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L’uxoricida istigato dalla madre

Documento n. 1812

Titolo convenzionale

L'uxoricida istigato dalla madre

Incipit

Mama dela me mama

Idioma

italiano-dialetto trentino

Modalità esecutiva

Voce femminile

Genere

Canto narrativo

Argomento / Occasione / Funzione

Famiglia. Morte

Media allegati

Audio

Presentazione

«Il tema delle mogli uccise dai mariti è, come nota Nigra (1888) a commento del canto n. 29 “La moglie uccisa”, molto popolare e molto diffuso nei paesi celto-romanzi. Ma, citando ancora Nigra, in sostanza tutte le lezioni si rifanno a due “topoi”:
“uno di questi temi è l’uccisione della sposa o della amante, probabilmente innocente, per mano del marito o dell’amante ad istigazione della madre di lui, gelosa della nuora o di chi può diventar tale”.

“Mama dela me mama” svolge questo secondo tema in maniera relativamente autonoma rispetto alle lezioni piemontesi raccolte dal Nigra e dal Ferraro.
Varianti più o meno simili si trovano in tutto il basso Trentino» (Antonelli 1980, 66)

Testo desunto

Mamma della mia mamma
deme qualcos da far
che se il mio marito viene
mi trovi a lavorar

Va là va là sposina
va a letto a riposar
e se il marito viene
andrò io ad aprir

Alle undici di notte
il marì picchia alla porta
la mamma se n’è accorta
e pronta va ad aprir

Mamma della mia mamma
dov’è la mia sposina
dov’è la mia sposina
che no’ l’è vignua ad aprir

Le tue sorelle l’è en camera
en camera a ricamar
la tua sposina a letto
a letto a riposar

Mamma della mia mamma
presteme ‘n cortel da tavola
epresteme ‘n cortel da tavola
la voglio trucidar

no no figlio mio
no no non far così
pensa al fanciullo in culla
che mamma non sa chiamar

Marito aprì la porta
con rabbia e con furor
e l’ha trafitta al cuore
trafitta da morir

Dimmi sposina dimmi
dimmi se vuoi guarir
trecentomila medici
per te farò venir

No no marito mio
no no non voglio guarir
sono sta’ tradita martire
da martire vòi morir

Va chiamami d’un prete
mi voglio confessar
va chiamami mamma tua
le voglio perdonar

Marì va dala madre
Le disse così
La mia sposina è morta
E la cagion sei stata vu

Schema metrico

[P] [t]

Integrità

si

Durata

00:03:30

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

Località

Brentonico

Data

01/01/1975

Luogo ed occasione

Ricerca approntata dal collettivo coordinato da Quinto Antonelli, costituito da: Cesare Andreolli, Gloria Andreolli, Vasco Andreolli, Giorgio Bertolli, Isa Bombana, Giorgio Dossi, Elia Giovanazzi, Giovanni La Spada, Giuliano Passerini, Franco Sartori, Carlo Schelfi, Gianni Tonetta, Nicola Zolle

Informatore

Ada Mazzurana (n.1906)

Rilevatore

Antonelli Quinto (coord.)

Fondo / Raccolta

Crosano-Brentonico canti raccolti dal gruppo di ricerca coordinato da Quinto Antonelli (1971/1975)

Proprietà supporto originale

Quinto Antonelli

Note sul contesto

«La maggior parte dei canti non è esclusiva del Trentino, ma appartiene al più vasto repertorio settentrionale: Fanno eccezione quei pochi che si rifanno alle originali vicende trentine e degli anni del primo Novecento e della Grande Guerra. I canti sono redatti perlopiù in italiano, o meglio sono cantati nell’italiano popolare, la lingua franca che ne garantisce la comprensione e la circolazione.» … «…come ha scritto Sanga “In una lingua artificiale, che unisce in maniera originaria forme italiane e dialettali”, “Una lingua che non è mai stata parlata, ma che è stata creata apposta, in conseguenza delle necessità metriche”, (Sanga1976, 274). Mentre i canti totalmente dialettali sono poco numerosi e per lo più di argomento esclusivamente locale.». (Antonelli 1980, 3)
La ricerca nasce negli anni ‘70 nel contesto della moda del folk revival, che portò molti giovani a registrare canti popolari, anche in un contesto di attivismo politico e lotta di classe. «In principio, per noi giovani provinciali, ci fu solo Dario Fo. La rappresentazione del “Mistero Buffo” Costituirono la scoperta stupefatta di quella cultura che, negata e rimossa dal “Potere”, si voleva totalmente “Altra”; l’esperienza del Nuovo Canzoniere Italiano assicurava il collegamento, senza soluzione di continuità, tra cultura contadina e cultura operaia; le analisi di Lombardi – Satriani legittimavano infine l’identificazione già avvenuta nella coscienza: il folklore era una cultura di contestazione.». (Antonelli 1980, 1)

Schedatura

Schedatore

Meneghelli Pietro

Zanolli Silvana

Data di modifica

11/09/2026

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