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Puer natus in Bethlehem

Documento n. 1738

Titolo convenzionale

Puer natus in Bethlehem

Incipit

Puer natus in Bethlem

Idioma

latino e latino alterato

Modalità esecutiva

Voci miste

Genere

Derivazione colta

Argomento / Occasione / Funzione

Ciclo dell’anno. Riti natalizio-epifanici e di questua

Media allegati

Audio

Presentazione

Componimento medioevale eseguito come canto della Stella ma anche augurale di capodanno. Le prime fonti sono un antifonario di Bobbio del 13° secolo (Torino Bibl. Naz. F I 4, fol. 334 recto), un manoscritto di Praga del 1320 (Kumar 1958), due manoscritti di Monaco del XV sec. (Wackernagel 1864, 309-904), un innario del monaco boemo Franus del 1505 (Orel, 93).
«Nell’arco alpino italiano è documentato soprattutto nelle comunità germanofone (Val dei Mòcheni, Sauris-Zahre). La sua presenza è attestata prevalentemente nelle aree germanofone a nord delle Alpi … Ha registrato infatti una grande diffusione soprattutto nei paesi mitteleuropei di lingua tedesca, slava e ungherese dove il protestantesimo si radicò più profondamente. Entrò a far parte cioè del repertorio di canti religiosi profani riformati, dal quale partirono gli esordi innologici di Lutero culminati nelle cantate e passioni di Bach, il quale proprio su questo ‘Puer natus in Bethlehem’ compose varie opere» (Morelli 2014, 82)
Nella raccolta “Sacri canti” di Don Giambattista Michi di Fiemme, ritrovata a Palù del Fersina e risalente alla seconda metà del XVII secolo, sono presenti ben nove versioni del canto: una per ogni singolo giorno che va da Natale all’Epifania.
«Osservando da vicino i testi delle due più importanti varianti protestanti tedesche, e confrontandoli con quelle cattoliche successive, si nota un continuo rimbalzo di strofe “protestanti” in testi “cattolici” e viceversa; è opportuno evidenziare in proposito come l’unica vera differenza vada sostanzialmente individuata nella contestualizzazione del Puer natus. Nell’uso protestante diventa Geistlicher Lied o Choral Gesang, dunque canto liturgico a pieno titolo; nell’uso cattolico, estromesso dal “portone” della liturgia ufficiale, il Puer natus rientrerà invece dalla “finestra” paraliturgica come canto di questua per il rito della Stella, una tradizione popolare presente solamente in ambito cattolico, sconosciuta – non a caso – in quello protestante» (Morelli 1996, 160)
«La versione che ho raccolto a Cleulis il 31 maggio 1987 è composta da dieci strofe. Rispetto alla versione di Sutrio, mancano le strofe 2 e 3, e sono aggiunte tra la 7 e la 8 tre altre strofe. La melodia (trasportata nella medesima tonalità) si carat- terizza per la presenza sempre e soltanto del fa» (Starec 2001, 249)

Testo desunto

Puer natus in Bethlem
in Bethlem
unde gaudet Jerusalem
unde gaudet Jerusalem
Alleluia alleluia alleluia
alleluia alleluia
Ave Maria gratia plena.

Hic jacet in presepio
presepio
qui regnat sine termino
qui regnat sine termino
Alleluia alleluia alleluia
alleluia alleluia
Ave Maria gratia plena

Schema metrico

n. d.

Integrità

Durata

00:02:00

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

no

Località

Cleulis (UD)

Data

31/03/1987

Luogo ed occasione

Informatore

Rilevatore

Starec Roberto

Fondo / Raccolta

Canti pubblicati nel volume Dolce felice notte (Morelli 2001)

Canti pubblicati nel CD “Dolce felice notte” (Morelli 2001)

Proprietà supporto originale

Renato Morelli

Note sul contesto

Schedatura

Schedatore

Grillo Chiara

Meneghelli Pietro

Morelli Renato

Zanolli Silvana

Data di modifica

05/02/2025

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