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Titolo convenzionale
La Val d' Annone
Incipit
Tra le valli è la più bella
Idioma
italiano-dialetto trentino
Modalità esecutiva
Voce maschile
Genere
Derivazione colta
Argomento / Occasione / Funzione
Ambiente. Inno
Audio
Foto
Presentazione
Canzone composta da 29 strofe che descrive vari luoghi naturali e architettonici della Val di Non. Composta probabilmente da qualche maestro locale. Esiste un foglio volante (stampa popolare) della tipografia Marietti (senza data) che riporta il testo di 17 strofe – pressoché identiche alla versione qui riportata – e titolato “La Val d’Annone” ad opera di Michele Gottardi.
Testo desunto
Tra le valli è la più bella
senza una paragon
la diciamo sempre quella
che si chiama Val di Non
Questa terra benedetta
che a noi tutti un dì natal
or sui colli or su le vette
di montagne ospital
Qual di stelle trapuntata
è la volta celestial
di paresi è seminata
tale pur la nostra val
Maestoso è il bel torrente
la divide per metà
e la rende più ridente
le fa crescer la beltà
Val di Tovel è nel lago
è nel lago di Molven
chi vuol pesci si fa pago
di acquistarne a sazietà
D’acquedotti e di ruscelli
la vediamo un dì brillar
e di ponti e di castelli
dappertutto pompeggiar
Castel Thun è fra di tutti
il più bello e il più gentil
molti vennero distrutti
e dal gufo sono asil
Castel Cles è bello ancora
come pur Castel Valer
Castel Nanno ci infervora
e gentil Castel Brughier
Castelfondo è molto bello
ma vi è un’altra rarità
vi è una croce molto bella
non si vede in raerità
Vi è un forte alla Rocchetta
di superba maestà
che rapisce e che diletta
che resistere potrà
Questo forte venne eretto
dal sessanta al sessantun
fu valente architetto
e lodato da ciascun
Di Giustina è il ferreo ponte
è la prima rarità
che superbo alza la fronte
tra le rupi in cui si sta
La seconda meraviglia
è la Mendola valle
che si innalza tra le tiglia
ha l’aspetto passeggiar
Ivi è una veduta
che non mira a sì l’egual
un hotel che vi saluta
molto bello e ospital
Vi son chiese maestose
Cles Marano Fondo e San Zen
neppur Denno ve ne impose
un altar leggiadro a pien
Qui ognun dei rinomati
santuari si può veder
che ognun son visitati
da diversi passegger
In fra questi celebrato
di Romedio il sacro ostel
lui viveva ritirato
poi volessene al ciel
Qui ci vengono bei frutti
d’un amabile color
qui di gelsi e di vigneti
di giardini d’ogni fior
Dalla calda nostra mente
non possiamo discacciar
dall’Anaunia il vin possente
che il petto ristoriam
Tra le altre cose belle
fanno qui molto umor
luccellenti mortadelle
d’un amabile sapor
Pan di segala noi mangiamo
così buono in questa val
che ovunque noi andiamo
non troviamo mai l’egual
Ben che strette le montagne
noi al piano abitiamo ancor
e di floride campagne
lieto fan l’agricoltor
Ampie sorgono le selve
dalle rupi nostre in sen
poche son le atroci belve
che ne ingombrano il terren
Dai comosci ai gallinetti
francolini là vi son
e di sotto larghe vette
uccidiamo dei Cedron
Qua le gagge e le pernici
noi contorni trova ognor
qui passiamo i dì felici
senza avere affanno al cuor
Vi son malghe stese e belle
vi son prati e casolar
le vacchette con le agnelle
van l’erbette a pascolar
O che savie fanciullette
che si vedono passar
così rare e così schiette
fanno il cuore innamorar
Per impegno e per valore
siamo …allo stranier
e amiamo di buon cuore
l’educato passegger
Tra le valli è la più bella
senza una paragon
la diciamo sempre quella
che si chiama Val di Non
Schema metrico
A8 b8 A8 b8
Integrità
si
Durata
00:06:15
Note sul documento
Nel secondo file audio l’informatore racconta del canto in questione. L’informatore afferma che già sua madre – nata nel 1896 – cantava questo canto.
In funzione
no
Località
Castelfondo
Data
01/12/2003
Luogo ed occasione
Informatore
***************
Rilevatore
Trentini Michele
Vinati Paolo
Fondo / Raccolta
UNITN ricerca in Trentino, direzione Ignazio Machiarella (2003-2004)
Proprietà supporto originale
MUCGT
Note sul contesto
Schedatore
Vinati Paolo
Zanolli Silvana
Data di modifica
13/09/2007