Documento n. 1908

Titolo convenzionale

Tratto marzo

Incipit

Marzo marzo e marzo sia

Idioma

trentino

Modalità esecutiva

Voci maschili

Genere

Richiamo

Argomento / Occasione / Funzione

Ciclo dell'anno. Ciclo della vita. Propiziatorio

Media allegati

Audio

Presentazione

«Nel ciclo dell’anno agricolo, la presenza di cortei mascherati non era circoscritta esclusivamente al periodo carnevalesco ma comprendeva un arco di tempo piú dilatato, corrispondente grosso modo a quello invernale. In molti casi la guida e l’organizzazione di questi cortei era affidata alle società giovanili ed ai coscritti. A parte il carnevale vero e proprio, era soprattutto in occasione dei riti nuziali che i coscritti giocavano un ruolo speciale. In questo contesto è da evidenziare un’usanza particolare, chiamata Scheibenschlagen in Tirolo, Cialandamarz nei Grigioni, Las cidulas in Carnia, Far lume a Marzo in varie località dell’Italia settentrionale e in particolare nel veneto; in Trentino prende il nome di Trato marzo (cfr. Riferimenti filmografici: Trato marzo; Trato marzo news; Banderal).
Gli ultimi giorni di febbraio o i primi di marzo, un gruppo di giovani – spesso i coscritti – si reca su un’altura sovrastante il paese, accende un grande fuoco, e inizia a urlare in direzione dei paesani una serie di annunci pubblici di fidanzamenti, veri o presunti, spesso ironici e dissacranti. Ogni accoppiamento viene concluso con un grande strepito di oggetti rumorosi, fischi, e urla. La tecnica di declamazione musicale è specifica e rivolta anche a favorire la propagazione della voce a distanza; per questo un tempo erano usati megafoni di legno o imbuti per il travaso del vino, sostituiti recentemente da megafoni elettrici o da veri e propri impianti di amplificazione.
L’emissione vocale viene spesso modificata in modo grottesco, o pauroso o comunque innaturale. È evidente il carattere rituale di queste modalità di declamazione ed il loro impegno a configurarsi come estranee alla “normalità” ed alla “quotidianità”.
In Carnia e in Tirolo ogni singolo annuncio di accoppiamento viene concluso dal lancio di una rotella lignea infuocata, indirizzata alle persone prese di mira. In qualche località del Trentino è anche presente il tipo veneto far lume a marzo o bater marzo, con fuochi, percorsi attraverso i campi, senza peraltro l’annuncio pubblico di accoppiamenti.
Si tratta di un’usanza di origine precristiana, legata presumibilmente alle feste matronali in onore della dea Giunone (Valenti 1910b, 5), che venivano celebrate nell’antica Roma alle calende di marzo, il mese che apriva l’anno romano e che è rimasto tale fino al medioevo (anche la repubblica di Venezia iniziava l’anno civile alle calende di marzo). Annota a questo proposito il Valenti: Il Calendimarzo festeggiava Giunone, la dea pronuba, che aveva a cuore il vincolo coniugale, lo formava anzi ella stessa, proteggeva i buoni rapporti fra i coniugi, era insomma per i Romani la tutrice del sesso femminile e del matrimonio ed in onore di lei specialmente le
onne maritate celebravano il 1° Marzo di ogni anno (Calendae foeminarum) sull’Esquilino la festa dei Matronali.». (Morelli 2018b, 197)

Testo desunto

A – Marzi còntra marzi
B – L’erba sùla navìsèla
A – Per marìdar quela puta bèla
B – Chi èla chi no èla
A – La Gabrièla
B – Chi ghé dente chi no ghé dente
A – El Marco Malghèra
B – Dénteghela, che l’è ‘n bel pàr

CORO
Dénteghela, dénteghela che l’è ‘n bel pàr
la g’ha ‘na stéla sota al grumbìàl
la g’ha ‘na stéla che la risplende
che la mi rènde consolazion

Marzo, marzo, l’è marzo tràto
che ‘l genàro l’è già passato
arriverà ‘sta Pasqualina
per maritar ‘sta bela moretìna

B – Chi èlo?
A – La Marta Corunia
B – Chi ghe dénte?
A – El Matteo dela Dina

CORO
Dénteghela, dénteghela che l’è ‘n bel pàr
la g’ha ‘na stéla sota al grumbìàl

Schema metrico

versi misti

Integrità

si

Durata

00:02:01

Note sul documento

Il secondo audio fa parte del CD allegato al volume “Identita musicale della val dei Mòcheni”, Morelli 1996

Rilevazione

In funzione

si

Località

Viarago (Val dei Mòcheni)

Data

13/02/1991

Luogo ed occasione

Informatore

Zampedri Nello (1936), Bernabè Siro (1923), Sittoni Armando (1932)

Rilevatore

Morelli Renato

Fondo / Raccolta

Canti pubblicati nel CD “Identità musicale della Val dei Mòcheni” (Morelli 1996)

Canti pubblicati nel CD “L’è San Fabian l’è Sebastian” Viarago (Morelli 2004)

Canti pubblicati nel volume Identità musicale della Val dei Mòcheni (Morelli 1996)

Canti pubblicati nel volume Storia del paese nei documenti e nei ricordi Viaracum, Vilrag, Viarac, Viarago (Aa.Vv. 2004)

Val dei Mòcheni (Viarago) canti raccolti da Renato Morelli (1988-1991)

Proprietà supporto originale

Morelli Renato

Note sul contesto

Schedatura

Schedatore

Corradini Lorenza

Morelli Renato

Zanolli Silvana

Data di modifica

02/05/2025

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