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Titolo convenzionale
Sette passi
Incipit
Idioma
Modalità esecutiva
Strumentale: organetto diatonico
Genere
Musica per ballo. Sette passi
Argomento / Occasione / Funzione
Ciclo della vita. Intrattenimento tra amici, feste, matrimoni, serate danzanti
Audio
Presentazione
Testo desunto
Schema metrico
Integrità
si
Durata
00:01:23
Note sul documento
In funzione
si
Località
Palù (Val dei Mòcheni)
Data
30/04/1988
Luogo ed occasione
Registrazione effettuata il 30 aprile 1988, nella sede del gruppo folkloristico di Palù, durante una serata di prove. Musiche eseguite da Toller Giorgio (1923-1987) con l’organetto diatonico, chiamato “rèta”. In questa occasione Placida Staro ha effettuato le riprese video, utilizzate in seguito per la realizzazione del DVD “Trentino. Danze della tradizione” (Morelli 2005b).
Informatore
Toller Giorgio (1923)
Rilevatore
Morelli Renato
Staro Placida
Fondo / Raccolta
Val dei Mòcheni (Palù) repertorio strumentale di Toller Giorgio (Rèta) raccolto da Renato Morelli (1988)
Proprietà supporto originale
Morelli Renato
Note sul contesto
«[…] le peculiarità del repertorio coreutico hanno suggerito nel 1968 l’idea di dar vita al Gruppo folcloristico di Palù – Valle dei Mòcheni, riunendo in un momento spettacolare e rappresentativo quelle danze che testimoniano l’originalità, l’identità e la specificità culturale della comunità mòchena. Un tentativo precedente viene ricordato nel 1934, con la costituzione di un primo gruppo folcloristico, il balletto di San Francesco, in cui suonava un fisarmonicista di Frassilongo.
L’attuale repertorio del balletto di Palù comprende circa dodici balli 3, a proposito dei quali osserva la Staro: «Che la matrice sia nettamente derivata dalla cultura centro europea è comunque indiscusso, vista la comunanza del repertorio musicale, delle caratteristiche di stile di movimento e delle figurazioni coreografiche. Le danze della Val dei Mòcheni costituiscono quindi un patrimonio della cultura alpina che si esprime in idiomi del ceppo germanico, e la stessa analisi del repertorio ancora in uso lo testimonia. Se le strutture superficiali della danza, quelle che comunemente chiamiamo “aria musicale” e “figurazioni coreografiche” sono appartenenti alla ottocentesca tradizione germanica e austriaca, gli elementi formali più profondi, quali ad esempio la suddivisione ritmica degli accenti, la tipologia dei passi di base, l’uso della gestualità fanno parte della più arcaica cultura delmovimento che accomuna l’arco alpino, dalle valli valdostane al Friuli. Rispetto alle restanti popolazioni alpine, la cultura di danza della gente mòchena rappresenta un caso interessante di commistione non sovrapposizione, ma fusione di diversi strati di acculturazione, fino a formare l’attuale repertorio codificato del gruppo del balletto di Palù. Ad un originario linguaggio comune “alpino”, i caratteri e le mode di ritorno dal Sud Tirolo, dalla Baviera e, in tempi recenti dall’Austria, hanno di volta in volta aggiunto elementi di novità e di variazione perfettamente fusi con il corpus, tanto da essere oggi indistinguibili» [Staro 1991, ined.]» Morelli 2006, 37-38.
Schedatore
Zanolli Silvana
Data di modifica
24/09/2025