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Il masnadiero di Tessaglia

Documento n. 870

Titolo convenzionale

Il masnadiero di Tessaglia

Incipit

Nel silenzio della sera

Idioma

italiano-dialetto trentino

Modalità esecutiva

Voce femminile

Genere

Romanza

Argomento / Occasione / Funzione

Narrazione

Media allegati

Audio

Presentazione

Romanza di composizione colta entrata in un secondo tempo nel repertorio popolare e conosciuta con i titoli: “Il masnadiero di Tessaglia” o più comunemente “Nel silenzio della sera”. Il testo racconta con un linguaggio ricercato (e per questo a volte storpiato dagli esecutori) la storia di un giovane pellegrino che s’incammina nella selva oscura e che viene pugnalato da un uomo dalla “bieca faccia”. La mamma aspetta a casa invano il ritorno del figlio pellegrino, ma lui potrà rivederla solo in cielo.

Testo desunto

Nel silenzio della sera
seguitando il suo cammin
va per selva nera nera
giovanòto giovanòto pellegrin

Ad ogni tronco ad ogni fronda
prende forma il suo pensier
d’una lupa vagabonda
d’un nascosto d’un nascosto masnadier

Oh balotta di Prevesa
dove pur bramò veder
dove libera d’offesa
va l’inerme va l’inerme masnadier

Oh Tessaglia o campi aperti
notte bruna il cacciator
e di paglia ricoperti
anni duri anni duri dei pastor

Qui si tacque il passo errante
ed ha escluso il suo cammin
fischia il vento tra le piante
e si scopre e si scopre di terror

Vide un om di bigia faccia
un pugnale in sen le caccia
un pugnale in sen le caccia
e lo stende e lo stende sul terren

Oh mia madre poveretta
lei cadendo sospirò
l è nove mesi che m’aspetta
e mai più e mai più la rivedrò

La tua mamma lui riprese
il beffardo masnadier
suminar al tuo paese
ch’io li reco ch’io li reco i tuoi voler

La mia mamma è di Tessaglia
essa figli più non ha
due li caddero in battaglia
ed il terzo ed il terzo qui morrà

C’era un quarto è qui la voce
le fu tolta d’un sospir
e la mente del feroce
e li fu vista e li fu vista impallidir

C’era un quarto lui riprese
era l’idolo primiér
e lasciò la derelitta
e si fece e si fece masnadier

Oh fratello mio diletto
qui t’uccisi qui morrò
gridò l’altro del trafitto
nelle braccia nelle braccia si gettò

Vivi vivi e lei consola
le rimane un figlio ancor
senza te l’afflitta e sola
ne morrebbe ne morrebbe di dolor

Che risponder me meschino
se di te mi chiederà
dì chi è lungo il mio destino
e che in ciel e che in ciel la rivedrò

Quando io sarò in cielo
e tu reo su questa terra
la mia tomba si dimora
e il tuo nome e il tuo nome chiamerà
la mia tomba si dimora
e il tuo nome il tuo nome chiamerà

Schema metrico

A8 b8 A8 b8

Integrità

si

Durata

00:03:59

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

no

Località

Viarago (Val dei Mòcheni)

Data

14/02/1991

Luogo ed occasione

Informatore

***************

Rilevatore

Morelli Renato

Fondo / Raccolta

Val dei Mòcheni (Viarago) canti raccolti da Renato Morelli (1988-1991)

Proprietà supporto originale

Renato Morelli

Note sul contesto

Sulla ricerca è stato pubblicato il volume “Identità musicale della Val dei Mòcheni. Cultura e canti tradizionali di una comunità plurilingue”, di Renato Morelli, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina – Istituto Culturale Mòcheno Cimbro, Trento 1996. Al volume è allegato un CD con 32 brani tra i più rappresentativi del repertorio documentato nella ricerca.

Schedatura

Schedatore

Grillo Chiara

Zanolli Silvana

Data di modifica

05/02/2025

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