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Titolo convenzionale
Puer natus in Bethlehem
Incipit
Bernatus in Bethlahem
Idioma
latino e latino alterato
Modalità esecutiva
Voci miste
Genere
Derivazione colta
Argomento / Occasione / Funzione
Ciclo dell’anno. Riti natalizio-epifanici e di questua
Presentazione
La raccolta Michi si apre con il Puer natus in Bethlehem, riportato in ben nove versioni differenti, una per ogni singolo giorno che va da Natale all’Epifania (vedi foto allegata)
Si tratta di un componimento medioevale eseguito come canto della Stella ma anche augurale di capodanno. Le prime fonti sono un antifonario di Bobbio del 13° secolo (Torino Bibl. Naz. F I 4, fol. 334 recto), un manoscritto di Praga del 1320 (Kumar 1958), due manoscritti di Monaco del XV sec. (Wackernagel 1864, 309-904), un innario del monaco boemo Franus del 1505 (Orel, 93).
«Nell’arco alpino italiano è documentato soprattutto nelle comunità germanofone (Val dei Mòcheni, Sauris-Zahre). La sua presenza è attestata prevalentemente nelle aree germanofone a nord delle Alpi … Ha registrato infatti una grande diffusione soprattutto nei paesi mitteleuropei di lingua tedesca, slava e ungherese dove il protestantesimo si radicò più profondamente. Entrò a far parte cioè del repertorio di canti religiosi profani riformati, dal quale partirono gli esordi innologici di Lutero culminati nelle cantate e passioni di Bach, il quale proprio su questo Puer natus in Bethlehemcompose varie opere» (Morelli 2014, 82)
«Osservando da vicino i testi delle due più importanti varianti protestanti tedesche, e confrontandoli con quelle cattoliche successive, si nota un continuo rimbalzo di strofe “protestanti” in testi “cattolici” e viceversa; è opportuno evidenziare in proposito come l’unica vera differenza vada sostanzialmente individuata nella contestualizzazione del Puer natus. Nell’uso protestante diventa Geistlicher Lied o Choral Gesang, dunque canto liturgico a pieno titolo; nell’uso cattolico, estromesso dal “portone” della liturgia ufficiale, il Puer natus rientrerà invece dalla “finestra” paraliturgica come canto di questua per il rito della Stella, una tradizione popolare presente solamente in ambito cattolico, sconosciuta – non a caso – in quello protestante» (Morelli 1996, 160)
«A Palù il canto – chiamato convenzionalmente con il titolo Bernatus (dal momento che l’incipit, nell’idioma locale, viene pronunciato Bernatus in Bethlahem) – viene eseguito da due cori con andamento antifonale: il coro A intona all’unisono il primo verso, il coro B risponde polivocalmente con il secondo verso, concluso sempre dal ritornello Lendomini in Domino novo anno. I cantori si dispongono in due cerchi distanti fra loro qualche metro. Durante il giro della Stéla a Palù il Puer natus viene eseguito su specifica richiesta dei padroni di casa; viene inoltre intonato in chiesa, il giorno di Capodanno, al termine della messa solenne, dal coro degli stelàri assieme ai nuovi Koskrötn dell’anno entrante, per ricordare alla comunità il giro serale della stéla. In particolare, la lezione di Palù coincide sostanzialmente con la n. 7 del Michi, Puer natus per il giorno della Circoncisione ed Epifania del Signore, indicato nel sommario come Puer natus Laetamini» (Morelli 2014, 82)
La variante di Palù presenta interessanti coincidenze con i profili melodici di alcune varianti medioeovali tedesche (Morelli 1996, pag. 162-165).
Testo desunto
Bernatus in Bethlahem
unde gaude Ierusalem
lendomini in Domino
in novo anno
Hic jacet in presepio
qui regnat sine termino
lendomini in Domino
in novo anno
Christum Regem veneremus
novo cantico
Cognove bo et asino
quod puererat Domino
lendomini in Domino
in novo anno
Reges de Saba venia
auruntus, mirra offero
lendomini in Domino
in novo anno
Intrantes domum invicem
saluta novum principem
lendomini in Domino
in novo anno
In hoc Natale gaudio
benedicamus Domino
lendomini in Domino
in novo anno
Laudetur santa Trinita
Deo dicamus gratia
lendomini in Domino
in novo anno
Laudetur Virgo Maria
per infinita secula
lendomini in Domino
in novo anno
Schema metrico
n. d.
Integrità
si
Durata
00:01:50
Note sul documento
In funzione
si
Località
Palù (Val dei Mòcheni)
Data
01/01/1985
Luogo ed occasione
Informatore
Stellari di Palù coordinati da Fiore Stefani
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel CD “Identità musicale della Val dei Mòcheni” (Morelli 1996)
Canti pubblicati nel CD “Stelle Gelindi tre Re“(Morelli 2014)
Canti pubblicati nel volume Identità musicale della Val dei Mòcheni (Morelli 1996)
Canti pubblicati nel volume Quaderno di APTO n. 2 Canzoniere natalizio-epifanico (2026)
Canti pubblicati nel volume Stelle Gelindi tre Re (Morelli 2014)
Val dei Mòcheni (Palù) canti raccolti da Renato Morelli (1985 -1990)
Proprietà supporto originale
Renato Morelli
Note sul contesto
L’usanza della ‘Stella’ o dei ‘tre Re’ è diffusa in varie località dell’arco alpino, e in vaste zone dell’Europa centrale, soprattutto germanofona non riformata, ma anche boema, ungherese e slava. Nel periodo che va da Natale all’Epifania un gruppo di cantori, spesso mascherati da Re Magi, visita le case del paese, eseguendo un repertorio specifico di canti di questua e ricevendo in cambio doni di vario genere. Un cantore porta una stella solitamente illuminata e girevole. Il ricavato della questua può essere devoluto alla Chiesa oppure diviso fra i singoli cantori. Sull’origine dell’usanza e dei relativi canti Renato Morelli ha condotto una ricerca trentennale alla quale si rimanda per ulteriori approfondimenti (Morelli 2014). Inoltre, sul canale Youtube del Museo è disponibile la serie di otto webinar “Lezioni di musica popolare trentina. Stelle, Gelindi tre Re” condotta da Morelli sull’argomento.
Schedatore
Morelli Renato
Zanolli Silvana
Data di modifica
26/03/2026