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Titolo convenzionale
Oggi è quel giorno santo
Incipit
Oggi È quel giorno santo
Idioma
italiano
Modalità esecutiva
Voci miste
Genere
Derivazione colta
Argomento / Occasione / Funzione
Ciclo dell’anno. Riti natalizio-epifanici e di questua
Presentazione
Nella raccolta Michi questo componimento si trova subito Subito dopo Dolce felice notte; è basato sullo stesso schema metrico della zingaresca, e porta il titolo Lode per il Giorno della Natività del Signore, articolato in 13 strofe con incipit Oggi è quel giorno santo (vedi foto allegata)
«Allo stato attuale della ricerca Oggi è quel giorno santo presenta qualche sporadica attestazione solamente in area bresciana (Grasso 2001, 99) e vicentina (Zamboni 2001, 125). In Trentino risulta documentato da fonti storiche a Soraga in val di Fassa e a Grauno in val di Cembra. Nella tradizione orale contemporanea viene eseguito solamente a Palù in Val dei Mòcheni, e a Sover in val di Cembra» (Morelli 2014a, 123)
Testo desunto
Oggi è quel giorno santo
o popol mio cortese
che s’è fatto palese
il divin verbo
Nessuno sia superbo
e non vi sia peccato
oggi È nel mondo nato
il creatore
Grazioso redentore
nato nella capanna
e si cantava osanna
al sommo Dio
Deh guarda popolo mio
l’estrema povertade
la grande umilitade
e la clemenza
Allor con riverenza
s’adora il fanciullino
È nato il dio bambino
insieme eterno
Nato nel pien dell’inverno
in mezzo a l’asino e il bove
tu eri senza dove
e senza loco
Dolce signor mio t’invoco
alla gran pena mia
con tua madre Maria
al suo bel viso
Schema metrico
A7 B7 B7 C5
Integrità
si
Durata
00:01:55
Note sul documento
A Sover, in Val di Cembra, da alcuni anni è attivo un gruppo corale – diretto e coordinato da Roberto Bazzanella – che si distingue sia sul versante della riproposta, sia su quello della ricerca.In particolare questo canto viene eseguito con l’accompagnamento strumentale di una fisarmonica.
«Un significativo episodio di “riscoperta-ripresa” di questo componimento si registra ancora una volta a Sover, in Val di Cembra, e si deve alle ricerche storicoarchivistiche di Roberto Bazzanella: riguarda una variante di Grauno (paese dirimpettaio di Sover, sul versante opposto della val di Cembra), dove l’usanza della Stella risulta da tempo caduta in disuso. Indagando nell’archivi storici della Curia Vescovile, di Castel Enn, e di Zenobio Albrizzi, Bazzanella ha trovato interessanti documenti in proposito:
«In una relazione inviata alla Curia vescovile e datata 12 novembre 1735 don Giovanni Cristofori, della famiglia dei “Marìži”, scrive in risposta ad alcune note inviate dagli uffici vescovili proprio a riguardo della “Stella”: “…ricevetti li ordini a riguardo dÈ canti che vengon eseguiti nelle notti fra il Santo Natale e la Festa dei Santi Magi…..ma codesta usanza è quivi degna di proseguir siccome è la devozione e la fede che animan li portatori de la Stella e l’esecutor del canto sacro”. (Archivio Curia Vescovile, Curazie 1, Libro B, 75). Le norme vescovili invitavano molto probabilmente a tralasciare l’usanza che in alcuni luoghi aveva assunto manifestazioni a volte al limite della scostumatezza. I dubbi della Curia Vescovile erano espressi in ordinanze che, anno dopo anno in dicembre, erano emesse per scongiurare l’organizzazione di tali usanze. Tuttavia nelle valli più lontane dalla città la tradizione della stella permase, e così a Grauno, tanto più che qui era sostenuta pure dai sacerdoti che ne avevano verificato la probità e dignità. Dal testo di don Giovanni Cristofori “dei Marìži” pare di capire che a all’inizio del ‘700 il canto eseguito nella “Stella” di Grauno fosse solo uno. Maggior chiarezza emerge dalla nota, custodita nell’archivio storico di Castel Enn, redatta nel dicembre 1792 da don Valentino Cristofori “dei Michei”, un altro sacerdote di Grauno. Il documento, mutilo delle prime pagine, riporta: “ Infra li villici de Graun è eseguita l’usanza detta “de la Stéla” nelli primi dì dell’anno novo. Per le contrade son eseguite le laude dÈ nostro Signore, con tratti veritieri e di fede, che sono “Oggi è quel giorno santo” e “E noi siamo li tre re d’oriente”.” (Archivio Zenobio Albrizzi. Atti delle Comunità, VIII, 22). A fine settecento dunque i canti della “Stella” a Grauno erano due: “Oggi è quel giorno santo” e “E noi siam tre re d’oriente”, entrambi parte della raccolta Michi. Purtroppo del brano “E noi siam tre re ” non si trova nulla, tuttavia esiste un prezioso documento redatto dal coadiutore curaziale don Antonio Fadanelli nel 1824: il suo scritto custodito in alcuni incartamenti di Castel Enn a Montagna riporta il canto che a sua dire “veniva eseguito nelle sante feste del Natale ai Vesperi Sacri, nelle famiglie e nella contrada tutta” (Archivio Zenobio Albrizzi. Atti delle Comunità, IX, 54). Il canto è “Oggi è quel giorno santo”, di cui don Fadanelli riporta il testo». (Bazzanella 2008, 158)”». (Morelli 2014a, 126)
In funzione
no
Località
Sover
Data
29/01/2008
Luogo ed occasione
Informatore
coro "La Valle" diretto da Roberto Bazzanella
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel CD “Stelle Gelindi tre Re“(Morelli 2014)
Canti pubblicati nel volume Quaderno di APTO n. 2 Canzoniere natalizio-epifanico (2026)
Canti pubblicati nel volume Stelle Gelindi tre Re (Morelli 2014)
Sover canti raccolti da Renato Morelli (2004)
Proprietà supporto originale
Renato Morelli
Note sul contesto
L’usanza della ‘Stella’ o dei ‘tre Re’ è diffusa in varie località dell’arco alpino, e in vaste zone dell’Europa centrale, soprattutto germanofona non riformata, ma anche boema, ungherese e slava. Nel periodo che va da Natale all’Epifania un gruppo di cantori, spesso mascherati da Re Magi, visita le case del paese, eseguendo un repertorio specifico di canti di questua e ricevendo in cambio doni di vario genere. Un cantore porta una stella solitamente illuminata e girevole. Il ricavato della questua può essere devoluto alla Chiesa oppure diviso fra i singoli cantori. Sull’origine dell’usanza e dei relativi canti Renato Morelli ha condotto una ricerca trentennale alla quale si rimanda per ulteriori approfondimenti (Morelli 2014). Inoltre, sul canale Youtube del Museo è disponibile la serie di otto webinar “Lezioni di musica popolare trentina. Stelle, Gelindi tre Re” condotta da Morelli sull’argomento.
Schedatore
Morelli Renato
Zanolli Silvana
Data di modifica
04/04/2026