Documento n. 1445

Titolo convenzionale

Fior di tomba (Nigra 19)

Incipit

Oih cara mamma sera la porta

Idioma

epico-lirico

Modalità esecutiva

Voci femminili

Genere

Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra

Argomento / Occasione / Funzione

Narrazione

Media allegati

Audio

Presentazione

Fior di tomba è una delle ballate più conosciute e diffuse in Italia, con varianti e contaminazioni, compresa quella partigiana Bella ciao. Ciò che caratterizza questa ballata è l’inserimento del motivo finale della giovane morta per amore, riposante in una tomba sulla quale è stato piantato il fiore del ricordo.
In Trentino la ballata è caratterizzata dal capoverso Questa mattina mi sono alzata: gode di un’ampia diffusione documentata a partire dalle principali raccolte ‘storiche’ di Pasetti (1923, 19), Pargolesi (1892, 19) Bertagnolli (1910, 18), Zanettin (1935,19). Nella ‘ritrovata’ raccolta Gartner vengono riportate ben nove varianti del 1904 (alcune anche con trascrizione musicale) rispettivamente di Ruffrè, Cavareno, Dambel, Malosco, Ronzone, Sfruz, Tret, Rumo, Dovena (Vinati e Zanolli 2008, 56).
Il dato della sua capillare diffusione è confermato anche nella ricerca sul campo: Fiordi tomba risulta essere la ballata più conosciuta, documentata in ben venticinque versioni e presente in quasi tutte le località interessate dalla ricerca, anche con la compresenza di diverse versioni all’interno dello stesso gruppo di cantori: è il caso ad esempio di Viarago, Fierozzo San Felice, Condino dove sono conosciute due versioni diverse, mentre a Mezzano e a Faedo sono addirittura tre.
Il corpus più completo di Fior di tomba proviene dalla Val dei Mòcheni dove sono state registrate sette versioni, praticamente in tutti i paesi, sia alloglotti che romanzi; la lezione E- Frassilongo si configura come la più completa, in quanto riporta anche le tre strofe centrali con il tema della finzione «Con la bocca dirò i peccati | e col cuore farò l’amor. Farò finta di esser morta per far pianger qualchedun».
Per gli incipit si possono individuare cinque diverse tipologie:
1 – incipit «Questa mattina mi sono alzata»: A – Viarago, C – Fierozzo, D – Fierozzo, E – Frassilongo, G – Roveda, G – S. Orsola, H – Castel Tesino I – Vermiglio, N – Mezzano, R – Lisignago, T – Roncogno, V – Ronco, Z1 – Condino, Z3 – Caderzone
2 – incipit «Farem far ’na fossa fonda»: B – Viarago
3 – incipit «Passeggiando per Milano»: L – Mezzano,
4 – incipit «Oi cara mamma seré la porta»: M – Mezzano, O – Faedo, U – Pinè, Z4 – Chizzola
5 – incipit: «Ha mangiato l’insalatina»: P – Faedo, Q – Faedo, S – Valfloriana, Z – Condino, Z2 – Praso.
Interessante è anche la grande varietà di profili melodici, quantificabili in nove prototipi diversi, non necessariamente associate allo stesso incipit.
[cfr. Morelli 2022, 138- 140]

Testo desunto

Oih cara mamma sera la porta
che non entri più nessun

Voglio far finta di essere morta
per far pianger, far pianger qualche dun
voglio far finta di essere morta
per far pianger, far pianger qualche dun

Faremo fare una fossa fonda
che staremo dentro in tre
il babbo mio, la mamma mia
e il mio ben, il mio bene in braccio a me

E su la tomba
metteremo un verde fior
e questo è il fiore di Teresina
che l’è morta, l’e morta per amor
e questo è il fiore di Teresina
che l’è morta, l’è morta per amor

e per l’amore non si muore
ma si muore, si muore per dolor
e per l’amore non si muore
ma si muore, si muore dal dolor

Schema metrico

[P] [t] (rip)

Integrità

si

Durata

00:01:19

Note sul documento

Registrazioni originali effettuate da Renato Morelli

Rilevazione

In funzione

no

Località

Faedo

Data

28/11/1993

Luogo ed occasione

Nel 1993 Renato Morelli decide di effettuare una ricerca a Faedo. Incarica Bruno Filippi e Roberto Gianotti di individuare e coinvolgere le persone disponibili. Nel corso di due sedute di registrazione documenta il corpus di canti popolari ancora presenti nella memoria degli informatori, ora digitalizzati in Apto.
Nel minuscolo villaggio pedemontano di Faedo c’è un tempo dove il canto e la musica arricchiscono la vita della comunità: la banda, il coro della chiesa, i canti eseguiti durante i filò e nei momenti conviviali nelle cantine. A Faedo tutti cantano durante le feste: Sant’ Agata che cade il 5 febbraio, la terza de Lui per il Santissimo Redentore, la Madonna del Rosario i primi di ottobre, poi i Santi, Natale, Pasqua, carnevale, ferragosto, si canta, inoltre, ai matrimoni e alle feste dei coscritti. In paese i vecchi cominciano a mancare i giovani ora cantano meno. Questo patrimonio culturale rischia di essere dimenticato.

Informatore

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Rilevatore

Morelli Renato

Fondo / Raccolta

Faedo canti raccolti da Renato Morelli (1993)

Proprietà supporto originale

mucgt

Note sul contesto

Schedatura

Schedatore

Corradini Lorenza

Zanolli Silvana

Data di modifica

16/09/2026

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