
la mamma se n’è accorta
e pronta va ad aprir
Mamma della mia mamma
dov’è la mia sposina
dov’è la mia sposina
che no’ l’è vignua ad aprir
Le tue sorelle l’è en camera
en camera a ricamar
la tua sposina a letto
a letto a riposar
Mamma della mia mamma
presteme ‘n cortel da tavola
epresteme ‘n cortel da tavola
la voglio trucidar
no no figlio mio
no no non far così
pensa al fanciullo in culla
che mamma non sa chiamar
Marito aprì la porta
con rabbia e con furor
e l’ha trafitta al cuore
trafitta da morir
Dimmi sposina dimmi
dimmi se vuoi guarir
trecentomila medici
per te farò venir
No no marito mio
no no non voglio guarir
sono sta’ tradita martire
da martire vòi morir
Va chiamami d’un prete
mi voglio confessar
va chiamami mamma tua
le voglio perdonar
Marì va dala madre
Le disse così
La mia sposina è morta
E la cagion sei stata vu
Schema metrico
[P] [t]
Integrità
si
Durata
00:03:30
Note sul documento
In funzione
Località
Brentonico
Data
01/01/1975
Luogo ed occasione
Ricerca approntata dal collettivo coordinato da Quinto Antonelli, costituito da: Cesare Andreolli, Gloria Andreolli, Vasco Andreolli, Giorgio Bertolli, Isa Bombana, Giorgio Dossi, Elia Giovanazzi, Giovanni La Spada, Giuliano Passerini, Franco Sartori, Carlo Schelfi, Gianni Tonetta, Nicola Zolle
Informatore
Ada Mazzurana (n.1906)
Rilevatore
Antonelli Quinto (coord.)
Fondo / Raccolta
Crosano-Brentonico canti raccolti dal gruppo di ricerca coordinato da Quinto Antonelli (1971/1975)
Proprietà supporto originale
Quinto Antonelli
Note sul contesto
«La maggior parte dei canti non è esclusiva del Trentino, ma appartiene al più vasto repertorio settentrionale: Fanno eccezione quei pochi che si rifanno alle originali vicende trentine e degli anni del primo Novecento e della Grande Guerra. I canti sono redatti perlopiù in italiano, o meglio sono cantati nell’italiano popolare, la lingua franca che ne garantisce la comprensione e la circolazione.» … «…come ha scritto Sanga “In una lingua artificiale, che unisce in maniera originaria forme italiane e dialettali”, “Una lingua che non è mai stata parlata, ma che è stata creata apposta, in conseguenza delle necessità metriche”, (Sanga1976, 274). Mentre i canti totalmente dialettali sono poco numerosi e per lo più di argomento esclusivamente locale.». (Antonelli 1980, 3)
La ricerca nasce negli anni ‘70 nel contesto della moda del folk revival, che portò molti giovani a registrare canti popolari, anche in un contesto di attivismo politico e lotta di classe. «In principio, per noi giovani provinciali, ci fu solo Dario Fo. La rappresentazione del “Mistero Buffo” Costituirono la scoperta stupefatta di quella cultura che, negata e rimossa dal “Potere”, si voleva totalmente “Altra”; l’esperienza del Nuovo Canzoniere Italiano assicurava il collegamento, senza soluzione di continuità, tra cultura contadina e cultura operaia; le analisi di Lombardi – Satriani legittimavano infine l’identificazione già avvenuta nella coscienza: il folklore era una cultura di contestazione.». (Antonelli 1980, 1)
Schedatore
Meneghelli Pietro
Zanolli Silvana
Data di modifica
11/09/2026