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Titolo convenzionale
Un'eroina (Nigra 13)
Incipit
La bella inglesina la si vuole maritar
Idioma
epico-lirico
Modalità esecutiva
Voci maschili
Genere
Ballate epico-liriche, titoli convenzionali di Costantino Nigra
Argomento / Occasione / Funzione
Narrazione
Presentazione
«È forse la ballata che ha avuto la più estesa diffusione in Europa; l’argomento corrisponde a quello di analoghi testi francesi (Renaud), ungheresi (Anna Molnar), anglo scozzesi (Lady Isabel and Elf-Knight),tedeschi (Ulinger),olandesi e fiamminghi (Heer Halewijn), spagnoli (Rico Franco), portoghesi (Dom Franco e Dona Inez), scandinavi, slavi. Un grande numero di raccolte italiane, sia del Nord che delCentro, riportano lezioni di questa ballata, spesso caratterizzata dalla notevole diversità di titoli e di incipit: Un’eroina, La vendicatrice, L’inglesa, Monglesa, Monchisa, Monpresa. La diffusione particolarmente ampia in tutta l’area europea ma anche nelle Isole Britanniche, negli Stati Uniti e nel Canda francese, ha indotto molti studiosi a cercarne l’origine nella leggenda di Barbablu, o di altri analoghi assassini di donne, oppure in avvenimenti storici come la vicenda biblica di Giuditta e Oloferne. Nel suo ampio studio comparativo su Un’eroina Roberto Leydi [1973b], sintetizzando le interpretazioni fornite recentemente da vari studiosi, evidenzia in particolare quella dell’ungherese Lajos Vargyas, secondo il quale l’origine di questa ballata andrebbe invece ricercata nel mito dell’albero della vita nella tradizione dei popoli dell’Asia centrale; un esempio di quei possibili “sedimenti” magici arcaici dei quali questa, ma anche altre ballate, sarebbero portatrici. Il mito sarebbe passato in Europa attraverso le migrazioni dei Magiari, un popolo in parte di origine turco-orientale, cioè proveniente dall’Asia centrale: «Secondo l’ipotesi del Vargyas non solo cadono tutte le collocazioni “storiche” avanzate, ma si apre una possibilità di lettura di questa e di altre ballate, secondo la quale le origini “storiche” vengono a trasferirsi in un territorio e in un tempo ben lontani da quelli immaginati da quanti finora hanno creduto di “spiegare” le fonti delle ballate o di molte ballate» [Leydi 1977 b, 298-316 ].» (Morelli 2006, 214)
Testo desunto
La bella inglesina la si vuole maritar (x2)
e la sera la ghe dimanda e la notte si sposò (x2)
La matin si ben bonora per la Francia s’imbarcò
e la fa trecento passi l’inglesina si fermò
e la ‘n fa trecenciquanta l’inglesina sospirò
Cosa mai sospiri inglesa cosa mai sospiri tu
io sospiro la mia imamma che mai più la rivedrò
Se tu sospiri quella io ti do mille ragion
ma se ne sospiri un altro il pugnale è prepara’
Lo prego signor conte se mi presta il suo pugnal
io voglio tagliare un ramo per far ombra al mio caval
Sentendo ste parole il pugnale gli passò
e la testa del sior conte giù per terra se ne andò
E la fa cincento passi e la incontra il suo papà
gli assassini della strada hanno ucciso il mio mari’
Guarda bene inglesina che non fosti stata tu
oi no no cari fratelli il mio cuor non è così
Appena entrata in Roma la medaglia regalò
per avere ucciso il conte tanta gente rovinò
Schema metrico
[t] [t] (rip)
Integrità
si
Durata
00:05:38
Note sul documento
In funzione
no
Località
Vermiglio
Data
01/01/2012
Luogo ed occasione
Registrazione del CD allegato al volume Note de le cante, CANZONIERE VERMIGLIANO
Informatore
Bertolini Daniele, Bertolini Danilo, Callegari Virginio, Daldoss Ernesto, Delpero Alberto, Dezulian Mirko, Giovannini Matteo, Longhi Andrea, Slanzi Marco
Rilevatore
Delpero Alberto
Fondo / Raccolta
Canti pubblicati nel volume Canzoniere Vermigliano (Delpero 2012)
Canti pubblicati nel volume Quaderno di APTO n.1 Cantori da Verméi “Canzoniere Vermigliano” (2025)
Proprietà supporto originale
I cantori da Verméi
Note sul contesto
Schedatore
Morelli Renato
Zanolli Silvana
Data di modifica
04/06/2025