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Titolo convenzionale
Aprite le finestre
Incipit
Che bella serenata quante stelle
Idioma
italiano
Modalità esecutiva
Voci maschili
Genere
Derivazione colta
Argomento / Occasione / Funzione
Ciclo della vita. Riti di corteggiamento: serenata
Audio
Presentazione
Testo desunto
Che bella serenata quante stelle
na bella notte per rubar putele
chi ruba le putele non son ladri
ma sono giovanotti innamorati
chi ruba le putele non son ladri
ma sono giovanotti innamorati
Aprite la finestra o vago fiore
poiché la notte oscura e il tempo tace
io son venuto per rubarti il cuore
lasciatemi passar che son l’amore
(…)
io son venuto per rubarti il cuore
lasciatemi passar che son l’amore
Avete come il ghiaccio il cuor gelato
sul vostro cuor il fior non è mai spuntato
e se volete che vi spunti il fiore
lasciatemi passar che son l’amore
e se volete che vi spunti un fiore
lasciatemi passar che son l’amore
Aprite la finestra o vago fiore
poiché la notte oscura e il tempo tace
io son venuto per rubarti il cuore
lasciatemi passar che son l’amore
io son venuto per rubarti il cuore
lasciatemi passar che son l’amore
Fanciulla la mia voce diventa roca
al suon della chitarra si fa più fioca
se tu non apri la finestra matta
sarà cantata in van la serenata
se tu non apri la finestra matta
sarà cantata in van la serenata
Schema metrico
A11 A11 B11 C11 // D11 E11 F11 F11 (rip)
Integrità
si
Durata
00:04:06
Note sul documento
Serenata d’autore ignoto.
Francesco Cimmino (1862-1938) elaborò questo brano per la romanza da camera «Io son l’amore» (1904) musicata da Francesco Paolo Tosti, (1846 – 1916) per la voce baritonale di Antonio Scotti (1866-1936).
In funzione
Località
Borgo Valsugana
Data
Luogo ed occasione
Probabile esecuzione canora ad orecchio del gruppo rievocativo dei Semoloti, nel contesto del Palio dela Brenta. L’iniziativa è nata negli anni ’80 e dura una settimana, il primo fine settimana di fine agosto. Vengono rievocate vicende cinquecentesche della Magnifica comunità di Borgo. I due gruppi Farinoti e Semoloti si sfidano. Il primo gruppo, è raffigurato dalla farina bianca di grano tenero che in passato dava origine al pane bianco per i ricchi, quindi rappresenta signorotti e dame, mentre i Semoloti, nome che deriva dalla semola di grano duro che da un pane meno soffice e con crosta, raffigurano i contadini dei tempi antichi.
Informatore
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Rilevatore
Zanghellini Paolo
Fondo / Raccolta
Valsugana canti raccolti da Paolo Zanghellini e Romano Galvan - Coro Valsella (1950-1990)
Proprietà supporto originale
MUCGT
Note sul contesto
Romano Galvan e Paolo Zanghellini a partire dagli anni ’60, probabilmente già negli anni ’50 (come emerge da un documento scritto presente nel fondo Valsella), condussero delle ricerche per conto del Coro Valsella. Effettuarono numerose registrazioni di canti popolari in Trentino e in Veneto. I loro documenti sonori, acquistati dal Museo negli anni ’90, riguardano la Valsuganna, in particolare la zona di Borgo, Torcegno, Villa Agnedo e Telve.
Le rilevazioni ebbero la finalità di organizzare, partendo dal canto di tradizione orale, un proiprio repertorio corale armonizzato. Il Coro Valsella, grazie a queste ricerche, ha potuto realizzare concerti, produrre dischi e audiocassette a partire dagli anni ’70.
La ricerca d’archivio, svolta internamente ad APTO, mette in luce l’uso del cantare in compagnia. Vengono così recuperate le voci dei protagonisti, i brusii dei diversi contesti, ad esempio quello della Felizita, un’antica osteria di Villa Agnedo.
Paolo Zanghellini, memoria storica del Coro, ha aiutato a ricostruire le tappe della sua ricerca.
Schedatore
Corradini Lorenza
Caserta Riccardo
Zanolli Silvana
Data di modifica
16/09/2026