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Titolo convenzionale
Il masnadiero di Tessaglia
Incipit
Nel silenzio della sera
Idioma
italiano-dialetto trentino
Modalità esecutiva
Voce femminile
Genere
Romanza
Argomento / Occasione / Funzione
Narrazione
Audio
Presentazione
Romanza di composizione colta entrata in un secondo tempo nel repertorio popolare e conosciuta con i titoli: “Il masnadiero di Tessaglia” o più comunemente “Nel silenzio della sera”. Il testo racconta con un linguaggio ricercato (e per questo a volte storpiato dagli esecutori) la storia di un giovane pellegrino che s’incammina nella selva oscura e che viene pugnalato da un uomo dalla “bieca faccia”. La mamma aspetta a casa invano il ritorno del figlio pellegrino, ma lui potrà rivederla solo in cielo.
Testo desunto
Nel silenzio della sera
seguitando il suo cammin
va per selva nera nera
giovanòto giovanòto pellegrin
Ad ogni tronco ad ogni fronda
prende forma il suo pensier
d’una lupa vagabonda
d’un nascosto d’un nascosto masnadier
Oh balotta di Prevesa
dove pur bramò veder
dove libera d’offesa
va l’inerme va l’inerme masnadier
Oh Tessaglia o campi aperti
notte bruna il cacciator
e di paglia ricoperti
anni duri anni duri dei pastor
Qui si tacque il passo errante
ed ha escluso il suo cammin
fischia il vento tra le piante
e si scopre e si scopre di terror
Vide un om di bigia faccia
un pugnale in sen le caccia
un pugnale in sen le caccia
e lo stende e lo stende sul terren
Oh mia madre poveretta
lei cadendo sospirò
l è nove mesi che m’aspetta
e mai più e mai più la rivedrò
La tua mamma lui riprese
il beffardo masnadier
suminar al tuo paese
ch’io li reco ch’io li reco i tuoi voler
La mia mamma è di Tessaglia
essa figli più non ha
due li caddero in battaglia
ed il terzo ed il terzo qui morrà
C’era un quarto è qui la voce
le fu tolta d’un sospir
e la mente del feroce
e li fu vista e li fu vista impallidir
C’era un quarto lui riprese
era l’idolo primiér
e lasciò la derelitta
e si fece e si fece masnadier
Oh fratello mio diletto
qui t’uccisi qui morrò
gridò l’altro del trafitto
nelle braccia nelle braccia si gettò
Vivi vivi e lei consola
le rimane un figlio ancor
senza te l’afflitta e sola
ne morrebbe ne morrebbe di dolor
Che risponder me meschino
se di te mi chiederà
dì chi è lungo il mio destino
e che in ciel e che in ciel la rivedrò
Quando io sarò in cielo
e tu reo su questa terra
la mia tomba si dimora
e il tuo nome e il tuo nome chiamerà
la mia tomba si dimora
e il tuo nome il tuo nome chiamerà
Schema metrico
A8 b8 A8 b8
Integrità
si
Durata
00:03:59
Note sul documento
In funzione
no
Località
Viarago (Val dei Mòcheni)
Data
14/02/1991
Luogo ed occasione
Informatore
***************
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Val dei Mòcheni (Viarago) canti raccolti da Renato Morelli (1988-1991)
Proprietà supporto originale
Renato Morelli
Note sul contesto
Sulla ricerca è stato pubblicato il volume “Identità musicale della Val dei Mòcheni. Cultura e canti tradizionali di una comunità plurilingue”, di Renato Morelli, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina – Istituto Culturale Mòcheno Cimbro, Trento 1996. Al volume è allegato un CD con 32 brani tra i più rappresentativi del repertorio documentato nella ricerca.
Schedatore
Grillo Chiara
Zanolli Silvana
Data di modifica
05/02/2025