torna a tutte le schede
Titolo convenzionale
Tratto marzo
Incipit
Marzo marzo e marzo sia
Idioma
trentino
Modalità esecutiva
Voci maschili
Genere
Richiamo
Argomento / Occasione / Funzione
Ciclo dell'anno. Ciclo della vita. Propiziatorio
Presentazione
«Nel ciclo dell’anno agricolo, la presenza di cortei mascherati non era circoscritta esclusivamente al periodo carnevalesco ma comprendeva un arco di tempo piú dilatato, corrispondente grosso modo a quello invernale. In molti casi la guida e l’organizzazione di questi cortei era affidata alle società giovanili ed ai coscritti. A parte il carnevale vero e proprio, era soprattutto in occasione dei riti nuziali che i coscritti giocavano un ruolo speciale. In questo contesto è da evidenziare un’usanza particolare, chiamata Scheibenschlagen in Tirolo, Cialandamarz nei Grigioni, Las cidulas in Carnia, Far lume a Marzo in varie località dell’Italia settentrionale e in particolare nel veneto; in Trentino prende il nome di Trato marzo (cfr. Riferimenti filmografici: Trato marzo; Trato marzo news; Banderal).
Gli ultimi giorni di febbraio o i primi di marzo, un gruppo di giovani – spesso i coscritti – si reca su un’altura sovrastante il paese, accende un grande fuoco, e inizia a urlare in direzione dei paesani una serie di annunci pubblici di fidanzamenti, veri o presunti, spesso ironici e dissacranti. Ogni accoppiamento viene concluso con un grande strepito di oggetti rumorosi, fischi, e urla. La tecnica di declamazione musicale è specifica e rivolta anche a favorire la propagazione della voce a distanza; per questo un tempo erano usati megafoni di legno o imbuti per il travaso del vino, sostituiti recentemente da megafoni elettrici o da veri e propri impianti di amplificazione.
L’emissione vocale viene spesso modificata in modo grottesco, o pauroso o comunque innaturale. È evidente il carattere rituale di queste modalità di declamazione ed il loro impegno a configurarsi come estranee alla “normalità” ed alla “quotidianità”.
In Carnia e in Tirolo ogni singolo annuncio di accoppiamento viene concluso dal lancio di una rotella lignea infuocata, indirizzata alle persone prese di mira. In qualche località del Trentino è anche presente il tipo veneto far lume a marzo o bater marzo, con fuochi, percorsi attraverso i campi, senza peraltro l’annuncio pubblico di accoppiamenti.
Si tratta di un’usanza di origine precristiana, legata presumibilmente alle feste matronali in onore della dea Giunone (Valenti 1910b, 5), che venivano celebrate nell’antica Roma alle calende di marzo, il mese che apriva l’anno romano e che è rimasto tale fino al medioevo (anche la repubblica di Venezia iniziava l’anno civile alle calende di marzo). Annota a questo proposito il Valenti: Il Calendimarzo festeggiava Giunone, la dea pronuba, che aveva a cuore il vincolo coniugale, lo formava anzi ella stessa, proteggeva i buoni rapporti fra i coniugi, era insomma per i Romani la tutrice del sesso femminile e del matrimonio ed in onore di lei specialmente le
onne maritate celebravano il 1° Marzo di ogni anno (Calendae foeminarum) sull’Esquilino la festa dei Matronali.». (Morelli 2018b, 197)
Testo desunto
A – Marzi còntra marzi
B – L’erba sùla navìsèla
A – Per marìdar quela puta bèla
B – Chi èla chi no èla
A – La Gabrièla
B – Chi ghé dente chi no ghé dente
A – El Marco Malghèra
B – Dénteghela, che l’è ‘n bel pàr
CORO
Dénteghela, dénteghela che l’è ‘n bel pàr
la g’ha ‘na stéla sota al grumbìàl
la g’ha ‘na stéla che la risplende
che la mi rènde consolazion
Marzo, marzo, l’è marzo tràto
che ‘l genàro l’è già passato
arriverà ‘sta Pasqualina
per maritar ‘sta bela moretìna
B – Chi èlo?
A – La Marta Corunia
B – Chi ghe dénte?
A – El Matteo dela Dina
CORO
Dénteghela, dénteghela che l’è ‘n bel pàr
la g’ha ‘na stéla sota al grumbìàl
Schema metrico
versi misti
Integrità
si
Durata
00:02:01
Note sul documento
Il secondo audio fa parte del CD allegato al volume “Identita musicale della val dei Mòcheni”, Morelli 1996
In funzione
si
Località
Viarago (Val dei Mòcheni)
Data
13/02/1991
Luogo ed occasione
Informatore
Zampedri Nello (1936), Bernabè Siro (1923), Sittoni Armando (1932)
Rilevatore
Morelli Renato
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel CD “Identità musicale della Val dei Mòcheni” (Morelli 1996)
Canti pubblicati nel CD “L’è San Fabian l’è Sebastian” Viarago (Morelli 2004)
Canti pubblicati nel volume Identità musicale della Val dei Mòcheni (Morelli 1996)
Canti pubblicati nel volume Storia del paese nei documenti e nei ricordi Viaracum, Vilrag, Viarac, Viarago (Aa.Vv. 2004)
Val dei Mòcheni (Viarago) canti raccolti da Renato Morelli (1988-1991)
Proprietà supporto originale
Morelli Renato
Note sul contesto
Schedatore
Corradini Lorenza
Morelli Renato
Zanolli Silvana
Data di modifica
02/05/2025