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Titolo convenzionale
O Angeli correte subito
Incipit
O angeli o angeli
Idioma
italiano
Modalità esecutiva
Voce maschile
Genere
Derivazione colta
Argomento / Occasione / Funzione
Ciclo dell’anno. Riti natalizio-epifanici e di questua
Presentazione
Componimento pubblicato nella raccolta Michi sotto il titolo “Lode del Santo Natale al Bambino Giesu” con incipit “O angeli correte subito”.
Come canto della Stella* risulta documentato in Trentino a Tesero, Sover, Grumes e Tuenno. «Ha fatto però registrare esiti particolarmente importanti per la ricerca, in quanto è stato possibile trovare la relativa fonte laudistica della Controriforma: la raccolta «Laudi e canzoni spirituali” stampata a Roma da Ignazio de Lazzeri nel 1654. La concordanza con la lezione pubblicata dal Michi è pressoché totale, ad eccezione dell’ultima quartina che non viene pubblicata nella raccolta del sacerdote teserano» (Morelli 2014a, 200).
Le ricerche del musicologo Guido Pellizzari hanno reso possibile anche il ritrovamento del relativo canto ‘noto al volgo’: una canzonetta dal titolo “Donna ritrosa” con incipit “O Clorinda” pubblicata nella Raccolta Stefani del 1621 (Morelli 2020b, 328). «Siamo in presenza di un canto metaforicamente erotico, dedicato a una donna bellissima ma “rigida e frigida”, che nella lauda viene trasformata spiritualmente nella notte “rigida e frigida” in cui è nato Gesù. Le varie e poetiche esortazioni lanciate dallo spasimante all’indirizzo di questa “ninfa bellissima” affinché possa godersi finalmente “la stagion florida” non rimanendo “durissima e asprissima”, le ritroviamo trasformate nella lauda in delicate richieste agli angeli del cielo per accudire amabilmente il Bambino Gesù» (Morelli 2020b, 329).
* L’usanza della ‘Stella’ o dei ‘tre Re’ è diffusa in varie località dell’arco alpino, e in vaste zone dell’Europa centrale, soprattutto germanofona non riformata, ma anche boema, ungherese e slava. Nel periodo che va da Natale all’Epifania un gruppo di cantori, spesso mascherati da Re Magi, visita le case del paese, eseguendo un repertorio specifico di canti di questua e ricevendo in cambio doni di vario genere. Un cantore porta una stella solitamente illuminata e girevole. Il ricavato della questua può essere devoluto alla Chiesa oppure diviso fra i singoli cantori. Sull’origine dell’usanza e dei relativi canti Renato Morelli ha condotto una ricerca trentennale alla quale si rimanda per ulteriori approfondimenti (Morelli 2014). Inoltre, sul canale Youtube del Museo è disponibile la serie di otto webinar “Lezioni di musica popolare trentina. Stelle, Gelindi tre Re” condotta da Morelli sull’argomento.
Testo desunto
O angeli o angeli
venite subito
che non vi è dubito
Schema metrico
A6 B6 B6
Integrità
no
Durata
00:00:19
Note sul documento
In funzione
no
Località
Tuenno
Data
27/08/1991
Luogo ed occasione
Informatore
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel volume Stelle Gelindi tre Re (Morelli 2014)
Canti pubblicati nel CD “Stelle Gelindi tre Re“(Morelli 2014)
Tuenno canti raccolti da Renato Morelli (1991-1997)
Proprietà supporto originale
Note sul contesto
«Nel corso della ricerca è stato possibile trovare alcune labili tracce di questo componimento anche a Tuenno in Val di non: un tempo veniva eseguito come canto della Stella, usanza progressivamente abbandonata a partire dal secondo dopoguerra. Si tratta di un breve frammento ricordato dagli informatori più anziani» (Morelli 2014°, 199).
Schedatore
Corradini Lorenza
Morelli Renato
Zanolli Silvana
Data di modifica
05/02/2025