Documento n. 1464

Titolo convenzionale

Fior di tomba (Nigra 19)

Incipit

Stamattina mi sono alzata

Idioma

epico-lirico

Modalità esecutiva

Voci maschili

Genere

Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra

Argomento / Occasione / Funzione

Narrazione

Media allegati

Audio

Presentazione

Canto narrativo diffuso in tutta Italia in diverse varianti musicali e testuali, che si concludono tuttavia con il medesimo motivo: il fiore sulla tomba a ricordo della ragazza morta per amore. Costantino Nigra (n. 19) riconosce principalmente due diversi sviluppi testuali: nel primo la ragazza vuole sposare un prigioniero che all’indomani delle nozze sarà condannato a morte. Chiede quindi di morire con lui e di essere sepolta nella stessa tomba sulla quale sarà piantato un bel fiore a testimonianza del suo amore. Nella seconda versione, invece, la ragazza vede dalla finestra l’amante parlare con un’altra donna e decide allora di far finta di essere morta per farlo star male. Chiede che venga costruita una tomba per tre persone sulla quale piantare un bel fiore [Nigra 1888]. Da questo canto è derivata la nota canzone della Resistenza italiana “Bella ciao”, che ebbe ampia diffusione dopo la seconda guerra mondiale (C. Grillo)

Testo desunto

Stamattina mi sono alzata
un ora prima che spunti il sol
e stamattina mi sono alzata
un ora prima che spunti il sol

E mi son messa alla finestrella
è là che ho visto il mio primo amor
e mi son messa alla finestrella
è là che ho visto il mio primo amor

E l’era accanto ad una ragazza
immagineve che gran dolor
e l’era accanto ad una ragazza
immagineve che gran dolor

Oi cara mamma meneme in chiesa
che voi far la confession
oi cara mamma meneme in chiesa
voi far la confession

E con la bocca dirò i peccati
e con il cuore farò l’amor
e con la bocca dirò i peccati
e con il cuore farò l’amor

La penitenza che lui mi ha dato
è di lasciare il mio primo amor
la penitenza che lui mi ha dato
è di lasciare il mio primo amor

E mi piuttosto che di lasciarlo
a confessarmi non vado più
e mi piuttosto che di lasciarlo
a confessarmi non vado più

Faremo fare una casa grande
che ci staremo là dentro in tre
faremo fare una casa grande
che ci staremo là dentro in tre

Per prima il babbo e poi la mamma
e il Beppino in braccio a me
per primo il babbo e poi la mamma
e il Beppino in braccio me

Schema metrico

[P] [t] (rip)

Integrità

si

Durata

00:03:31

Note sul documento

Rilevazione

In funzione

no

Località

Villa Agnedo

Data

01/01/1967

Luogo ed occasione

Osteria alla Felizita, Villa Agnedo, gruppo di amici della parrocchia di Villa Agnedo

Informatore

*****************

Rilevatore

Zanghellini Paolo

Fondo / Raccolta

Valsugana canti raccolti da Paolo Zanghellini e Romano Galvan - Coro Valsella (1950-1990)

Proprietà supporto originale

MUCGT

Note sul contesto

Romano Galvan e Paolo Zanghellini a partire dagli anni ’60, probabilmente già negli anni ’50 (come emerge da un documento scritto presente nel fondo Valsella), condussero delle ricerche per conto del Coro Valsella. Effettuarono numerose registrazioni di canti popolari in Trentino e in Veneto. I loro documenti sonori, acquistati dal Museo negli anni ’90, riguardano la Valsuganna, in particolare la zona di Borgo, Torcegno, Villa Agnedo e Telve.
Le rilevazioni ebbero la finalità di organizzare, partendo dal canto di tradizione orale, un proiprio repertorio corale armonizzato. Il Coro Valsella, grazie a queste ricerche, ha potuto realizzare concerti, produrre dischi e audiocassette a partire dagli anni ’70.
La ricerca d’archivio, svolta internamente ad APTO, mette in luce l’uso del cantare in compagnia. Vengono così recuperate le voci dei protagonisti, i brusii dei diversi contesti, ad esempio quello della Felizita, un’antica osteria di Villa Agnedo.
Paolo Zanghellini, memoria storica del Coro, ha aiutato a ricostruire le tappe della sua ricerca.

Schedatura

Schedatore

Corradini Lorenza

Caserta Riccardo

Zanolli Silvana

Data di modifica

16/09/2026

Privacy policy - Cookie Policy - Preferenze cookie - Credits