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Aprite le finestre

Documento n. 1567

Titolo convenzionale

Aprite le finestre

Incipit

Che bella serenata quante stelle

Idioma

italiano

Modalità esecutiva

Voci maschili

Genere

Derivazione colta

Argomento / Occasione / Funzione

Ciclo della vita. Riti di corteggiamento: serenata

Media allegati

Audio

Presentazione

Testo desunto

Che bella serenata quante stelle
na bella notte per rubar putele
chi ruba le putele non son ladri
ma sono giovanotti innamorati
chi ruba le putele non son ladri
ma sono giovanotti innamorati

Aprite la finestra o vago fiore
poiché la notte oscura e il tempo tace
io son venuto per rubarti il cuore
lasciatemi passar che son l’amore
(…)
io son venuto per rubarti il cuore
lasciatemi passar che son l’amore

Avete come il ghiaccio il cuor gelato
sul vostro cuor il fior non è mai spuntato
e se volete che vi spunti il fiore
lasciatemi passar che son l’amore
e se volete che vi spunti un fiore
lasciatemi passar che son l’amore

Aprite la finestra o vago fiore
poiché la notte oscura e il tempo tace
io son venuto per rubarti il cuore
lasciatemi passar che son l’amore
io son venuto per rubarti il cuore
lasciatemi passar che son l’amore

Fanciulla la mia voce diventa roca
al suon della chitarra si fa più fioca
se tu non apri la finestra matta
sarà cantata in van la serenata
se tu non apri la finestra matta
sarà cantata in van la serenata

Schema metrico

A11 A11 B11 C11 // D11 E11 F11 F11 (rip)

Integrità

si

Durata

00:04:06

Note sul documento

Serenata d’autore ignoto.
Francesco Cimmino (1862-1938) elaborò questo brano per la romanza da camera «Io son l’amore» (1904) musicata da Francesco Paolo Tosti, (1846 – 1916) per la voce baritonale di Antonio Scotti (1866-1936).

Rilevazione

In funzione

Località

Borgo Valsugana

Data

Luogo ed occasione

Probabile esecuzione canora ad orecchio del gruppo rievocativo dei Semoloti, nel contesto del Palio dela Brenta. L’iniziativa è nata negli anni ’80 e dura una settimana, il primo fine settimana di fine agosto. Vengono rievocate vicende cinquecentesche della Magnifica comunità di Borgo. I due gruppi Farinoti e Semoloti si sfidano. Il primo gruppo, è raffigurato dalla farina bianca di grano tenero che in passato dava origine al pane bianco per i ricchi, quindi rappresenta signorotti e dame, mentre i Semoloti, nome che deriva dalla semola di grano duro che da un pane meno soffice e con crosta, raffigurano i contadini dei tempi antichi.

Informatore

*****************

Rilevatore

Zanghellini Paolo

Fondo / Raccolta

Valsugana canti raccolti da Paolo Zanghellini e Romano Galvan - Coro Valsella (1950-1990)

Proprietà supporto originale

MUCGT

Note sul contesto

Romano Galvan e Paolo Zanghellini a partire dagli anni ’60, probabilmente già negli anni ’50 (come emerge da un documento scritto presente nel fondo Valsella), condussero delle ricerche per conto del Coro Valsella. Effettuarono numerose registrazioni di canti popolari in Trentino e in Veneto. I loro documenti sonori, acquistati dal Museo negli anni ’90, riguardano la Valsuganna, in particolare la zona di Borgo, Torcegno, Villa Agnedo e Telve.
Le rilevazioni ebbero la finalità di organizzare, partendo dal canto di tradizione orale, un proiprio repertorio corale armonizzato. Il Coro Valsella, grazie a queste ricerche, ha potuto realizzare concerti, produrre dischi e audiocassette a partire dagli anni ’70.
La ricerca d’archivio, svolta internamente ad APTO, mette in luce l’uso del cantare in compagnia. Vengono così recuperate le voci dei protagonisti, i brusii dei diversi contesti, ad esempio quello della Felizita, un’antica osteria di Villa Agnedo.
Paolo Zanghellini, memoria storica del Coro, ha aiutato a ricostruire le tappe della sua ricerca.

Schedatura

Schedatore

Corradini Lorenza

Caserta Riccardo

Zanolli Silvana

Data di modifica

16/09/2026

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