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Titolo convenzionale
E la dorme sul pajon
Incipit
E la dorme sul paiom pim pom
Idioma
italiano-dialetto trentino
Modalità esecutiva
Voce femminile
Genere
Canzone
Argomento / Occasione / Funzione
Ciclo della vita. Matrimonio
Audio
Presentazione
Testo desunto
E la dorme sul paiom pim pom
sul paiom con poca paia pim pom
sul paiom con poca paia pim pom
el ninzoi entaconà
La va su dal sior curato pim pom
e la ghe racconta el fato pim pom
e la ghe racconta el fato pim pom
che è la figlia da maridar
Ed allora ‘l sior curato pim pom
ed allora el ghe domanda pim pom
ed allora el ghe domanda pim pom
quanti ani che la gà
E la ga venti ani pim pom
e la va per i ventuno pim pom
e se ‘n passa ancora uno pim pom
resto figlia da maridar
Schema metrico
A8 B8 B8 c8 (ins)
Integrità
Durata
00:01:01
Note sul documento
In funzione
Località
Brentonico
Data
01/01/1971
Luogo ed occasione
Ricerca approntata dal collettivo coordinato da Quinto Antonelli, costituito da: Cesare Andreolli, Gloria Andreolli, Vasco Andreolli, Giorgio Bertolli, Isa Bombana, Giorgio Dossi, Elia Giovanazzi, Giovanni La Spada, Giuliano Passerini, Franco Sartori, Carlo Schelfi, Gianni Tonetta, Nicola Zolle
Informatore
Rilevatore
Antonelli Quinto (coord.)
Fondo / Raccolta
Crosano-Brentonico canti raccolti dal gruppo di ricerca coordinato da Quinto Antonelli (1971/1975)
Proprietà supporto originale
Quinto Antonelli
Note sul contesto
«La maggior parte dei canti non è esclusiva del Trentino, ma appartiene al più vasto repertorio settentrionale: Fanno eccezione quei pochi che si rifanno alle originali vicende trentine e degli anni del primo Novecento e della Grande Guerra. I canti sono redatti perlopiù in italiano, o meglio sono cantati nell’italiano popolare, la lingua franca che ne garantisce la comprensione e la circolazione.» … «…come ha scritto Sanga “In una lingua artificiale, che unisce in maniera originaria forme italiane e dialettali”, “Una lingua che non è mai stata parlata, ma che è stata creata apposta, in conseguenza delle necessità metriche”, (Sanga1976, 274). Mentre i canti totalmente dialettali sono poco numerosi e per lo più di argomento esclusivamente locale.». (Antonelli 1980, 3)
La ricerca nasce negli anni ‘70 nel contesto della moda del folk revival, che portò molti giovani a registrare canti popolari, anche in un contesto di attivismo politico e lotta di classe. «In principio, per noi giovani provinciali, ci fu solo Dario Fo. La rappresentazione del “Mistero Buffo” Costituirono la scoperta stupefatta di quella cultura che, negata e rimossa dal “Potere”, si voleva totalmente “Altra”; l’esperienza del Nuovo Canzoniere Italiano assicurava il collegamento, senza soluzione di continuità, tra cultura contadina e cultura operaia; le analisi di Lombardi – Satriani legittimavano infine l’identificazione già avvenuta nella coscienza: il folklore era una cultura di contestazione.». (Antonelli 1980, 1).
Schedatore
Meneghelli Pietro
Zanolli Silvana
Data di modifica
16/09/2026