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Titolo convenzionale
Cappello nero non mi tradire
Incipit
Mio bell’alpino non mi tradir
Idioma
italiano-dialetto trentino
Modalità esecutiva
Voce maschile
Genere
Lirico monostrofico, Maitinade
Argomento / Occasione / Funzione
Guerra e soldati. Amore
Audio
Presentazione
Canzone diffusa in tutta l’Italia settentrionale a partire dalla Prima guerra mondiale e nota con il titolo “Cappello nero non mi tradire”. Nel testo si fa uso di doppi sensi riguardanti la sfera sessuale: la protagonista scende in giardino a raccogliere un mazzo di fiori per il suo primo amore che è un bersagliere in questo caso un alpino). Poi chiede al suo militare di esserle fedele perché, in caso contrario, lei potrebbe morire dal dispiacere.
Testo desunto
Mio bell’alpino non mi tradir
mio bell’alpino non mi tradire
mio bel alpino no no, non mi tradire
perché son troppo giovane, tu mi farai morire
Posso morire da confessar
posso morire da confessar
posso morire da confessare
a casa del diavolo mi toccherebbe andare
Casa del diavolo non ci voglio andare,
casa del diavolo non ci voglio andar
A casa del diavolo no no, non ci voglio andare
perché son troppo bella lo faccio innamorare
a casa del diavolo no no, non ci voglio andare
perché son troppo bella lo faccio innamorare
Schema metrico
a10 A10 A10 A15
Integrità
no
Durata
00:01:12
Note sul documento
esecuzione con accompagnamento strumentale
In funzione
Località
Torcegno
Data
01/01/1995
Luogo ed occasione
Informatore
*****
Rilevatore
Zanghellini Paolo
Fondo / Raccolta
Valsugana canti raccolti da Paolo Zanghellini e Romano Galvan - Coro Valsella (1950-1990)
Proprietà supporto originale
MUCGT
Note sul contesto
Romano Galvan e Paolo Zanghellini a partire dagli anni ’60, probabilmente già negli anni ’50 (come emerge da un documento scritto presente nel fondo Valsella), condussero delle ricerche per conto del Coro Valsella. Effettuarono numerose registrazioni di canti popolari in Trentino e in Veneto. I loro documenti sonori, acquistati dal Museo negli anni ’90, riguardano la Valsuganna, in particolare la zona di Borgo, Torcegno, Villa Agnedo e Telve.
Le rilevazioni ebbero la finalità di organizzare, partendo dal canto di tradizione orale, un proiprio repertorio corale armonizzato. Il Coro Valsella, grazie a queste ricerche, ha potuto realizzare concerti, produrre dischi e audiocassette a partire dagli anni ’70.
La ricerca d’archivio, svolta internamente ad APTO, mette in luce l’uso del cantare in compagnia. Vengono così recuperate le voci dei protagonisti, i brusii dei diversi contesti, ad esempio quello della Felizita, un’antica osteria di Villa Agnedo.
Paolo Zanghellini, memoria storica del Coro, ha aiutato a ricostruire le tappe della sua ricerca.
Schedatore
Corradini Lorenza
Caserta Riccardo
Zanolli Silvana
Data di modifica
12/10/2026