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Maddalena povera peccatrice

Documento n. 1453

Titolo convenzionale

Maddalena povera peccatrice

Incipit

Maria Maddalena

Idioma

italiano-dialetto trentino

Modalità esecutiva

Voci femminili

Genere

Canto narrativo

Argomento / Occasione / Funzione

Contrasto

Media allegati

Audio

Presentazione

«Canto noto anche con il titolo “Maddalena povera peccatrice”; diffuso in tutta l’Italia centro-settentrionale e, con varianti testuali, in tutta Europa. La figura di Maria Maddalena, già oscura e controversa nei testi sacri canonici, diventa intricata e a volte indecifrabile nella tradizione popolare. Lo sviluppo narrativo del canto si è diffuso in diversi schemi: le versioni qui riportate sono tutte riconducibili ad un unico modello che risulta essere molto simile a quello catalano-provenzale. Nel testo, Maria Maddalena, peccatrice, vuole redimersi e muove alla ricerca di Gesù Cristo. Si getta ai suoi piedi e invoca la confessione. Gesù le chiede quali sono i suoi peccati e lei gli risponde che sono così tanti che la terra su cui poggia non è in grado di reggerli. Allora Gesù le ordina di ritirarsi per sette anni nel deserto, nutrendosi di ciò che Dio le manderà, dormendo in terra e bevendo l’acqua di fonte. Dopo sette anni Gesù le chiede cosa ha mangiato, cosa ha bevuto e dove ha dormito. Lei risponde che ha mangiato radici (o altro), che ha dormito sulla pietra e che ha bevuto acqua di fonte. Nelle versioni più complete la Maddalena è soggetta ad una seconda penitenza a causa della vanità dimostrata in una sua affermazione: dovrà trascorrere altri sette anni nel deserto prima di essere chiamata in paradiso. La maggior parte dei documenti raccolti si presenta in forma più contratta e si conclude con il primo esame [Leydi 1978]. ». C. Grillo, scheda APTO.

Testo desunto

Maria Maddalena
che cosa avé mangià
Maria Maddalena
che cosa avé mangià
dell’erba fresca e bella
che ma mandà Gesù
dell’erba fresca e bella
che ma mandà Gesù

Maria Maddalena
che cosa avé vestì
Maria Maddalena
che cosa avé vestì
le pelli di cammello
che ma mandà Gesù
le pelli di cammello
che ma mandà Gesù

innanzi, innanzi o Maddalena
innanzi, innanzi o Maddalena
che la si incontra con l’uccellìn
che la si incontra con l’uccellìn

uccellino, bell’uccellino,
uccellino, bell’uccellino,
saresti forse il mio Gesù
saresti forse il mio Gesù

o no no, o Maddalena
o no no, o Maddalena
io non sono quello che cerchi tu
io non sono quello che cerchi tu

innanzi, innanzi
o Maddalena
innanzi, innanzi
o Maddalena
che la si incontra
col pellegrìn
che la si incontra
col pellegrìn

Pellegrino, bel pellegrino,
pellegrino, bel pellegrino,
saresti forse il mio Gesù,
saresti forse il mio Gesù

o si si, o Maddalena,
o si si, o Maddalena
io son quello che cerchi tu,
io son quello che cerchi tu

Schema metrico

[P] [t] (rip)

Integrità

si

Durata

00:02:46

Note sul documento

Registrazioni originali effettuate da Renato Morelli

Rilevazione

In funzione

no

Località

Faedo

Data

28/11/1993

Luogo ed occasione

Nel 1993 Renato Morelli decide di effettuare una ricerca a Faedo. Incarica Bruno Filippi e Roberto Gianotti di individuare e coinvolgere le persone disponibili. Nel corso di due sedute di registrazione documenta il corpus di canti popolari ancora presenti nella memoria degli informatori, ora digitalizzati in Apto.

Informatore

*****************

Rilevatore

Morelli Renato

Fondo / Raccolta

Faedo canti raccolti da Renato Morelli (1993)

Proprietà supporto originale

Renato Morelli

Note sul contesto

Nel minuscolo villaggio pedemontano di Faedo c’è un tempo dove il canto e la musica arricchiscono la vita della comunità: la banda, il coro della chiesa, i canti eseguiti durante i filò e nei momenti conviviali nelle cantine. A Faedo tutti cantano durante le feste: Sant’ Agata che cade il 5 febbraio, la terza de Lui per il Santissimo Redentore, la Madonna del Rosario i primi di ottobre, poi i Santi, Natale, Pasqua, carnevale, ferragosto, si canta, inoltre, ai matrimoni e alle feste dei coscritti. In paese i vecchi cominciano a mancare i giovani ora cantano meno. Questo patrimonio culturale rischia di essere dimenticato.

Schedatura

Schedatore

Corradini Lorenza

Zanolli Silvana

Data di modifica

14/09/2026

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